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PAESAGGIO ED ECONOMIA di Luciano Bertello - fotografie di Ettore Contino
Anche se l’anima mercantile non ha mai saputo prendere decisamente il sopravvento sull’anima contadina: tant’è che il paese ha conservato un’immagine perennemente in bilico tra mercato e campagna, tra costumi cittadini e ruralità. Come evidenzia la stessa struttura urbanistica: una piazza grandiosa, armonica, signorile com’è raro incontrarne, ma appena dietro la prima fila di case campi e orti, quindi vigneti e boschi senza soluzione di continuità. Corneliano non ha insomma voluto
rinunciare alla tradizione ed alla cultura contadina, ed i segni del
passato conferiscono alle immagini del paese atmosfere che sembrano
sospese nel tempo: la piazza del mercato e del balon
(pallapugno),
le contrade, gli sghic (parola
che indica un luogo – casa o anfratto - piccolo e malsano) ed i
campanili; l’arco e la torre; i portici del palazzo comunale e le
botteghe; e poi i coppi, tanti e addossati l’uno all’altro.
La naturale vocazione viticola dei terreni, sciolti e ben assolati, offre pertanto prodotti di altissima qualità, tra cui spiccano l’esuberante nebbiolo Roero, il nobile Arneis e la sorprendente giovane Favorita. Vitigno quest’ultimo dalle origini misteriose a cui Corneliano ha per lungo tempo legato il nome, in virtù di un’eletta produzione e di un mercato che, nei decenni a cavallo del Novecento, richiamava qui i più noti produttori dell’Albese e dell’Astigiano.
Ed anche nella coltivazione del pesco Corneliano si è sempre distinta, per la qualità del suo prodotto e per l’intraprendenza dei suoi abitanti. Infatti fin dal 1819 accanto al commercio del vino, si segnala la “vendita de’ frutti, ed in specie, persici (pesche), griotte (varietà di ciliegie) e piselli verdi” e, nella prima metà del Novecento, si ostenta la maggiore superficie a pescheto del Roero. Sostenuta dallo spirito mercantile di cui si è detto, che, nel 1926, porta alla istituzione del mercato giornaliero del pesco di Corneliano, secondo soltanto a quello di Canale. E proprio al pesco e alla favorita, un tempo ricercata come uva da tavola, è legata una delle figure economiche più significative di Corneliano: quella dei cestai. Già famosi sul finire dell’Ottocento, i cestai di Corneliano si segnalano per la qualità e la varietà del prodotto e per una gestualità tanto particolare da caratterizzarli socialmente. Ulteriore esempio di quell’equilibrio che, ancor oggi, informa la realtà economica cornelianese: capace di fare convivere armonicamente aziende agricole tradizionali, attivissime attività artigianali e commerciali e moderne industrie, unite da quell’ambizione che è condizione essenziale e garanzia della qualità”. |