Con questo numero la Chiacchiera compie

30 anni

Ogni cinque anni siamo usi ricordare agli affezionati lettori l’età anagrafica della Chiacchiera e, in genere, l’annunciamo senza trionfalismi. Al contrario, queste scadenze sono state in passato piuttosto occasione di autocritica per le opportunità non colte, la mancanza di tempo, di persone, di possibilità economiche, sovente anche di voglia. La redazione recrimina sul fatto che, col tempo, l’interesse della Pro loco per la sua pubblicazione si sia progressivamente ridotto e, di qui, la riluttanza della stessa ad investire in un prodotto - certo prestigioso e quindi irrinunciabile ma parecchio costoso - per rinnovarlo, migliorarlo, incrementarlo. Le cause risalgono a lunga data e sarebbero da ricercare nella dichiarata difficoltà a scrivere dei vari componenti dei direttivi che si sono avvicendati in tempi successivi alla guida della Pro loco, da quando cioè Chiacchiera e Pro loco erano praticamente la stessa cosa.

Da tempo dunque, la consolidata caratteristica della Pro loco cornelianese è l’indirizzo in attività strettamente di evasione e ciò giustifica la fredda accoglienza con la quale è stata riservata tempo fa la proposta, per esempio, di una ristampa a puntate degli Statuti di Corneliano del 1415-16, o di altro materiale da pubblicare di interesse culturale. Fatti due conti, il costo di quattro pagine in più non è attualmente sostenibile: in ogni campo e in ogni tempo le risorse disponibili (poche) prendono la via delle priorità soggettive di chi le gestisce.

Tuttavia la Chiacchiera con questo numero ha trent’anni e li compie, se non in ottima, certamente in buona forma e decisa più che mai a presentare alla Pro loco, per la discussione, un interessante progetto di sviluppo. Certo l’occasione del compleanno sarebbe stata quanto mai propizia per darne notizia, purtroppo però non lo posso fare proprio perché, come ho detto, il progetto è ancora da discutere. Pertanto, per festeggiare l’importante traguardo, questa volta abbiamo pensato di far parlare altri.

Abbiamo segnalato l’avvenimento in primo luogo al nostro Sindaco e poi alle persone che, agli esordi,  hanno contribuito alla nascita di due pubblicazioni locali (il Paese e il Perno) proprio sull’esperienza di fattibilità dimostrata dalla Chiacchiera e cioè gli attuali sindaci di Magliano Alfieri Cesare Giudice e di Sommariva Perno Andrea Cane. Pubblichiamo le testimonianze che ci hanno inviato ringraziandoli per il loro contributo.

Virgilio Blardone

 

 

“LA CHIACCHIERA”, DA TRENT’ANNI UNA VOCE LIBERA

Non è facile diventare una "voce", ma più difficile ancora è restarlo. Restare "voce" libera. La Chiacchiera lo è da trent'anni e, quando “Il Perno" è partito per la sua ora ultraventennale storia, stretto tra le pastoie burocratiche delle autorizzazioni, dei bolli, delle tariffe, le ha chiesto ed ha ottenuto aiuto.

I primi numeri del nostro giornale sono usciti grazie alla firma del direttore della Chiacchiera. E questo rappresenta non solo un legame, ma qualcosa di più: una sintonia di sentimenti, di ideali, di volontà, insomma una "comunanza" di impegno che va al di là di qualsiasi appartenenza partitica o ideologica.

Sono pochi, da sempre, in Italia i "microfoni aperti". Sono pochi perché dire la verità è scomodo e faticoso. Ma sono pochi anche quelli che rispettano le opinioni di tutti e pubblicano le lettere (firmate) di tutti,  di destra o di sinistra non importa, perché nessuno, oggi come ieri, ha il diritto di indicare agli altri la retta via. E questo vale soprattutto nella "filosofia" dei piccolissimi giornali, come i nostri, che fanno battaglie da anni non per cambiare il "grande mondo", ma soprattutto "il piccolo mondo" dei 1207 paesi che popolano il Piemonte. Da noi non sono mai in gioco le istituzioni, ma le scelte per una strada, una casa, una piazza. Attenzione però! E' dalle piccole cose che nasce la sensibilità che poi fa le grandi. E' con i "pezzi" solo apparentemente più insignificanti che si comincia a costruire animi ed anime sensibili, solidali, aperte.

Se oggi il nostro Roero non è più un chiuso circolo di lavoratori e sognatori, ma una casa con le finestre aperte il merito è anche dei "piccoli microfoni", come il vostro (come il nostro) che sono rimasti aperti grazie al lavoro di tante persone che sanno impegnarsi senza darlo a vedere.

Congratulazioni di cuore e "ad multos annos".

Il direttore de “Il Perno” di Sommariva Perno

AUGURI DEL SINDACO PER I TRENT'ANNI DE "LA CHIACCHIERA" 

Un caloroso e sentito augurio per i trent’anni di vita de “La Chiacchiera”.

Si tratta di un traguardo importante, che ha richiesto assiduità nel lavoro e forza d’animo: è (quasi) sempre facile dare il via ad una nuova iniziativa, ma risulta più difficoltoso e impegnativo farla crescere e migliorarla nel tempo, senza mai perdere l’entusiasmo e la vivacità della fase iniziale.

Nei suoi trent’anni “La Chiacchiera” ha fotografato, raccontato e commentato l’evoluzione avvenuta nella vita della comunità di Corneliano, dal punto di vista civile, culturale, delle manifestazioni, delle problematiche in generale.

Le Amministrazioni comunali succedutesi hanno sempre tenuto in considerazione i problemi messi in evidenza, e, compatibilmente con le disponibilità finanziarie e con i tempi realizzativi (a volte non brevi per mancanza di risorse o per altre priorità), hanno anche cercato di risolverli.

Anche se, in alcuni casi, “La Chiacchiera” fu dura e critica nei confronti dell’Amministrazione comunale, va ricordato, per correttezza, che lo fu più per le tematiche ancora da affrontare che non, a posteriori, per le scelte adottate.

I tre Sindaci e i diversi consiglieri che hanno amministrato il paese in questi ultimi trenta anni hanno visto, infatti, negli articoli del giornale uno stimolo ad effettuare in modo responsabile le scelte  che si sono rese necessarie durante i loro mandati.

Ricordo, in particolare, i primi numeri pubblicati, in cui molta attenzione fu posta alle problematiche riguardanti la stabilità della torre medioevale, oggi completamente risolte almeno per quanto riguarda il pericolo di frana del pianoro.

Ringrazio il Direttore responsabile che si è sempre reso disponibile verso ogni Amministrazione comunale nell’offrire le colonne del giornale anche come strumento di dibattito politico, possibilità di cui, peraltro, il gruppo di maggioranza non ha mai voluto usufruire per non alimentare inutili polemiche e sterili discussioni.

“La Chiacchiera” ha sempre svolto un servizio per la comunità cornelianese, sia nella divulgazione di tematiche diverse, sia con la pubblicazione delle delibere del Consiglio e della Giunta comunale, raggiungendo anche lettori residenti in altri Comuni e all’estero. Il giornale ha così contribuito a mantenere forti i legami fra Corneliano e queste persone che, anche se lontane, tengono vivo il ricordo delle proprie radici.

Il Comune, rispettando l’autonomia redazionale di questa testata, ha deciso la pubblicazione semestrale del proprio “Giornale dell’Ente”, destinato a tutte le famiglie del paese (e quindi non solo soci della Pro loco, a cui il giornale viene distribuito), che non vuole in alcun modo anteporsi o sostituirsi a “La Chiacchiera”, ma solo trattare in modo più dettagliato alcune iniziative legate esclusivamente alla vita amministrativa e che richiederebbero troppo spazio per la loro pubblicazione sul bimestrale della Pro loco.

Colgo l’occasione, a nome di tutta l’Amministrazione comunale, per porgere alla Pro loco promotrice e proprietaria della testata de “La Chiacchiera”, al Direttore responsabile, agli editorialisti susseguitisi negli anni, un ringraziamento per il lavoro fatto e un  augurio per un durevole proseguimento in questa  attività, con il solito, noto impegno e con il rispetto degli ideali che caratterizzano la vita della nostra comunità.

                                                  Il Sindaco

                                                

 

AUGURI E . . . LUNGA VITA A  “LA CHIACCHIERA”

Ho accettato volentieri l’invito dell’amico e direttore della Chiacchiera Virgilio Blardone a partecipare, con un intervento, ai “festeggiamenti” per il 30° anno di vita del bimestrale cornelianese, perché ho sempre ben presente il legame originario fra “IL PAESE” (attualmente bimestrale di Castagnito, Castellinaldo, Govone, Guarene, Magliano Alfieri, Priocca, cui collaboro ancora oggi) e “LA CHIACCHIERA”.

Un legame che risale ai primi anni ’70, un’epoca di profondi mutamenti socioeconomici e culturali nei Comuni rurali del Roero. Dopo il grande esodo degli anni ’50 e ’60, che segnano per i nostri paesi il più basso numero di residenti del secolo, nei primi anni ’70 la fuga verso la città si è arrestata; nuove opportunità di lavoro determinano un’inversione della tendenza e inizia il ritorno dei pensionati ex-emigranti; la scuola media dell’obbligo ha cominciato a produrre un livello culturale più elevato; cambia, in altre parole, la composizione sociale della popolazione con l’aumento percentuale di operai, impiegati e studenti; iniziano a manifestarsi nuovi bisogni sociali, espressi soprattutto da questi nuovi ceti.

Nascono nuove associazioni, in genere sotto forma di Pro loco, società sportive, biblioteche, gruppi spontanei, per rispondere alle nuove esigenze: per rilanciare anche culturalmente le feste patronali, per costruire strutture sportive e aprire sedi per riunioni, per interessarsi dei problemi locali e ambientali, per ritrovare le proprie radici ed opporsi così al processo di omologazione culturale. Si hanno anche momenti d’incomprensione con le autorità comunali e con i gruppi di potere locali, dovuti appunto al fatto che le nuove associazioni rappresentano un nuovo interlocutore che dice cose scomode per gli equilibri esistenti. Talvolta le nuove associazioni diventano un “vivaio” in cui crescono culturalmente giovani che in seguito entreranno nei consigli comunali. Nel 1973 si verifica un importante avvenimento: la Pro loco di Corneliano inizia a pubblicare, con la direzione di Virgilio Blardone, la Chiacchiera, il capostipite dei periodici indipendenti di paese nell’Albese (e, oggi,  l’unico sopravvissuto assieme al Paese).

Nel 1975, nell’assemblea costituente della Pro loco di Magliano Alfieri, i soci fondatori (di cui facevo parte) approvano la proposta di dar vita ad un periodico e il gruppo redazionale decide di chiamarlo “IL PAESE”, proprio per significare la vitalità e la capacità d’iniziativa culturale che anche le piccole comunità come le nostre potevano esprimere, liberandosi dall’antica paura di discutere liberamente e pubblicamente i problemi collettivi, senza subalternità verso nessuno.

L’ 8 febbraio 1976 esce il primo numero del Paese (ancora limitato a Magliano), anche grazie all’aiuto e alla “consulenza” degli amici cornelianesi Virgilio Blardone, Ettore Contino e Beppe Giorello, che ci consentirono inoltre di pubblicare i primi tre numeri come supplemento alla Chiacchiera, nell’attesa della registrazione in  tribunale, insegnandoci poi a camminare con le nostre gambe che ci hanno portato fino ad oggi.

Ma nel 1975 fu l’esistenza stessa, da due anni, della Chiacchiera a dare forza alla nostra idea e a convincere gli scettici che non era un’idea “folle” (come poteva anche apparire in quell’epoca) quella di dare vita ad un periodico locale al servizio della popolazione, apartitico e basato solo sul volontariato dei collaboratori e sulle offerte dei lettori.

I percorsi dei due giornali si sono poi differenziati, adattandosi ciascuno alle specificità della propria area, com’è giusto che sia. La collaborazione è comunque continuata negli anni con lo scambio reciproco di tutti i numeri (conserviamo nella nostra sede la raccolta quasi completa della Chiacchiera, con la realizzazione di alcuni inserti comuni e con l’importante decisione delle Redazioni (con l’adesione anche del bimestrale “IL PERNO”, edito dal Comune di Sommariva Perno) di inserire dal 1983 il simbolo del “Roero“ ( la ruota con 8 raggi ) nelle testate dei tre giornali, come simbolo identificativo territoriale.

Una decisione coraggiosa e lungimirante a quell’epoca (si pensi che la prima “Associazione dei Sindaci del Roero” fu costituita solo nel 1994) che credo abbia contribuito alla diffusione nelle popolazioni dell’idea di appartenenza roerina.

Vi è, soprattutto, la consapevolezza in entrambe le redazioni che una diffusa informazione sulla vita popolare e municipale può costituire un “collante” per le comunità dei nostri paesi e contribuire ad impedire il loro possibile degrado socioculturale a  “ dormitori “ di Alba abitati da persone non più legate da quelle relazioni e da quelle micro-solidarietà quotidiane che derivano anche dalla conoscenza di ciò che succede nel Comune dove si vive.

Nell’indimenticabile ricordo di quegli anni “formidabili“, mi congratulo con la Chiacchiera per il traguardo raggiunto (che speriamo di arrivare a festeggiare anche noi fra tre anni) e auguro lunga vita ai nostri due giornali e a tutti coloro che con idee, lavoro ed offerte contribuiscono a mantenerli vivi.

Per l'associazione culturale "IL PAESE" Cesare Giudice (Sindaco di Magliano Alfieri)