Gli ordinati del Comune di Corneliano
Il Sindaco del primo semestre fu Giò Pietro Nielli e a sostituirlo in Consiglio fu nominato, il 15 gennaio, Giacomo Antonio Lurgo che aveva i requisiti richiesti e che giurò il 28 febbraio. Fu questo un anno di normalissima amministrazione, anzi di spese straordinarie non se ne fecero proprio, in quanto ogni risorsa era destinata alla costruzione della Casa comunale. Per dovere di cronaca, si segnalano solo le dimissioni del Rettore della scuola e quindi il problema della sua sostituzione; che il 10 luglio entrò in carica come Sindaco Giovanni Bergadano, sostituito in Consiglio da Francesco Maria Cagna che però chiese di essere esentato dall'ufficio; allora, in sostituzione, il 14 agosto venne nominato Giuseppe Antonio Mattej, ma anche quest’ultimo fu esentato. Si giunse infine alla nomina di Giuseppe Tortore che giurò il 28 agosto. Il 21 agosto si nominò il nuovo Rettore di scuola che fu il reverendo Giovanni Battista Patrizio, nativo e abitante nel luogo di Barolo, alle consuete condizioni. Predicatore della quaresima per il 1789 fu ancora nominato il priore don Maurizio Nielli che già in passato lo aveva fatto più volte gratuitamente. Il 30 ottobre il Consiglio apprese che il Conte Pasero, co-feudatario di Corneliano, intendeva costruire un mulino sul territorio del Comune, con deviazione delle acque del rio Riddone per far girare le macine. Il Consiglio decise di opporsi perché non lo riteneva opportuno a causa dei danni che la deviazione del Riddone avrebbe arrecato a tutti gli abitanti, senza per contro portare alcun vantaggio. A difesa delle sue ragioni incaricò l'avvocato Boschis di Alba. Null'altro di particolare accade.
Il 17 gennaio fu nominato Consigliere Francesco Antonio Careglio della borgata della Reala per sostituire il Consigliere anziano Giovanni Antonio Tomaso Nielli che aveva assunto l'incarico di Sindaco, e giurò il 22 gennaio. Essendosi verificata una invasione di bruchi, definiti "Gatte" nel deliberato, in siepi, alberi, piante ed arbusti, il Re aveva emanato un'ordinanza che il Consiglio rese nota con manifesto nel Consiglio del 26 febbraio. Tutti i proprietari dovevano raccogliere i rami infetti da nidi e portarli in un luogo a ciò destinato per essere bruciati; chi non lo faceva veniva punito severamente con multe e pagamento delle spese per l'operazione eseguita dagli operai della Comunità nei terreni privati. Nel mese di febbraio era stata predicata la Santa Missione ed il Consiglio, nella seduta del 10 marzo, rivolse ai predicatori della Congregazione della Missione della città di Canale, grandi elogi e ringraziamenti con l'invito a rinnovare la predicazione nel venturo anno 1795. Il 26 marzo si decise di pagare la parcella presentata dall'architetto Marco Tomaso Bertoglio (nello stesso ordinato si trova anche scritto per la prima volta Bertolio) di lire 501 per la formazione del progetto e disegni della costruenda Casa comunale, presentata il 6 ottobre 1786. Il 21 maggio si nominò il romito della chiesa della Vergine del Castellero, nella persona di Antonio Passatore, essendo defunto Gian Battista Rivetto, che per molti anni aveva svolto quella funzione. Il 4 giugno venne resa nota la sentenza del 27 maggio del vice Intendente della Provincia d'Alba nella causa promossa dal Comune contro la costruzione di un mulino da parte del Conte Pasero, Antonio Gatto e Francesco Frea: 1. Non essere soggetto all'aggettato agio d'invenzione, le regie patenti 9 novembre 1788. 2. Doversi respingere tanto l'interpellanza dedotta per la Comunità e proprietari di Corneliano in contraddittorio del 27 dicembre 1788, quanto i capitoli espressi nella comparsa del 3 febbraio ultimo scorso. 3. Siccome l'utilità e comodo che verranno agli abitanti di Corneliano dalla costruzione di un mulino locale, oltre ad essere evidenti, risulterebbero almeno giustificati dalle informazioni prese dall'ufficio provinciale, rimaneva da stabilire se la costruzione del mulino secondo le norme previste avesse creato disagi per gli abitanti di Corneliano ed in particolare la realizzazione della bealera per convogliare le acque del Riddone e del rivo Piccolo e quali danni poteva procurare la chiusa se fosse stata realizzata sia sull'innalzamento del livello del torrente Riddone, sia i rigurgiti che si sarebbero procurati. Per accertare tutto questo erano stati nominati due periti d'ufficio, il misuratore Lorenzo Bergui e l'architetto Gian Battista Luisetti che avevano giudicato infondati i timori della Comunità e avevano stabilito e fissato le norme cui ci si doveva attenere nella costruzione del mulino, sia nella costruzione della chiusa, sia sulla quantità di acqua da deviare. Il Consiglio contestò la capacità e la serietà della perizia di Lorenzo Bergui, già dimostratosi inattendibile nella causa di valutazione del valore dei lavori eseguiti dall'impresario Pozzio nella costruzione della Casa comunale e autorizzava il Sindaco a presentare, mediante l'avvocato Boschis, appello contro la sentenza. Inoltre il Sindaco espose il fatto che il conte Carlo Pasero, consignore del luogo, aveva nominato per Podestà dello stesso luogo di Corneliano, a partire dal 14 settembre, una persona laureata in legge e che pertanto tutti i diritti del tribunale e dell'amministrazione della giustizia sarebbero aumentati di un quarto a carico degli abitanti, che era quanto spettava ai laureati in legge, rispetto ai notai che da tempo immemorabile esercitavano le funzioni di Podestà e di giudice nel Comune di Corneliano. Il Consiglio autorizzò il Sindaco a compiere tutte le azioni necessarie presso le autorità competenti per "costringere la persona togata come sovra nominata per Giudice di questo luogo ad uniformarsi nella esazione dei diritti alla tassa stabilita per i giudici non togati". Nello stesso Consiglio venne confermato come esattore delle taglie, cotizzi e imposte del luogo, il signor Giacomo Giordano, imposte che ammontavano complessivamente a lire 7.800 contro le 7.600 dell'anno precedente, e fu fissato lo stipendio annuale in 400 lire. Il 25 giugno fu deliberato il pagamento della parcella del falegname Matteo Coppa per i maggiori lavori fatti per la Casa comunale non compresi nell'appalto, parcella che era di lire 80, soldi 8 e denari 6. Nello stesso Consiglio si liquidavano le spese per la causa sul mulino che erano di 20 lire e 18 soldi per l'ufficio dell'Intendente e lire 23, soldi 5 e denari 4 per l'avvocato da cui dovevano detrarsi lire 10, pagate dai proprietari che con il Comune avevano promosso la causa. Il 16 luglio, entrato nella carica di Sindaco il Consigliere più anziano Pietro Antonio Passatore, fu nominato Consigliere Filippo Margiaria, che aveva i requisiti necessari e che giurò il 6 di agosto. Nello stesso Consiglio il Sindaco riferì che, essendo imminente la festa di Sant'Anna - protettrice del luogo - era intenzione dell'Amministrazione riprendere l'antica consuetudine della solenne processione con la statua della Santa, anche per aver ottenuto il beneficio della pioggia per le campagne nel giorno stesso in cui erano iniziate le preghiere pubbliche per ottenerne l'intercessione. Nel Consiglio del 6 agosto venne nominata levatrice, ossia ostetrica del Comune, la signora Lucia Albrito, moglie di Michele "fornita di letteratura e dei requisiti necessari". Il 27 di agosto il Consiglio nominò il padre Deodato da Canale dei Minori Osservanti Riformati di San Francesco quale predicatore della quaresima dei 1790. Nello stesso Consiglio il Sindaco fece presente che il paese era da molti anni inutilmente provvisto di due chirurghi in quanto uno era ormai ottuagenario e continuamente infermo e l'altro, per antica malattia, incapace a muoversi e quindi entrambi impediti a svolgere le loro funzioni. Pertanto era necessario provvedere alla nomina di un chirurgo abile il quale, dietro adeguato corrispettivo, curasse anche i poveri. La scelta cadde sul chirurgo Luca Fontana di Castino, provvisto delle debite patenti per esercitare nelle città dello Stato e sufficientemente pratico nell'arte ostetricia, in grazia dei quattro anni di pratica fatti col rinomato chirurgo Servetti della città di Torino, cui venne corrisposto uno stipendio di 20 lire per la cura dei poveri, cui provvederà anche con i propri redditi la Congregazione di Carità. Nella stessa seduta venne anche rinnovato l'appalto del macello ad Antonio Micca; comunicò inoltre il Sindaco che il Vescovo della diocesi, Mons. Guttuario, sarebbe venuto per la prima volta e per alcuni giorni a Corneliano a conferire il sacramento della Confermazione e quindi la necessità di organizzare solenni accoglienze. Il 26 agosto il Consiglio, venuto a conoscenza che anche il ricorso contro la sentenza del mulino era stato respinto, decise di chiedere all'architetto idraulico Carretto una nuova perizia che illustrasse le calamità cui il paese andava incontro con la costruzione del mulino e di ricorrere direttamente al Re. Il 15 ottobre presentò le credenziali di nomina a giudice e Podestà del luogo Gian Battista Frignone del luogo di Bricherasio, nominato dal conte Carlo Pasero, consignore del luogo. E non vennero assunte, per il resto dell’anno, altre deliberazioni che non fossero le solite per la registrazione dei beni, l’appalto del sale, l’assegnazione ai poveri del sale necessario e la revisione delle imposte.(Continua 1789) |