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Alessandra Balbo
A
distanza di pochi giorni dall’esito delle elezioni amministrative
il mio primo pensiero è questo: non ha vinto uno schieramento
sull’altro, ma hanno vinto i Cornelianesi, che ringrazio e stimo
perché hanno dimostrato un profondo senso civico nei vari momenti
elettorali. Nel periodo preelettorale partecipando numerosi agli
incontri con le due liste e al dibattito, analizzando e confrontando
criticamente i due programmi; poi, durante le votazioni, facendo
registrare un alto tasso di presenza alle urne. Ed infine ad
elezioni ultimate, manifestando sportivamente congratulazioni e
collaborazione.
Rinnovo
inoltre la mia stima all’Amministrazione uscente che ha governato
con coscienza e trasparenza; così esprimo ammirazione e rispetto al
Gruppo “Corneliano Comune d’Europa”, per la serietà con cui
ha gestito il confronto elettorale.
Per
quanto mi riguarda, già da martedì 15 giugno ho iniziato ha
lavorare con entusiasmo, perché questa nuova realtà in cui mi
sento letteralmente catapultata, si sta rivelando ricca di stimoli.
Ho
scoperto di avere, nei dipendenti comunali, dei collaboratori
straordinari, laboriosi ed efficienti, animati dalla voglia di
iniziare un nuovo percorso.
La
stessa energia l’ho riscontrata nei Consiglieri, non solo nei
“nuovi”, ma anche nei “vecchi”, spronati dal desiderio di
“dare ancora di più”, se possibile.
Mi
auguro quindi che questa carica di energia e questa voglia di fare e
lavorare per Corneliano ci accompagnino per i prossimi cinque anni.
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Virgilio Blardone
Per
quel poco che la conosco e per quanto ho sentito dire sul suo conto,
mi sono fatto la sincera convinzione che Sandra farà il possibile per
essere un buon sindaco. Mi pare comunque fuori discussione che sia
stata votata perché figlia di sua madre, incarnando in modo palese
quella che ormai si può ben definire una saga familiare che dura da
oltre cinquant’anni. I lettori di buona memoria mi devono rendere
atto che questa vittoria l’avevo ampiamente prevista. Sulla
Chiacchiera n.3 del giugno 1995 (nove anni fa!), dopo aver illustrato
i motivi (senza peraltro esaurirli) secondo i quali, a mio parere,
Maria Giacosa tiene saldamente in pugno così tanta parte del paese,
così scrivevo: “… è un bene per il nostro paese questo
protrarsi a tempo indeterminato dello
stesso copione elettorale? Malgrado la personale simpatia che nutro
per Maria Giacosa, la mia risposta è no. Perché? Ma perché viene
scoraggiata l’ipotesi di un ricambio con tutto il salutare
entusiasmo che ne deriva; perché viene a mancare la positività della
competizione dal momento che nessuno avrà più voglia di impegnarsi
sapendo in partenza che “tanto vincono sempre loro”. Perché
disincentiva i giovani ad occuparsi della cosa pubblica. Perché, in
ultima analisi, stiamo costruendo una Dinasty tutta
nostra…”
E
terminavo con la previsione che la volta successiva la figlia Gianna
si sarebbe presentata candidato sindaco e avrebbe vinto le elezioni.
Così avrebbe varcato la soglia del Comune di Corneliano la terza
generazione. In realtà non è successo la volta successiva, ma ancora
quella dopo; e non si tratta di Gianna ma di Sandra. Ma questi sono
dettagli insignificanti che nulla tolgono alla peculiarità della
situazione cornelianese.
Appunto,
sia pure per una manciata di voti, ha vinto ancora lei, Maria Giacosa.
Amen
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