note storiche

Gli ordinati del Comune di Corneliano

1794

 Il 1794 continua dal numero precedente

 

Il 14 febbraio il Sindaco comunicò al Consiglio la risposta dell’Intendente della provincia d’Alba che non poteva in alcun modo fornire granaglie al Comune. I Consiglieri presero atto con molto rammarico della risposta, né avevano fondi per comprarne perché molti abitanti erano in arretrato, stante la miseria, con il pagamento delle taglie. L’unica soluzione era quella di utilizzare i denari che la Regia zecca avrebbe pagato per la poca argenteria della Parrocchiale e della Confraternita di S. Bernardino, circa millecento lire, per comprare grano e soccorrere se non tutti almeno in parte i più bisognosi particolari. L’amministrazione della Parrocchiale e quella della Confraternita avevano aderito alla proposta con l’intesa che i soldi fossero restituiti, senza interessi, quando i tempi fossero stati migliori. Così il Comune impegnò l’argenteria delle chiese per sfamare gli abitanti più poveri. Intanto si continuavano a mandare soldati ed un po’ di soldi furono recuperati con la vendita delle broppe dei salici dei beni comunali, ma la spesa per riparare il tetto della Camera di Insinuazione era stato di lire ottantacinque, soldi quindici, denari due, più di quanto era stato preventivato.

Con i soldi risparmiati per l’onorario del predicatore quaresimale, centodieci lire, e aggiungendo centonovanta lire prese dai fondi comunali, si comprò della meliga che venne distribuita ai poveri i quali aumentavano sempre di numero: così deliberò il Consiglio il 13 di marzo.

Nella seduta del 18 aprile il Sindaco comunicò che si erano comprate da Francesco Isnardi di Sommariva Perno diciotto emine di riso al prezzo di lire sei e soldi sei l’emina, per farne distribuzione ai poveri. L’ordinato riporta l’elenco delle famiglie: 97, e dei componenti complessivi: circa 300. Aumentava la carta bollata, raddoppiava cioè il prezzo, da soldi due a soldi quattro ed era una spesa in più per la Comunità in quanto gli ordinati erano scritti su carta bollata.

Continuavano le richieste di sussidio da parte degli abitanti e le nomine di nuovi soldati. Il 12 giugno vennero assegnate cinque lire di sussidio a 75 famiglie in attesa delle raccolta delle uve da cui si sperava di ottenere un po’ di soldi per comprare anche delle granaglie. Il 10 luglio assunse le funzioni di Sindaco Lorenzo Benzo e venne nominato consigliere Pietro Antonio Passatore fu Lorenzo, per il quale vennero espressi i soliti ottimi giudizi. Va notato che essendo aumentata la carta bollata, il segretario comunale scriveva, se possibile, ancora più piccolo e fitto, con moltissime abbreviazioni per evitare di usare troppa carta bollata.

Con la seduta del due ottobre venne rafforzata la milizia comunale da adoperarsi in caso di guerra, una specie di truppa di riserva che venne formata da trenta cornelianesi, pronti ad essere inviati alla compagnia della città di Alba. Erano cittadini non più in età di leva, ma richiamati per ogni evenienza: la guerra con la Francia era iniziata, non ancora in Piemonte, ma già in Savoia e nel contado di Nizza.

Il 26 ottobre il Sindaco convocava il consiglio per annunciare che il marchese Alfieri di Sostegno, gentiluomo di camera di S.M. e maggiore generale di fanteria delle Regie Armate, con ordine del 20 ottobre, essendo stato incaricato di costituire un reggimento tra Asti ed Alba, chiedeva al Consiglio comunale di ogni Comune di formare un ruolo di tutti gli uomini abitanti nel territorio, di qualunque grado e condizione, abili a portare le armi, nessuna eccezione, esclusi i minori di sedici anni ed i maggiori di sessanta. Chiedeva inoltre il numero dei fucili disponibili e dovevano essere indicate le persone in grado di ricoprire il ruolo di capitali e luogotenenti. I consiglieri provvidero diligentemente a formare i rispettivi elenchi, scegliendo naturalmente tra i maggiorenti le persone che potevano ricoprire le cariche di ufficiale.

I venti di guerra non fermarono la fiera di San Carlo del 4 novembre ed il Consiglio, riunitosi il 1° novembre, fece richiesta di un distaccamento di soldati per mantenere l’ordine pubblico durante la stessa.

Nella seduta consiliare del 6 novembre, il consigliere Nielli riferì di aver portato il 30 ottobre gli elenchi richiesti al castello di Guarene e di averli consegnati al marchese Alfieri di Sostegno: con tali elenchi vennero formate due compagnie da 150 uomini ciascuna e vennero nominati capitani Giovanni Antonio Tomaso Nielli e Vincenzo Pasquero; come luogotenenti Michele Mattej, Francesco Cagna, Filippo Margiaria e Bartolomeo Coppa.

L’anno si chiuse con la nomina di ulteriori componenti la milizia di riserva.

 

(Continua 1794)

                                                                                                                                       Giulio Parusso