Gli ordinati del Comune di Corneliano
Il
14 febbraio il Sindaco comunicò al Consiglio la risposta
dell’Intendente della provincia d’Alba che non poteva in alcun modo
fornire granaglie al Comune. I Consiglieri presero atto con molto
rammarico della risposta, né avevano fondi per comprarne perché molti
abitanti erano in arretrato, stante la miseria, con il pagamento delle
taglie. L’unica soluzione era quella di utilizzare i denari che la Regia
zecca avrebbe pagato per la poca argenteria della Parrocchiale e della
Confraternita di S. Bernardino, circa millecento lire, per comprare grano
e soccorrere se non tutti almeno in parte i più bisognosi particolari.
L’amministrazione della Parrocchiale e quella della Confraternita
avevano aderito alla proposta con l’intesa che i soldi fossero
restituiti, senza interessi, quando i tempi fossero stati migliori. Così
il Comune impegnò l’argenteria delle chiese per sfamare gli abitanti più
poveri. Intanto si continuavano a mandare soldati ed un po’ di soldi
furono recuperati con la vendita delle broppe dei salici dei beni
comunali, ma la spesa per riparare il tetto della Camera di Insinuazione
era stato di lire ottantacinque, soldi quindici, denari due, più di
quanto era stato preventivato. Con
i soldi risparmiati per l’onorario del predicatore quaresimale,
centodieci lire, e aggiungendo centonovanta lire prese dai fondi comunali,
si comprò della meliga che venne distribuita ai poveri i quali
aumentavano sempre di numero: così deliberò il Consiglio il 13 di marzo. Nella
seduta del 18 aprile il Sindaco comunicò che si erano comprate da
Francesco Isnardi di Sommariva Perno diciotto emine di riso al prezzo di
lire sei e soldi sei l’emina, per farne distribuzione ai poveri.
L’ordinato riporta l’elenco delle famiglie: 97, e dei componenti
complessivi: circa 300. Aumentava la carta bollata, raddoppiava cioè il
prezzo, da soldi due a soldi quattro ed era una spesa in più per la
Comunità in quanto gli ordinati erano scritti su carta bollata. Continuavano
le richieste di sussidio da parte degli abitanti e le nomine di nuovi
soldati. Il 12 giugno vennero assegnate cinque lire di sussidio a 75
famiglie in attesa delle raccolta delle uve da cui si sperava di ottenere
un po’ di soldi per comprare anche delle granaglie. Il 10 luglio assunse
le funzioni di Sindaco Lorenzo Benzo e venne nominato consigliere Pietro
Antonio Passatore fu Lorenzo, per il quale vennero espressi i soliti
ottimi giudizi. Va notato che essendo aumentata la carta bollata, il
segretario comunale scriveva, se possibile, ancora più piccolo e fitto,
con moltissime abbreviazioni per evitare di usare troppa carta bollata. Con
la seduta del due ottobre venne rafforzata la milizia comunale da
adoperarsi in caso di guerra, una specie di truppa di riserva che venne
formata da trenta cornelianesi, pronti ad essere inviati alla compagnia
della città di Alba. Erano cittadini non più in età di leva, ma
richiamati per ogni evenienza: la guerra con la Francia era iniziata, non
ancora in Piemonte, ma già in Savoia e nel contado di Nizza. Il
26 ottobre il Sindaco convocava il consiglio per annunciare che il
marchese Alfieri di Sostegno, gentiluomo di camera di S.M. e maggiore
generale di fanteria delle Regie Armate, con ordine del 20 ottobre,
essendo stato incaricato di costituire un reggimento tra Asti ed Alba,
chiedeva al Consiglio comunale di ogni Comune di formare un ruolo di tutti
gli uomini abitanti nel territorio, di qualunque grado e condizione, abili
a portare le armi, nessuna eccezione, esclusi i minori di sedici anni ed i
maggiori di sessanta. Chiedeva inoltre il numero dei fucili disponibili e
dovevano essere indicate le persone in grado di ricoprire il ruolo di
capitali e luogotenenti. I consiglieri provvidero diligentemente a formare
i rispettivi elenchi, scegliendo naturalmente tra i maggiorenti le persone
che potevano ricoprire le cariche di ufficiale. I
venti di guerra non fermarono la fiera di San Carlo del 4 novembre ed il
Consiglio, riunitosi il 1° novembre, fece richiesta di un distaccamento
di soldati per mantenere l’ordine pubblico durante la stessa. Nella
seduta consiliare del 6 novembre, il consigliere Nielli riferì di aver
portato il 30 ottobre gli elenchi richiesti al castello di Guarene e di
averli consegnati al marchese Alfieri di Sostegno: con tali elenchi
vennero formate due compagnie da 150 uomini ciascuna e vennero nominati
capitani Giovanni Antonio Tomaso Nielli e Vincenzo Pasquero; come
luogotenenti Michele Mattej, Francesco Cagna, Filippo Margiaria e
Bartolomeo Coppa.
(Continua
1794) Giulio Parusso
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