Sette anni fa, al termine della sua prima visita pastorale, il Vescovo aveva specificatamente raccomandato un’attenzione e una cura particolare verso i giovani e i ragazzi. Da allora nei due paesi sono cambiate molte cose, a cominciare dal Parroco di Corneliano, ma il monito lasciatoci continua a pesare sulle nostre teste come un macigno. Sette anni dopo Sua Eccellenza Mons. Sebastiano Dho è tornato a visitare le parrocchie di Corneliano e Piobesi con l’intento di conoscere le persone e le nuove realtà, di valutare la situazione e la vita cristiana comunitaria per evidenziare i problemi e le difficoltà, per incoraggiare quanti lavorano per la parrocchia e si prestano al volontariato, correggere eventualmente alcuni errori fatti e mai superati e per verificare la situazione delle strutture materiali e amministrative delle parrocchie. Queste, dal canto loro, hanno preparato la visita pastorale in modo puntuale e preciso; nulla è stato lasciato al caso. I due parroci don Italo e don Giancarlo, coadiuvati dai rispettivi consigli pastorali, hanno stilato un programma specifico per permettere al Vescovo di incontrare e parlare con tutte le categorie sociali e con tutte le associazioni dei due paesi. La visita, cominciata domenica 19 settembre, è terminata una settimana dopo, a Piobesi, con la somministrazione del sacramento della cresima ai ragazzi delle due parrocchie. In questo lasso di tempo si è susseguita tutta una serie di incontri con i ragazzi delle scuole medie ed elementari, con gli ammalati, i gruppi di catechesi, le associazioni, i giovani, i consigli pastorali ed economico e con i residenti extra-comunitari. Una particolare attenzione è stata dedicata ai ragazzi, agli anziani e ai malati. Quali
conclusioni si possono trarre dalla visita pastorale: per quanto riguarda
Corneliano è sicuramente balzato agli occhi come il nostro paese sia
ricco di volontariato e di voglia di fare, di come spesso si faccia
difficoltà a vivere la comunità cristiana, di come sia di difficile
soluzione il problema del mondo giovani, troppo spesso abbandonati a se
stessi, senza interessi e senza un luogo dove trovarsi che sia di loro
gradimento. La parrocchia in questi ultimi anni ha lavorato parecchio in
questo senso aprendo spesso i locali dell’oratorio, mettendosi a
disposizione per ascoltare e riflettere sulle loro problematiche; molti
adulti e giovani hanno realizzato recite e tante altre cose per attirare
l’interesse dei loro coetanei. Tanto lavoro è stato fatto e tanto in
futuro se ne farà. Il problema che rimane è che molti giovani sembrano
refrattari ad ogni sforzo che viene profuso per loro, sembrano non
accorgersi di quanto si fa nel loro interesse e spesso vedono la
parrocchia solo come il luogo dove si prega. Certo, si prega, guai se non
si pregasse, ma ci si diverte anche, e tanto. Il monito del Vescovo,
dunque, non deve essere preso come un rimprovero, ma come un’esortazione
a proseguire nel lavoro svolto e a fare maggiore catechesi verso chi,
forse per paura dell’impegno o per assurda vergogna, non si avvicina ai
locali parrocchiali.
Piero Perona
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