Gli ordinati del Comune di Corneliano
Il 28 ottobre il Comune dovette fare, per ordini superiori, il censimento con nome e cognome dei negozianti di qualsiasi genere esistenti nel territorio comunale. Lo scopo era di far pagare un’imposta del 10 per cento sopra i fondi di commercio eccedenti alle 10.000 lire e il 7 per cento per quelli inferiori; agli evasori sarebbe stata imposta una multa del 15 per cento del valore di commercio accertato. Questi erano i commercianti di Corneliano in quell’anno di poca grazia che fu il 1797; tra parentesi il giro d’affari: - Mattei Antonio Giuseppe, filatura da seta (11.000); - Nielli Giovanni Pietro, filatura da seta (7.000); - Vittone Antonio, negoziante in rame (750); - Margiaria Giuseppe, picapietre (2.000); - Copppa Giovanni Bartolomeo, negoziante in vino (500); - Reficiante Bernardino, negoziante in vino (500); - Margiaria Filippo filatura da seta e negozio di vino (6.000); - Giordano Andrea, macellaio e venditore di commestibili (800); - Canavero Giacomo, lavorazione di corami (cuoio) (800); - Albrito Tommaso, negoziante in ferro (300); - Lupo Giovanni, ? (700); - Groguando Giovanni, negoziante in seta (700); - Ghiosso Giuseppe, negoziante in seta (300); - Cartot Giovanni, professione chincagliere (500); - Savoiardo Secondo, filatura di seta (800); - Pasquero notaio Carlo, filatura di seta (3.000); - Piccino Teresio, commestibili (200); - Magliano Bartolo, commestibili (150); - Coppa Paolo, negoziante in vino (400); - Campanello Giovanni Battista, negoziante in drapperie (800). Il 24 dicembre, per le tristi condizioni del territorio, la grande scarsità dei raccolti, il Consiglio deliberò una distribuzione di trenta sacchi di grano fra i più poveri e deliberò di acquistarne altri cinquecento dai granai del Re ad un prezzo equo per sfamare la popolazione. Ma se triste fu il 1797, l’anno successivo non prometteva niente di buono.
Il 18 gennaio entrò in carica come sindaco Michele Mattei e venne nominato consigliere Giuseppe Margiaria che prestò giuramento l’otto febbraio. Nel Consiglio dell’8 febbraio si approvò la liquidazione di prestazioni varie per 189 lire e soldi 7: tre merende, ossia rinfreschi, alle milizie urbane formate da quattro compagnie di trenta uomini cadauna, l’acquisto di 24 fucili dall’armaiolo di Alba, 11 libbre di polvere da sparo, 19 libbre di palle e pallettoni di piombo, 8 candele di cera, olio di oliva per illuminare di notte il posto di guardia, trasporto di grano, di persone arrestate alle carceri di Alba, ecc. ecc. Si era nuovamente rotta una parte del ponte alla cima della piazza e si spesero 37 lire per la riparazione. Il 18 febbraio furono aggiornate dal Consiglio le imposte sui maggiori patrimoni che erano i seguenti:
Nel Consiglio del primo aprile il Sindaco riferì dei danni che il pavimento della chiesa parrocchiale aveva subito; i consiglieri considerando che le riparazioni alla suddetta chiesa, sia interne che esterne, erano sempre state a carico della comunità, autorizzò il Sindaco a provvedere alle riparazioni fissando la spesa in lire 21. Nel Consiglio del 5 aprile venne esaminato il bilancio del forno comunale gestito da Giovanni Battista Rossano e si trovò che la gestione era in attivo e l’utile venne utilizzato per l’acquisto della carta bollata necessaria agli atti del Comune (ogni ordinato veniva scritto sulla carta bollata da 4 soldi e se ne faceva grande consumo). Nel Consiglio del 31 maggio vennero registrati gli atti di compravendita e di divisione patrimoniali. Nel Consiglio del 10 giugno il Sindaco riferì la comunicazione della Segreteria di Stato per gli affari interni con cui si confermava da parte del Re la vendita di 80 sacchi di grano per la popolazione di Corneliano al prezzo di lire 8 l’emina, da ritirarsi presso i regi magazzini di Alessandria e fu dato incarico al consigliere Margiaria di ritirare il grano con carri, carrettoni ed in qualsiasi altro modo che credeva utile e vantaggioso. Il 19 luglio Sebastiano
Sionero assunse l’incarico di Sindaco e fu anche l’ultimo eletto dai
consiglieri e venne nominato consigliere Lorenzo Pio, che già in
passato aveva ricoperto l’incarico di consigliere e sindaco;
prestò giuramento il sedici agosto. Le novità della rivoluzione francese arrivano CornelianoIl Consiglio comunale continuava la sua normale attività adottando i soliti provvedimenti di riparazioni e appalti, ma verso la fine dell’anno la situazione politica precipitò: tornarono i Francesi ed il 9 dicembre 1798 il Re Carlo Emanuele IV di Savoia fu costretto a fuggire da Torino e a rifugiarsi in Sardegna. Restavano al loro posto i sindaci e i consiglieri , ma cambiava il calendario e in testa agli ordinati, ancora scritti su carta bollata con lo stemma dei Savoia si scriveva in bella evidenza Libertà Eguaglianza Virtù
e gli ordinati iniziavano così: “Il giorno Primo Nevoso / 21 dicembre 1798 V.S. / in Corneliano, nella solita sala delle Congreghe di questo comune, giudizialmente avanti il Cittadino Buatti Podestà di questo luogo, anno settimo della Repubblica Francese e primo della Libertà Piemontese. Convocato e congregato d’ordine dell’infrascritto cittadino sindaco l’Ordinario consiglio di questo comune, nel quale sono intervenuti lì cittadini Sebastinao Sionero, Tomaso Careglio, Giuseppe Rosa, Giuseppe Margiaria e Lorenzo Pio. Sindaco e consigliere componenti l’intero corpo del medesimo consiglio, precedenti il solito segno della Campana, e li verbali avvisi recati dal cittadino servente Giorgio Macocco, come il medesimo di tutto qui riferisce” ecc. ecc. E fu così che tutti si ritrovarono cittadini: dal Podestà al Sindaco, dal segretario comunale al messo, tutti formalmente uguali, liberi, ma soprattutto francesi, con un calendario nuovo e liberi di continuare a spendere i soldi (pochi) della comunità per le opere pubbliche (molte da fare e in quel consiglio di soldi ne spesero tanti, oltre 230 lire per opere di manutenzione fatte). Poi tutti corsero in piazza a piantare l’albero della libertà che, come si vedrà in seguito, costò quasi cento lire. (Continua) Giulio Parusso
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