IL SALUTO DI VIRGILIO BLARDONE

Credo che la serietà si misuri innanzitutto con la coerenza, anche se questa comporta scelte dolorose: come anticipato (e ampiamente motivato, mi pare) nel numero di dicembre, questa è l’ultima uscita della Chiacchiera che porta la mia firma come direttore responsabile.

Ho rimandato più volte la stesura di questo messaggio di commiato dai lettori, non sapendo come impostarlo: il pericolo di cadere nella retorica o, peggio, nel patetico è piuttosto forte. Dopotutto questo giornale, è stato un impegno che ha scandito la mia esistenza per oltre trent’anni, nel senso che nulla della mia vita privata ha mai impedito la regolarità della sua uscita. E trent’anni sono tanti: diciamo il tempo che intercorre tra la gioventù e la terza età.

Ma quando si abbandona qualcosa con cui si è convissuto per così tanti anni, è inevitabile voltarsi indietro, ripensare agli inizi e porsi qualche domanda, del tipo: le cose sono cambiate molto da allora ad oggi? Oppure: era meglio allora o è meglio oggi?

Per rispondere a queste domande, ho cercato di rinfrescarmi la memoria rileggendomi attentamente i primi quindici anni della Chiacchiera. Ebbene, posso affermare tranquillamente che, a parte le antenne paraboliche sui tetti, a Corneliano è cambiato ben poco. Al punto che tantissimi articoli, tranne quelli di cronaca, potrebbero essere riproposti integralmente oggi e nessuno se ne accorgerebbe. Messe così le cose, la seconda domanda non si pone nemmeno.

Sotto questo aspetto, la Chiacchiera non ha raggiunto il suo scopo primario, quello cioè di influenzare, attraverso pubblici dibattiti e un’informazione obiettiva, la coscienza civica di molti concittadini. Tuttavia, a consolazione di tutti quelli che in qualche modo ci hanno lavorato, e a mia consolazione personale in qualità di fondatore e maggiore responsabile, la Chiacchiera ha il grande, innegabile merito della testimonianza storica di oltre trent’anni di vita della nostra Comunità, nel bene e nel male. A beneficio di chi, in futuro, per motivi di studio o di lavoro o anche solo per curiosità intellettuale, vorrà conoscere le cause di una particolare evoluzione della stessa. Sì, perché ogni generazione è sempre il risultato di una storia che l’ha preceduta, determinata da qualcosa o qualcuno che in qualche modo è riuscito ad influenzarla così profondamente da lasciarne traccia anche nell’ambiente e nell’agire delle generazioni successive.

Non ho resistito alla tentazione di riservare ai lettori una sorpresa: la pubblicazione integrale del n. 1 della Chiacchiera risalente al giugno del 1973, per chiudere la mia parabola di direttore responsabile con un intrigante invito al ricordo, una sorta di “così era al principio”. La troverete nelle pagine centrali.

Porgo un saluto affettuoso a tutti i lettori con un particolare ringraziamento a quelli che, raggiungendomi telefonicamente o incontrandomi per strada, hanno manifestato il loro rammarico e anche la loro comprensione. Ringrazio i collaboratori che, in modo più o meno costante, hanno scritto sulla Chiacchiera come pure quelli che per vari motivi abbiamo perso per strada. Un ringraziamento specifico mi corre in dovere di rivolgerlo a due collaboratori in particolare: a Ettore Contino, l’unico esponente della “vecchia guardia” della Pro loco rimasto fedele alla Chiacchiera fino ad oggi: con la sua rubrica “Corneliano ieri” ha documentato a beneficio soprattutto di chi verrà dopo di noi le nostre tradizioni che sarebbero state altrimenti dimenticate. E con l’altra rubrica molto importante, “Dal Municipio”, con la quale ha anticipato di decenni la necessità, che ora pare riconosciuta, di far conoscere alla popolazione ciò che si decide in Comune, con la regolare pubblicazione delle delibere comunali.

A Giulio Parusso che, pur non essendo cornelianese di nascita né di adozione, ma animato dall’amore per le memorie storiche, ha dato alla Chiacchiera e ai Cornelianesi un inestimabile contributo di conoscenza storica. Per questo, unico a memoria d’uomo, è stato a suo tempo insignito della cittadinanza onoraria. Una collaborazione iniziata nell’aprile del 1974, passata attraverso gli inserti della traduzione degli statuti cornelianesi del 1415-1416 (riuniti poi in un volume che fece epoca ben oltre l’Albese) e proseguita con la pubblicazione a puntate degli Ordinati del Comune peraltro non ancora terminata. Se Giulio vorrà ancora collaborare (ciò che mi auguro e si augurano tutti coloro che amano il proprio paese e perciò desiderano conoscerne la storia), la pubblicazione proseguirà sul sito web di Corneliano in internet.

E ancora, desidero ringraziare Fabrizio Franco, ottimo collaboratore dello studio grafico Athena di Alba, per aver esaudito con professionalità e, soprattutto, con infinita pazienza la mia manìa di perfezione e i miei numerosi “pallini”.

Alla Chiacchiera, se proseguirà, auguro successo e lunga vita.                                                                                                                                                       Virgilio Blardone