La storia di un nuovo Carvé Vèj

 

Con il Carvé Vèj alle porte, non possiamo non riproporvi la "Fiorentina", la tradizionale ballata cornelianese che si rifà alla tradizione epico-lirica. E poi, qualche "chicca", come la foto sotto: si tratta del primo carnevale (e della prima manifestazione) della Pro Loco di Corneliano. Siamo nel 1969 e le "contadinelle" sono tutte cornelianesi. Nel frattempo , l'appuntamento è per sabato 24 e domenica 25 febbraio, con tante novità, qualche conferma e la consueta voglia di divertirci.

 

Fiorentina, storia di amori e di spade

Mi hanno chiesto di commentare la Fiorentina, canzone tradizionale di Corneliano. Sono appassionato di tradizioni e di canto popolare e, insieme all’amico Beppe Giacone di Montaldo, ho registrato per quasi dieci anni canti popolari del Roero. Non sono però particolarmente esperto.

La Fiorentina venne recuperata alla fine degli anni ’60 dalla Pro Loco di Corneliano. Dai vecchi si sapeva che i nostri nonni fino a qualche decennio prima avevano rappresentato la Fiorentina. Nelle sere d’inverno, soprattutto durante il periodo di Carnevale, gruppi di cantanti-attori giravano di casa in cassa e cantavano, interpretando ciascuno il ruolo di un personaggio, senza abbigliamenti particolari. Chi li ospitava poteva invitare i cantanti a fermarsi oppure offrire qualche dono in natura.

La Pro Loco di Corneliano, nata nel 1968, organizzò alcuni Carnevali di rilievo e, all’interno delle manifestazioni, inserì la rappresentazione della Fiorentina. Due anni dopo, però, il direttivo della Pro Loco sospese la propria attività e i nuovi consiglieri, eletti nel 1972, svolsero altre attività, senza occuparsi del Carnevale. All’inizio degli anni ’80, invece, la Pro Loco, in collaborazione con altri gruppi del paese, ripropose nuovamente la Fiorentina. Per alcuni anni essa fu ripetuta. Recentemente è stata sospesa, tenendo conto del tipo di pubblico, interessato ai carri e alle maschere, e poco disponibile a seguire con attenzione il testo della rappresentazione.

La Fiorentina è una storia cantata da alcuni personaggi: la principessa Fiorentina, il suo innamorato, il re, la regina, un cortigiano, i mercanti della Turchia (in numero di tre). La storia narra le vicende di Fiorentina che, contro il volere di suo padre, vuole sposare un cavaliere. Il re si oppone al matrimonio perché il pretendente è di basso ceto e vorrebbe invece che Fiorentina sposasse il re di Brianza, per farsene un alleato. Siccome la Fiorentina rifiuta e minaccia di farsi monaca, il re ordina di farle tagliar la testa; ma poi - su suggerimento di un cortigiano - la vende ai mercanti della Turchia, che stanno girando il mondo per cercare una moglie per il sultano. Successivamente il re, minacciato dal pretendente, cerca i mercanti della Turchia e riscatta la Fiorentina, che quindi può ricongiungersi al suo amato.

Il testo è in parte in italiano e in parte in piemontese. Molte canzoni popolari hanno questa caratteristica o perché l’italiano è stato trasformato in dialetto o viceversa. Dall'analisi della struttura generale sembra più probabile che il testo originale fosse in italiano; successive trasformazioni avrebbero introdotto i termini dialettali. A proposito di trasformazioni vorrei citare anche un’altra versione della Fiorentina che avevo registrato da mia nonna agli inizi degli anni ’70. La melodia e la trama sono le stesse, mentre nel testo ci sono varianti sulle parole  o su strofe intere. La metrica è meno rigorosa.

Come possiamo interpretare la Fiorentina? Non è una rievocazione storica: i personaggi sono inventati.      Potremmo considerarla una ballata, cioè una canzone narrativa, chiamata anche canzone epico-lirica. Qualche analogia si può trovare con i Maggi drammatici, diffusi soprattutto in Liguria, toscana ed Emilia, che costituiscono delle vere e proprie rappresentazioni teatrali, da tenere all’aperto nel periodo di maggio o durante l’estate. Un genere più semplice era quello dei Mesi e delle Stagioni, di cui ho raccolto le parole e una melodia frammentaria a Corneliano. Ogni cantante si abbigliava adeguatamente per rappresentare gennaio, febbraio… oppure le stagioni. Altre analogie si possono trovare rispetto a canti rituali come Canté I Öv, Canté Magg, Canté Martina, I Magnin.

Mi sembra insomma che sia difficile incasellare la Fiorentina in un genere, classificarla definitivamente. Bisogna tenere conto che nella cultura popolare frequenti sono le commistioni e il riciclaggio di parole, melodia, testo.

Una proposta che si potrebbe fare è quella di indagare, cercare se esistono altre canzoni simili in altre zone del Piemonte, magari in collaborazione con ricercatori e istituti universitari. Un’altra proposta è quella di rinverdire la Fiorentina per i prossimi Carnevali. Potrebbero essere i ragazzi delle scuole che imparano la canzone e vanno a rappresentarla alla moda dei nostri vecchi. Alcune insegnanti si sono mostrate molto disponibili a lavorare in questo settore. Le tradizioni popolari possono anche essere usate in senso turistico. È però importante non stravolgere il folklore, ma accostarvisi con rispetto.

                                                              Ettore Contino

 

Foto a sinistra: alcuni interpreti della Fiorentina nel 1970