... a puntate:

Piloni votivi, ovvero la memoria storica di Corneliano

 

Dal prossimo numero del giornale, a puntate, proporremo ai lettori de la chiacchiera un utile approfondimento storico.

Maurizio Bergadano, neo dottore in Architettura presso l’omonima facoltà del Politecnico di Torino, ha infatti messo a disposizione dei cornelianesi la propria tesina di laurea, dal titolo I piloni votivi di Corneliano d’Alba. Il rischio della perdita di un patrimonio storico e culturale.

Nel suo lavoro, Maurizio esamina uno ad uno i piloni votivi di Corneliano, rilevandone le caratteristiche peculiari e proponendo ipotesi di restauro. Il linguaggio è tecnico, preciso, ma anche accessibile e mai piano. Ogni descrizione è corredata da una breve scheda tecnica, da indicazioni topografiche, planimetrie e foto. Si è trattato di un lavoro di ricerca storica notevole, vista anche l’assenza di materiale bibliografico in materia: non esistono, infatti, pubblicazioni che trattino in maniera organica il tema dei piloni votivi, né mai nessuno si è preso la briga di schedarli, cercarne le origini, analizzarne le caratteristiche costruttive. Nel nostro piccolo, riteniamo giusto valorizzare il lavoro di Maurizio, che ringraziamo fin da subito.

Una ricerca storica non va mai persa.

Vista l’eccezionalità della materia e preso atto dell’ottimo livello tecnico con cui è trattata, possiamo inserire il lavoro di Maurizio fra le grandi compilazioni della storia cornelianese. Ed è per questo che la chiacchiera è lieta di riproporre la sua ricerca a puntate: ogni numero, un pilone. L’impostazione grafica sarà tale che, chi intende conservare questo prezioso lavoro, potrà ritagliare la pagina.

 

Perché i piloni?

Nel cuore dei contadini e degli uomini di fatica, che in essi da sempre cercano protezione contro la sorte avversa, i piloni votivi costituiscono una delle testimonianze più genuine della religiosità popolare. Messi a presidio di case, strade e campi, sono piccoli altari, sempre legati al territorio di riferimento. Alcuni invocano protezione per il raccolto. Altri individuano borgate, case. Altri ancora, li vedi ai cigli delle strade, quasi per innescare, in chi vi passa accanto, pensieri volti al divino.

 

A Corneliano, i piloni sono quindici.

Alcuni sono antichissimi, come quello di Cumignano dedicato alla Madonna del Carmelo (Mater Carmeli), che viene citato per la prima volta nel 1695. Altri sono invece più recenti, come il pilone di San Grato in regione Migliero (1935). I nomi dei fondatori di questo pilone sono riportati all’interno: qualche anziano se li ricorda ancora. Di altri piloni, invece, è rimasta solo notizia: si veda, ad esempio, il pilone Occone, in regione Monticelli. Una storia affascinante, quella dei piloni. Al prossimo numero

I PILONI DI CORNELIANO

 ANCORA ESISTENTI

 

MADONNA IMMACOLATA –frazione Reala

MATER CARMELI –località Cumignano

CRISTO CROCEFISSO –frazione Marini

SAN GIUSEPPE COTTOLENGO –via Castellero

BEATA VERGINE ASSUNTA –via Pesio

SANTA RITA –regione Bussonio

MADONNA –frazione Vaschetti

SAN PANCRAZIO –via Valeirole

BEATA VERGINE ASSUNTA –frazione Marini

MADONNA CONSOLATA –via Marconi

SAN MICHELE –località Centanito

SANTA MARIA MADDALENA –via Cavagnolo

SACRA FAMIGLIA –frazione Vendole

MADONNA DEL ROSARIO –frazione Battagli

SAN GRATO –località Migliero