Dal prossimo numero del giornale, a puntate, proporremo ai lettori de la chiacchiera un utile approfondimento storico. Maurizio Bergadano, neo dottore in Architettura presso l’omonima facoltà del Politecnico di Torino, ha infatti messo a disposizione dei cornelianesi la propria tesina di laurea, dal titolo I piloni votivi di Corneliano d’Alba. Il rischio della perdita di un patrimonio storico e culturale. Nel
suo lavoro, Maurizio esamina uno ad uno i piloni votivi di Corneliano,
rilevandone le caratteristiche peculiari e proponendo ipotesi di restauro.
Il linguaggio è tecnico, preciso, ma anche accessibile e mai piano. Ogni
descrizione è corredata da una breve scheda tecnica, da indicazioni
topografiche, planimetrie e foto. Si è trattato di un lavoro di ricerca
storica notevole, vista anche l’assenza di materiale bibliografico in
materia: non esistono, infatti, pubblicazioni che trattino in maniera
organica il tema dei piloni votivi, né mai nessuno si è preso la briga
di schedarli, cercarne le origini, analizzarne le caratteristiche
costruttive. Nel nostro piccolo, riteniamo giusto valorizzare il lavoro di
Maurizio, che ringraziamo fin da subito. Una ricerca storica non va mai persa. Vista l’eccezionalità della materia e preso atto dell’ottimo livello tecnico con cui è trattata, possiamo inserire il lavoro di Maurizio fra le grandi compilazioni della storia cornelianese. Ed è per questo che la chiacchiera è lieta di riproporre la sua ricerca a puntate: ogni numero, un pilone. L’impostazione grafica sarà tale che, chi intende conservare questo prezioso lavoro, potrà ritagliare la pagina.
Perché i piloni? Nel cuore dei contadini e degli uomini di fatica, che in essi da sempre cercano protezione contro la sorte avversa, i piloni votivi costituiscono una delle testimonianze più genuine della religiosità popolare. Messi a presidio di case, strade e campi, sono piccoli altari, sempre legati al territorio di riferimento. Alcuni invocano protezione per il raccolto. Altri individuano borgate, case. Altri ancora, li vedi ai cigli delle strade, quasi per innescare, in chi vi passa accanto, pensieri volti al divino.
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