Confraternita di San Bernardino:

 

MUSICA D'AUTORE PER RICORDARE DON GINO

 

Chi è morto, non lo è veramente, vive in chi lo ricorda. Così possono essere riassunte le parole, tratte da un proverbio africano, di suor Franca Perona, missionaria in Congo, chiamata a portare la sua testimonianza nella serata dedicata a don Gino Corino, personaggio tanto caro a Corneliano.

Soprattutto le persone che sanno essere vicine alle altre, qualora queste ne abbiano bisogno, meritano la riconoscenza e la stima anche dopo esser passati a miglior vita.

Don Gino, con il suo affetto per i bambini, la sua vicinanza ai malati, la sua condoglianza con i sofferenti, ha lasciato in chi lo ha conosciuto un pezzo di sé, un pezzo della sua energia.

Vista dall'alto del concerto del 7 luglio, in san Bernardino

Ed è proprio qui, nel paese che lo ha ospitato per più di quarant’anni e nel quale riposa, che è stato celebrato il primo memorial in suo onore.

Tante sono state le persone chiamate a testimoniare il loro attaccamento per don Gino, ma tante altre avrebbero potuto farlo, in una cornice tutta musicale, allietata dalla collaborazione con l’istituto musicale Ludovico Rocca di Alba  e dalle voci del coro della cantoria di Corneliano, diretto da don Italo Vignola per l’occasione.

Chi è morto, non lo è veramente, vive in chi lo ricorda. Così possono essere riassunte le parole, tratte da un proverbio africano, di suor Franca Perona, missionaria in Congo, chiamata a portare la sua testimonianza nella serata dedicata a don Gino Corino, personaggio tanto caro a Corneliano.

Don Gino con don Vincenzo Calliano in due  fotografie d'epoca

Soprattutto le persone che sanno essere vicine alle altre, qualora queste ne abbiano bisogno, meritano la riconoscenza e la stima anche dopo esser passati a miglior vita. Don Gino, con il suo affetto per i bambini, la sua vicinanza ai malati, la sua condoglianza con i sofferenti, ha lasciato in chi lo ha conosciuto un pezzo di sé, un pezzo della sua energia.

Ed è proprio qui, nel paese che lo ha ospitato per più di quarant’anni e nel quale riposa, che è stato celebrato il primo memorial in suo onore. Tante sono state le persone chiamate a testimoniare il loro attaccamento per don Gino, ma tante altre avrebbero potuto farlo, in una cornice tutta musicale, allietata dalla collaborazione con l’istituto musicale Ludovico Rocca di Alba  e dalle voci del coro della cantoria di Corneliano, diretto da don Italo Vignola per l’occasione.

Il luogo in cui si è svolto l’evento, sabato 7 luglio, non è stato scelto a caso: la Confraternita di San Bernardino era luogo caro a don Gino, che ne aveva fortemente voluto il restauro, considerandola una “perla del barocco piemontese”.

L’idea è dunque stata quella di unire le arti, la musica alla bellezza della cornice ospitante, per fare un omaggio vero ad un grande uomo, che le apprezzava entrambe.

Il concerto è stato apprezzato dal folto pubblico, che ha assistito  all’esecuzione di brani di Paganini, di Legnani, di Molinari eseguiti da bravissimi allievi del istituto musicale, e dalla voce penetrante di Daniela Pellegrino.

È stata consegnata alla famiglia, per mano del sindaco Alessandra Balbo, una targa a ricordo dell’evento. La promessa è quella di ripetere l’iniziativa, per ricordare una persona che ha saputo puntare al cuore della gente, conquistandola.

                                                                                                                                                  Luisa Giachino