| Il tempo non è solo denaro
Il valore autentico delle
cose spontanee, sentite, faticate. La voglia di realizzare, il
desiderio di farcela, quasi di stupire. Tutto questo credo sia
alla base di chi si impegna e prodiga affinché le cose
riescano. Così come le si vuole. Tutto questo credo sia alla
base di un’associazione di paese che si impegna per il suo
paese. Lo dice la parola: Pro loco, per il luogo, per il
territorio, per la sua gente.
Ed è questo che vorremmo
essere noi, l’anima trascinante di un paese.
L’opinione comune talvolta
vuole i giovani assenti, disinteressati, presi da tutto ed
afferrati da niente. Individui che cercano il diversivo
nell’evasione, nella trasgressione. Permettetemi di smentire
in parte questa sveltezza. I giovani sono i virgulti della
società moderna, le basi su cui fondare il paese di domani, la
forza del futuro. Credo meritino un po’ di fiducia. Hanno una
forza invidiabile, che sanno tirare fuori al momento opportuno.
Come quando ci sono da organizzare eventi, feste di paese,
concerti, cene, quando c’è da divertirsi. Guardiamo alla
nostra Pro loco: è formata in gran parte da giovani, dai 15
anni in su. Eppure funziona. Perché c’è la voglia di fare,
di divertirsi e, perché no, di sacrificarsi. Il tutto senza
fini di lucro.
La nostra società, e qui mi
riallaccio all’idea stereotipata di cui prima, troppo spesso
richiama i giovani a valori altri, quasi tutti quantificabili in
denaro, allontanandoli, ahimè, da tanti altri piaceri. Come
quello dello stare insieme in maniera autentica, sincera. Nei
giovani della nuova Pro loco vedo la gioia della condivisione,
dell’organizzazione, della partecipazione.
Io non so se questo possa realmente interessarvi, ma so
un’altra cosa, e la so con quasi con certezza: certe cose
davvero non hanno prezzo. Quante volte, per i motivi più
diversi, ci siamo sentiti dire «Chi te lo fa fare?» «Cosa ci
guadagni?». Beh, certe cose davvero non hanno prezzo. E il mio
non è sentimentalismo, è convinzione. Alcuni di noi lavorano,
altri studiano: il sacrificio c’è e talvolta è grande, ma la
maggior parte delle volte ripaga. Ecco, vi ho individuato cosa
ci si guadagna. La soddisfazione.
La nostra società,
consumistica, troppo spesso ci allontana dall’essenzialità
delle cose, ci investe con la sua frenesia e ci ingabbia,
togliendoci il piacere di gustare quello che facciamo. C’era
chi saggiamente diceva “L’importante non è dove si arriva,
ma come ci si arriva”; costui si era probabilmente fermato un
attimo ad assaporare cosa stava facendo. Se era una donna, non
stava preparando di corsa la cena, stava unendo spezie ed aromi,
ne annusava l’essenza, prima di trasformarle in un pasto. Se
era un uomo, non stava correndo di corsa a destinazione, si
stava assaporando il paesaggio che lo accompagnava. Ecco, non è
il risultato, il lucro, il risvolto pratico quello che conta, è
il piacere di farlo.
Questo leggo negli occhi di
chi fa le cose senza pensare a cosa ci guadagnerà, perché già
mentre fa queste cose sta guadagnando: una risata, uno scherzo,
una battuta. È una scarica di adrenalina pazzesca, si è tutti
uguali, tutti escono al di fuori dei loro ruoli ed iniziano a
collaborare.
Questo si che è un modo
sano di scaricare le tensioni, di svagarsi. Al di là del fatto
che si faccia qualcosa per il proprio paese. Che già di per sé
è gratificante.
Ma non è tutto. Io, ad
esempio, faccio parte della Pro loco di un paese che non è il
mio, eppure provo piacere nel collaborare alla realizzazione
delle iniziative, oltre che alla loro organizzazione. Non sono
speciale, neppure un po’. Sono soddisfatta, questo sì.
Si
avvicina la festa di Sant’Anna, vi aspettano tanti eventi e
qualche sorpresa. Noi ci siamo impegnati e ci impegneremo
ancora. Voi fateci sentire che il nostro impegno vale qualche
cosa.
Luisa Giachino |