Giuseppe Chiavarino, diario di guerra

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la storia di un altro alpino delle nostre parti, deceduto meno di un anno fa (8 agosto 2006). Si chiama Giuseppe Chiavarino. Di suo pugno, ha redatto questa breve, ma significativa testimonianza.

 

Mi chiamo Chiavarino Giuseppe (Piobesi d’Alba 11 maggio 1915) ed ho partecipato alla seconda guerra mondiale.

Sono stato chiamato alle armi con la classe 1916, per la precisione il 14 maggio 1937; fui assegnato al 2° reggimento alpino brigata Dronero, 17° campagnia, presso il comandante comp. Vittorio Cuneo.

Trasferito a Cuneo il 1° gennaio 1938 quale aggregato alla 40° compagnia distrettuale attendente al maggiore Torreri Elvio, fui congedato nel mese di luglio o agosto nel 1938.

Fui richiamato nell’autunno del 1939 e fui assegnato alla 219° compagnia brigata Val Maira; fui inviato a Saretto – Acceglio, successivamente fui congedato nel marzo 1940 a San Damiano Macra.

Fui richiamato una seconda volta nel maggio 1940 e tornai alla brigata Dronero, fui inviato in Carnia (col numero P.M. 203) per soli due mesi, al rientro feci tappa a Chiusa Pesio e in seguito in sede, a Dronero.

Giuseppe Chiavarino

Il 13 dicembre 1940 fui inviato in Albania, il viaggio ebbe inizio con il treno fino a Foggia e il 17 o il 18 partii in aereo per Tirana.

Fui destinato immediatamente al fronte (Argicastro – Tepellini), ma il giorno 26 dello stesso mese rimasi ferito, mi si conficcò una scheggia nel piede sinistro e fui inviato all’ospedale di Valona, dove rimasi pochi giorni, per carenza di posti, e anche perché non mi ritenevano grave. Restai quindi fermo al comando, perché non ero in grado di calzare la scarpa.

In seguito fui inviato ad Albassan e da qui proseguii per la Jugoslavia, dove, dopo dieci giorni di marcia a piedi, occupammo Dibrat (Pasqua del 1941). Ritornato ad Albassan partii dopo qualche giorno per l’Italia. Il viaggio si articolò in questo modo: partenza da Durazzo per Bari, quindi, dopo un processo di disinfezione, fui rimandato a Dronero, dove giunsi il 22 maggio 1941.

Alla partenza per la Russia della brigata cui appartenevo, essendo stato ritenuto non idoneo, rimasi al comando per qualche giorno, quindi fui trasferito a Cuneo per formare la 1° o 2° compagnia di istruzione, con il comandante capitano Brezzi.

Fui quindi richiesto alla mensa ufficiale (comandante Mensa – tenente Peccollo) e rimasi fino all’8 settembre 1943. Il giorno successivo fui congedato dal comandante del deposito colonnello Buccolari e quindi non partecipai più ad alcuna formazione militare.

Recatomi a Caraglio, vi rimasi per qualche tempo, quindi ritornai con la mia famiglia a Corneliano e successivamente a Serralunga (2 aprile 1951).

                                                                                       Giuseppe Chiavarino