Gli ordinati del Comune di Corneliano
Con il nuovo anno è scomparsa la carta bollata. Si inizia con il tredici nevoso dell’anno XI della Repubblica Francese (3 gennaio 1803); la riunione si tenne nella sala della Mairie (cosi si chiama adesso il Palazzo comunale o casa comunale) non si scrive più “Ordinato” ma “Processo Verbale” in testa alla pagina; sotto la presidenza del cittadino Maire i consiglieri municipali si sono riuniti per la designazione dei coscritti che rispettivamente devono partire per l’Armata e restare di riserva. Si presentarono due coscritti Marengo Giò Pietro e Gallarato Pietrino che si dissero malati e chiesero di essere dichiarati inabili alle pratiche di guerra. Furono seduta stante visitati dal chirurgo del luogo Ludovico Martina e dallo stesso Maire che era medico. I medici riferirono al Consiglio (erano in quattro) che uno è affetto da lungo tempo da una incurabile ernia, l’altro affetto da una inveterata idrocele di seconda specie nel testicolo sinistro, entrambi inabili a grandi fatiche e viaggi e incapaci a sopportare le fatiche della guerra e pertanto furono entrambi cancellati dal ruolo dei coscritti ed esentati dalla designazione. Il 20 nevoso (10 gennaio) il Maire riconvocò i consiglieri nella sala della Mairie per la designazione dei coscritti, 2 da inviare all’armata e due da tenere di riserva. Il Maire Giovanni Maria Micca decretò: 1.
La designazione dei 4 coscritti della prima classe dell’anno
decimo, due dei quali devono partire per l’Armata e due restare di
riserva, si farà con il mezzo della sorte, ossia formatisi gli uniformi
biglietti espressivi di nome e cognome di tutti li coscritti di essa
classe, si riporranno li medesimi biglietti in un vaso e quindi per mezzo
di un infante se ne farà l’imparziale estrazione di quattro biglietti,
successivamente però l’uno all’altro e dei medesimi se ne farà
subito l’alta e chiara lettura e proclamazione. 2.
Li primi due biglietti estratti indicheranno i due coscritti di
essa prima classe che devono partire per l’Armata
e il terzo e il quarto biglietto esprimeranno li due coscritti
della stessa classe prima che devono restare in riserva.
3.
Fattasi questa estrazione in ordine alla classe prima, si
praticheranno nella suindivisata guisa li medesimi: imbussolamento,
estrazione e pubblicazione dei biglietti espressivi li nomi e cognomi dei
coscritti componenti la seconda classe dell’anno decimo in guisa che il
primo coscritto estratto dovrà partire per l’Armata e il secondo
rimanere di riserva. 4.
Le anzidette operazioni si faranno oggi in questa sala della Mairie
ed in presenza dei detti coscritti e giusta l’invito fattole stamane di
intervenirvi. Ci fu qualche contestazione in quanto si preferiva un imbussolamento generale della prima e seconda classe. Alla fine si trovò la quadra. Il fanciullo per il sorteggio fu individuato in Gabriele Giordano. Furono imbussolati otto biglietti della seconda classe e il primo estratto fu il biglietto di Parato Pio Antonio che partì per l’Armata e il secondo fu quello di Schiando Giovanni che restò di riserva. Imbussolati gli otto biglietti dei coscritti della prima classe furono estratti nell’ordine Galizio Giovanni Antonio e Cavagnolo Giuseppe che partirono per l’Armata, Ghiosso Giovanni Marco e Roletto Carlo che restarono di riserva. E’ da notare che oltre al Maire erano presenti tre consiglieri, ma essi fungevano da testimoni di quanto il Maire decideva. Dal successivo documento comparvero nell’intestazione le diciture: 27 divisione militare in alto al centro, Dipartimento del Tanaro a sinistra, circondario di Alba a destra. Nella riunione del Consiglio del 7 pratile dell’anno XI (28 maggio 1803) il Maire notificò che i coscritti Giovanni Pietro Marengo e Pietrino Gallarato (che precedentemente il Consiglio aveva riformato ed esentato dalla leva, per la loro assoluta e costante povertà e nullatenenza, non erano in grado di pagare nessuna indennità e furono inviati il 10 pratile nel comune di Asti per essere ancora giudicati definitivamente. Nel Consiglio del primo termidoro (22 luglio) si provvide a nominare l’esattore ossia collettore delle contribuzioni per l’anno XII, prese “in considerazione le enormi spese alle quali deve la Repubblica nostra soccombere per sostenere l’ingiusta guerra dello sleale governo inglese mossali” e decise di offrire al Governo la somma di 50 franchi da pagarsi nel XII anno in due rate, la prima entro il mese di germinale e la seconda entro il mese di fruttidoro senza gravare sulle imposte, ma su alcuni crediti che il Comune vantava verso certi individui, spiacenti di non poter fare al Governo un dono maggiore per “la cattiva qualità di questo territorio, la poca entità del locale commercio, la tenuità dei redditi municipali, la poca fortuna dei contribuenti, li debiti dello stesso Comune, la deficienza della massima parte delle derrate di secondo raccolto di questo anno, ed il soverchio peso dei tributi tanto ordinari che straordinari”. Auguravano però al Governo che la Repubblica fosse sempre vittoriosa come desideravano e pregavano. Nella seduta del 17 termidoro il Maire portò a conoscenza una lettera del sottoprefetto in cui si lamentava la scarsità di coscritti e doveva il circondario inviarne un congruo numero nella riserva per essere assegnati al Sesto Battaglione di Artiglieria e che al Comune veniva imposto di inviarne uno. Venne fatta una nuova estrazione e venne inviato Giovanni Matteo Ghiosso. Nella seduta del 20 fruttidoro il Consiglio dovette scegliere un altro coscritto da inviare all’esercito che fosse carpentiere o falegname o fabbricatore di carri, sano e robusto e dell’età non maggiore di anni 45 e venne scelto Giuseppe Antonio Rodda, nativo di Guarene residente permanentemente in casa del cittadino Francesco Cagna, di statura un metro e 680 millimetri, capelli castagno, occhi grigi, viso ovale. Finiva anche l’anno XI repubblicano, ma finiscono anche gli Ordinati e si deve giungere al 6 dicembre 1806 per trovare un altro Ordinato. Che cosa era successo nel frattempo? Il dipartimento del Tanaro era diventato della Stura, Napoleone era diventato imperatore ed era stato abolito il calendario repubblicano senza che alcuno rimpiangesse i nomi poetici dei mesi fiorile, pratile, fruttidoro, vendemiaio eccetera; si era tornati ad iniziare l’anno con il primo gennaio 1806, Maurizio Nielli era diventato Maire sostituendo il medico Micca mentre Tommaso Nielli era sempre il Maire aggiunto. Erano anche cambiati i consiglieri comunali e vedremo come. Nel Consiglio del 28 novembre 1806 erano stati scelti tre consiglieri comunali, ossia il notaio Giovanni Antonio Sismonda, il notaio Carlo Pasquero e Pietro Antonio Passatore per nominare l’Ufficio di Beneficenza scegliendoli fra il 15 maggiori contribuenti del Comune. Nel Consiglio del 6 dicembre 1806 il Maire Maurizio Nielli e l’aggiunto Tomaso Nielli convocarono i tre consiglieri eletti per formare la commissione: esaminata al lista dei 15 maggiorenti del paese predisposta dal Maire, all’unanimità designarono a far parte della commissione di Beneficenza il Prevosto della Parrocchiale Don Pia, Giovanni Battista Sismonda e Giuseppe Mattei e ne mandarono comunicazione scritta agli interessati .
(Continua) Giulio Parusso
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