note storiche

Gli ordinati del Comune di Corneliano

1801

  L'anno 1801 continua dal numero precedente

Paolo Coppa convocò i municipali il 30 piovoso anno IX della repubblica (19 febbraio 1801) per comunicare che nei mesi dell’anno precedente e del presente erano state fatte delle spese che non risultavano in nessun ordinato, era necessario indicare quanto fatto e il relativo importo. E’ un elenco lunghissimo che riassumo:

- Pagamento di grano, 10 paia di scarpe: 62 lire a Giovanni Battista Sismonda e 40 lire al calzolaio 

  Filippo Coppa;

- Riparazione della cupola del campanile della parrocchiale, lire 269;

- Piantamento dell’albero della Libertà e bandiera Tricolorita, lire 25;

- Stampa in Torino di 500 carte di sicurezza, lire 12;

- Spesa per vendita all’asta dei beni comunali, lire 28;

- Spesa per atti di vendita degli stessi beni, lire 8;

- Pagamento ai soldati inviati a Canale di scorta di provviste fornite, lire 10;

- All’osto Botto per le cibarie somministrate il 25 giugno 1800 ai soldati francesi, lire 44;

- Quota per l’invio di un cavallo alla città di Bra, lire 176;

- Per sussistenza del battaglione alloggiato a Bra, lire 26;

- All’oste Botto per cibarie e vino per soldati francesi, lire 47;

- Per grano, un vitello inviati ad Alba, lire 126;

- Per sussistenza di capitano Bernardi, 2 soldi e tre cavalli, lire 6;

- Pagato al cittadino Sineo, commesso della posta di Alba, lire 20 per il servizio.

 

Il tutto ammontava a lire 1.009 e soldi 17.           

Nello stesso Consiglio si decise anche di comperare una nuova vestimenta al messo Giorgio Macocco, essendo passati quattro anni dall’ultima fornitura.

Filippo Margiaria, cittadino presidente, convocò il consiglio nel nome della Nazione Piemontese il 17 ventoso (8 marzo) per comunicare l’arrivo della lettera dell’avvocato Grasso con cui si informava dell’opportunità di addivenire ad una trattativa amichevole per la causa tra il Comune e il cittadino Pasero, ex feudatario, vertente davanti al Senato Nazionale circa l’esercizio del forno comunale. Il Consiglio approvò le condizioni per chiudere la causa.

Il 21 nevoso (12 marzo) il Consiglio si riunì nuovamente per prendere atto della petizione di alcuni cittadini affinché il Comune non vendesse più all’incanto altri pascoli comunali per il grave danno che ne sarebbe venuto alle bovine che non avevano altro sostentamento che in tali pascoli. Il Consiglio elencando ancora i pascoli comunali disponibili, quelli privati di uso pubblico, i beni parrocchiali e le sponde del Riddone per circa 200 tavole, decise, per il momento, di non effettuare altre vendite. Le lamentele erano rivolte soprattutto per la vendita del pascolo di uno stare  e mezzo nella regione della Maddalena. Si sarebbe ricavato poco denaro, era vicino al concentrico, serviva molte bovine ed era anche utilizzato per stendere il bucato che molte donne facevano nel vicino Rio. I firmatari della petizione inviata al commissario Vigna erano oltre una ventina e il commissario trasmise la petizione al comune.

Altro reclamo riguardava il pascolo detto della Giorgina di circa 5 stare e i firmatari erano una quindicina. Nel Consiglio del 10 germinale (31 marzo) riunitosi con l’assenza del cittadino presidente Nielli sostituito da Paolo Coppa, venne nominato l’esattore e collettore delle taglie, cotizzi e imposte, nonché il gabellotto del sale.

Il 29 pratile (18 maggio) Maurizio Nielli, cittadino presidente, riunì il Consiglio per comunicare la stesura degli atti di vendita e acquisto avvenuti nel territorio e far approvare la spesa di 26 lire sostenuta per celebrare degnamente la festa della “Battaglia di Marengo” con una funzione religiosa, fuochi artificiali, spari di mortaretti.Inoltre si erano spese 49 lire per la formazione di due ponti: uno sulla pubblica strada della Madonna della Pianca ed altro sulla pubblica strada di Cumignano verso Piobesi. Venne anche il momento di riformare il Consiglio ed essendo stati istituiti i Dipartimenti con a capo un prefetto era conveniente che i comuni avessero un “Maire”, nominato dallo stesso.

“L’anno IX Repubblicano al primo fruttifero (fruttidoro) (19 agosto 1801) in Corneliano nella Sala Municipale giudizialmente avanti il cittadino Lionj giudice di questo comune. Il prefetto di questo Dipartimento (quello del Tanaro) ha con decreto del 15 or scaduto termidoro nominati li cittadini Micca Giovanni Maria, medico e Torreri Vittorio uomo di legge, cioè il primo in Maire ed il secondo in Aggiunto di questo comune loro Patria e residenza e per la loro rispettiva inistallazione si è dal sottoprefetto di questo Circondario (quello di Alba) con circolare del 25 detto mese fissato il giorno d’oggi, in cui si è già debitamente pubblicata una copia di detto decreto. Il Maire e il cittadino presidente concordarono di riunire la municipalità di questo comune formata da Vittorio Torreri presidente, Filippo Margiaria, Maurizio Nielli, Lorenzo Pio e Paolo Coppa”.

Al cospetto della municipalità si presentò il Maire Giovanni Maria Micca che venne ricevuto e riconosciuto nella sua qualità con sentimenti di sincera soddisfazione unito all’esultanza della popolazione per la sua nomina; letto il decreto di nomina e la circolare, il Maire toccate le scritture poste innanzi a lui dal Giusdicente e dopo le ammonizioni di rito fece il giuramento: “Io medico Giovanni Maria Micca giuro di essere fedele all’attuale Governo, di osservare le leggi e di operare con tutta esattezza ed integrità l’impiego di Maire di questo comune statomi affidato”.

Ma il cittadino Vittorio Torreri, nominato Aggiunto, si rifiutò di prestare giuramento per le ragioni che intendeva esporre al Prefetto di questo Dipartimento. Non era la prima volta che ciò accadeva. Dopo il giuramento il Maire ed i municipali fecero la ricognizione di tutte le scritture, registri e titoli comunali, già archiviate con ordine, leggendo il contenuto ed epoca descritto in un inventario e furono consegnate le chiavi dell’archivio. Fatto il verbale della seduta si diede al segretario di farne pervenire copia, entro dieci giorni, alla Sottoprefettura del Circondario e tutti i presenti sottoscrissero il verbale.

Il giorno successivo, il 2 fruttidoro il Maire confermò come segretario comunale il notaio Carlo Pasquero e vicesegretario il figlio Giovanni Nepomuceno per la loro abilità, onestà e attaccamento all’attuale Governo e avendo sempre svolto, nonostante i cambiamenti di Governo, fedelmente il loro impiego.  Il Torreri intanto aveva spiegato le ragioni del suo rifiuto alla carica di Aggiunto al Prefetto e questi, con decreto del cadente 22 brumaio (13 novembre 1801) anno X Repubblicano, nominò quale Aggiunto del Maire il notaio Giovanni Antonio Tomaso Nielli che prestò giuramento il 30 brumaio.

Ormai il Maire era l’amministratore unico del Comune, decideva ed il Consiglio comunale quando veniva nominato interveniva, assisteva, firmava i verbali, nulla di più. Anche gli ordinati diradano. Il Maire decide ed il segretario comunale  esegue; solo raramente si fa il verbale delle decisioni, le più importanti; la normale amministrazione è fatta dal segretario. Sarà così per una decina d’anni.

 

1802

E’ stato introdotto il sistema metrico decimale, scompaiono i soldi ed i denari, ci sono le lire e i centesimi. La carta bollata non ha più simboli sabaudi e costa 50 centesimi, ma ancora per poco poi i verbali di consiglio si faranno su carta semplice.

Per il 1802 si è trovato un solo ordinato quello del 24 nevoso anno X repubblicano ossia del 14 gennaio; per il calendario in vigore è già finito un trimestre quello iniziato con il 22 settembre giorno primo del mese di vendemiaio  e primo giorno dell’anno repubblicano.

Il 24 nevoso dunque il Maire Giovanni Maria Micca convoca i nuovi municipalisti, ossia consiglieri comunali nominati con decreto del Prefetto Robert dello scorso 19 frimaio  (10 dicembre 1081) che sono Giovanni Pietro Nielli, Giuseppe Botto, Giovanni Antonio Sismonda, Francesco Antonio Ciriata, Giovanni Antonio Savoiardo, Benedetto Bergadano, Andrea Giordana, Vittorio Torreri, Giuseppe Mattei, ossia in numero di 9; giurarono tutti, meno uno, di essere fedeli all’attuale Governo, di osservare le leggi e di operare con tutta esattezza ed integrità l’impiego di consigliere municipale di questo comune statovi affidato con decreto del 19 passato frimaio.

Non giurò Giuseppe Mattei perché attualmente infermo. E null’altro sappiamo di quell’anno.

(Continua)

                                                                                                                                       Giulio Parusso