Il rilevante numero delle espressioni di devozione concretizzate sotto forma di microarchitetture, quali cappelle, edicole, piloni, distribuite nel territorio piemontese, rappresenta una manifestazione di tipo comunitario che si riscontra soprattutto in passato nell’ambiente rurale. Spesso l’intervento delle autorità ecclesiastiche comportava per queste forme di devozione un maggior impegno sul piano artistico e, sul piano architettonico, un’accentuata integrazione con la cultura locale ovviamente di maggior prestigio; pertanto la loro costruzione veniva affidata ai maestri da muro che erano stati protagonisti nella realizzazione di qualche edificio religioso, spesso su disegno degli artisti che ne eseguivano anche la decorazione con un certo impegno e una certa qual pretesa. Invece nel caso di costruzioni più semplici e più elementari l’incarico veniva affidato a un muratore locale. Pertanto la configurazione architettonica di questi segni di devozione varia secondo l’abilità e la cultura degli artefici, le possibilità economiche, la natura del terreno il materiale a disposizione nel territorio. Così avviene che nelle località montane, ricche di materiale lapideo, domina questo materiale, mentre nelle zone di pianura e di collina o nelle valli prealpine predominano il mattone e la pietra costituisce solo l’elemento costruttivo per mensole e gradini. Alcuni di questi elementi architettonici ostentano una certa pretenziosità per la presenza di capitelli, cornici, colonne e modanature. Le cause che invece potevano portare alla costruzione di questi piloni potevano essere molteplici ma quasi tutte erano legate a voti fatti per ottenere grazie particolari quali il ritorno di una persona cara dalla guerra o la guarigione da una malattia grave o la nascita di un figlio. Altre volte si trattava di voti riguardanti la sfera lavorativa, legata quindi al mondo contadino, e così questi piloni sorgevano in ringraziamento allo scampato pericolo da grandinate o malattie che potevano colpire il bestiame. A Corneliano la maggior parte dei piloni vennero costruiti negli ultimi anni dell’ ‘800 e nei primi del ‘900, anche se non mancano eccezioni che fanno risalire la data di costruzione già nella seconda metà del 1600. In tutto si contano 15 piloni votivi distribuiti in modo omogeneo su tutto il territorio comunale, frazioni comprese. A questi vanno poi aggiunte altre espressioni minori quali le rappresentazioni della Madonna che si trovano sul alcune case e ciabòt, parte delle quali però già andate distrutte. Maurizio Bergadano
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