note storiche

Gli ordinati del Comune di Corneliano

1807

Il 7 gennaio 1807 il Maire fece fare processo verbale dell’iscrizione a ruolo dei cittadini perl’imposta; che tale ruolo era stato pubblicato dall’usciere Giorgio Macocco  - previo suono di tromba - all’Albo pretorio il giorno 1 gennaio per tutto il giorno, dando tempo 5 giorni per eventualii ricorsi. L’elenco era stato inviato anche al Prefetto, ed era poi disponibile per la consultazione nella sala delle congreghe tenuta sempre aperta.

L’8 gennaio il medico Giovanni Maria Micca, precettore delle contribuzioni dovute al Comune, aveva ritirato dal Maire il ruolo dei tributi finanziari per l’anno 1807 e il 20 gennaio il ruolo delle contribuzioni personali mobiliari con quelle delle porte e finestre (era una specie di imposta sulla casa che si pagava in base al numero delle porte e finestre della stessa).

Il 15 marzo venne fatto dal Maire il primo decreto in lingua  francese, ormai diventata la lingua ufficiale degli atti pubblici (ma ne saranno scritti ancora in italiano) in cui, visto l’articolo 49 della legge del 19 frimaio e la circolare del Prefetto del Dipartimento del 5 maggio, incaricava il segretario comunale del Comune di custodire il repertorio degli atti amministrativi dopo averne curato sotto la sua responsabilità la stesura, cosa che prima doveva fare il Sindaco.

La copia del decreto venne inviata al Procuratore imperiale del Tribunale civile del Circondario chiamato nel testo arrondissement. Avendo il Prefetto del Dipartimento della Stura (ex Provincia di Alba) approvato la composizione della commissione ufficio di beneficenza, i tre componenti furono convocati il 12 maggio e la commissione presieduta dal Maire venne insediata ed il relativo verbale, in lingua francese, fu da tutti sottoscritto. Nell’atto di giuramento si giurava fedeltà a Sua Maestà Imperiale Reale ossia a Napoleone.

Nel Consiglio del 12 maggio venne presentato il bilancio 1807 predisposto dal Consiglio stesso il 28 novembre 1806 e approvato dal Prefetto l’1 febbraio antecedente.

Tutti i capitoli vennero confermati eccetto quello dello stipendio del maestro di scuola che da 240 franchi annui venne portato a 300 franchi, in considerazione del maggiore impegno richiesto per l’alto numero di allievi e per non privare i giovani della necessaria istruzione e non causare la rovina di molti alunni che rappresentano la speranza della futura Patria.

I consiglieri comunali che firmarono il verbale, redatto in francese, erano Carlo Pasquero, Giovanni Antonio Sismonda, Giovanni Antonio Savoiardo, Pietro Antonio Passatore, Benedetto Bergadano, Bernardo Canavero, Giacomo Vaschetto, Vittorio Torreri.

Il 13 maggio il Maire espose ai consiglieri la necessità di predisporre dei fuochi di artificio per le feste nazionali da celebrarsi nel corso dell’anno ed il Consiglio approvò l’acquisto di 24 batterie di fuochi per una spesa di 350 franchi.

Con lettera del sottoprefetto del circondario in data 25 agosto il Comune venne invitato a costituire un distaccamento di militari utilizzando quelli della Guardia Nazionale con quelli inviati alla Madonna di Ceresole che, sotto la direzione del sig. Cavalli, sindaco di Bandissero, sarebbe stato il punto di unione con altre pattuglie dei Comuni del circondario per arrestare i briganti di Narzole i quali, da informazioni raccolte, era credibile si trovassero nella zona.

Il 2 agosto il Maire formò il distaccamento con 31 cittadini di Corneliano (l’ordinato ne riporta tutti i nomi), sotto il comando di Giovanni Giuseppe Micca e li convocò in Comune per le ore 9 del giorno seguente, armati di fucile, per ricevere le opportune istruzioni.

Il 4 agosto venne costituito un ulteriore contingente di 10 uomini, scelti fra i più valorosi, al comando di Giovanni Battista Cagna per mettersi a disposizione del Maire di Baldissero e dovevano trovarsi presso la cascina Alasia in territorio di Baldissero alle ore 24 dello stesso giorno.

Nello stesso giorno il Maire di Baldissero ordinava al Maire di Corneliano di predisporre per la notte una pattuglia sulla strada grande che va a Sommariva di Perno. La pattuglia per il posto di blocco venne formata da 10 uomini al comando del Maire Aggiunto Giovanni Antonio Tomaso Nielli.

Il 7 agosto si verbalizzò che erano stati visti tre uomini di fisionomia cattiva e di aspetto poco rassicurante, non conosciuti da alcuno, che andavano girando non per la strada ma per la campagna nella regione della Reala del territorio comunale. Fu pertanto costituita una pattuglia di dieci uomini al comando del consigliere comunale Benedetto Bergadano, abitante alla Reala, per battere le strade e le campagne di questo territorio ed in particolare la regione della Reala e vicinanze, ogni giorno ed anche di notte nelle ore più sospette allo scopo di fermare ed individuare chi fossero i tre forestieri.

Il 9 agosto il sottoprefetto invitò il Comune a formare una pattuglia numerosa e farla partire nel più grande silenzio di notte verso Pollenzo, fermandosi sulle sponde del Tanaro e arrestando chiunque avesse incontrato nel cammino. Si era infatti avuta notizia che i briganti di Narzole avevano percorso la stessa strada nella notte per ritrovarsi nelle vicinanze di Pollenzo. La pattuglia fu formata da 20 uomini al comando di Lorenzo Parato e si mise a disposizione del Maire Cavalli di Baldissero.

La vicenda dei briganti di Narzole è storicamente documentata: per alcuni anni infestarono tutto l’albese; furono poi catturati e impiccati per tutti i delitti che avevano commesso. Naturalmente gli ordinati si limitarono a registrare i vari provvedimenti adottati su ordine del sottoprefetto del Circondario o Dipartimento della Stura che faceva capo ad Alba.

Il 9 agosto, l’esattore medico Micca ritirò in Comune il ruolo supplementare delle imposte da esigere.

Il Consiglio tornò a riunirsi il 27 settembre.

 

(1807 - Continua)

                                                                                                                                       Giulio Parusso