Gli ordinati del Comune di Corneliano
Il 5 febbraio vennero affissi all’Albo Pretorio i ruoli delle contribuzioni finanziarie dovute dai cittadini per l’anno in corso ed il 9 febbraio fu consegnato all’esattore medico Micca; fu registrato nel verbale l’elenco degli abitanti più poveri ai quali sarebbe stata corrisposta una indennità, ossia un contributo. Come nell’elenco stesso indicato, erano 80 i cittadini poveri ed il contributo massimo era di 8 franchi e 46 centesimi. Il 12 marzo il Consiglio deliberò di chiedere al Prefetto l’autorizzazione a spendere la somma di 344 franchi per riparazioni necessarie alla chiesa parrocchiale senza gravare sugli abitanti, attingendo al fondo di riserva del bilancio comunale. Il preventivo delle spese da fare era stato compilato dall’architetto Giuseppe Careglio di Piobesi in una dettagliata relazione. Nello stesso Consiglio venne fatta la nomina della guardia campestre nella persona di Giorgio Macocco, dal passato di militare. Di strade vicinali e della loro riparazione si discusse nel Consiglio del 9 maggio sotto la presidenza del maire aggiunto Giovanni Antonio Sismonda che per tutto l’anno sostituì il maire Nielli. Le strade interessate, dopo il sopralluogo fatto dallo stesso Maire Aggiunto con un consigliere erano la strada di Cumignano che porta a Monticello, la strada detta di Centanito che da Corneliano raggiungeva Montaldo e Baldissero, la strada detta della Reala che da Corneliano andava a Guarene e Vezza: si trattava di fare dei fossi laterali e alcuni ponti per una spesa di 75 franchi. Per fare i ponti i soldi vennero presi dal fondo comunale mentre per i fossi si provvedeva con le comandate (in francese corvées) per le quali i proprietari più consistenti di dette strade avrebbero a loro spese mandato gli operai necessari per un totale di 280 giornate lavorative ripartite fra 170 capifamiglia. Un curioso verbale è quello del 23 novembre dove in una sala della Mairie era comparsa la signora Anna Maria, moglie di Giuseppe Novello, dimorante in Corneliano, la quale disse che venendo al mattino al mercato del Comune, per la strada che da Piobesi tende a Corneliano vi trovò per terra “un orologio, ossia mostra d’argento con una sola cascia e catena di fioretto color grigio, qual orologio come alla medesima non spettante, di cui si ignora il padrone, ma lo mise in deposito a mani nostre poiché venga a chi di ragione rimesso e noi abbiamo fatto il presente processo verbale per quell’uso che sarà di dovere” e si firmarono il Maire Maurizio Nielli e il Maire Aggiunto Giovanni Sismonda. Venne trovato anche il proprietario come risulta dal verbale del 12 novembre che testimonia: “nella sala di questa Mairie, dipendentemente e posteriormente al processo verbale da noi formato per l’orologio stato ritirato dalla Anna Maria Novello, essendosi avanti a noi presentato Luigi Barbero di Castiglion Tinella il quale avendoci esposto avere li ventitre scaduto novembre sulla strada che da Piobesi tende a Corneliano smarrito un orologio d’argento di cui ci diede i contrassegni uniformi a quelli di cui nel nostro processo verbale ed averci inoltre presentata la qui unita lettera del Maire di detto comune di Castiontinella comprovante le buone di lui qualità, sulla di lui istanza noi li abbiamo rimesso il suddetto orologio formandone il nuovo verbale processo e per nostro scaricamento in ivi si è, detto Barbero, sottosignato per non saper scrivere come ha dichiarato”. Al verbale è ancora allegata la lettera su carta intestata che sotto le diciture Empire Français, Dipartiment de Montenotte, arrondissement d’Acqui, Castiontinella 3 dicembre 1809 Fantaguzzi Felix Maire, riporta il testo francese della lettera inviata al Maire di Corneliano per dir bene del signor Luigi Barbero e tale lettera è firmata dal Maire Aggiunto Vaccaneo. E con questo episodio di onestà in tempo di briganti di Narzole ed altri malviventi che infestavano la zona si chiudono i verbali dell’anno 1809.
Il 3 gennaio 1810 il Consiglio esaminò il ricorso di Lorenzo Pio che chiedeva, in sostanza, i danni per essere stato nel 1800 nominato esattore delle imposte dalla vecchia amministrazione, ma di essere stato esautorato senza motivi dalla nuova amministrazione francese. Il Consiglio, in otto punti dettagliati, respinse ogni accusa di responsabilità, concludendo che nulla era dovuto per mancanza di diritto nel suo esposto. Il 3 febbraio venne ribadito dal Consiglio la necessità di un peso pubblico e di un ufficio per la misurazione in particolare del vino. (1810 - Continua) Giulio Parusso
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