Il
datore di lavoro acquista le bròpe in quantitativi
consistenti e le distribuisce tra i diversi cavagné i
quali, in base alle proprie esigenze, le fanno cuocere a turno
nei forni (che restano accesi tutto il giorno).
Man
mano che le ceste vengono finite sono riunite in balòt e
impilate nell’angolo riservato ad ogni singolo cavagné.
Il titolare della ditta provvede alla spedizione con carri o
vagoni ferroviari e il sabato o la domenica mattina paga ogni
cestaio in base al numero e al tipo di ceste consegnate.
Il
lunedì è un giorno particolare: i forni sono spenti e i cestai
lavorano solo al mattino a spaccare gli orli; al pomeriggio sono
liberi. Durante questa mezza giornata si organizzano spesso ribòte
per festeggiare qualche ricorrenza oppure, se non ci sono altre
scuse, ci si ritrova all’osteria per fare una merenda o una
bevuta. Sovente si canta.
I
cavagné sono famosi per la loro proverbiale vocazione
agli scherzi e al divertimento: quando c’è da lavorare
sgobbano ma quando è ora di far festa non si tirano certo
indietro! I giovani che vogliono imparare il mestiere si devono
mettere d’accordo con un cestaio disponibile a prenderli come garsòn.
Normalmente
l’apprendista inizia a lavorare senza retribuzione svolgendo
le mansioni più semplici: fa i fondi, porta i pali a cuocere,
pulisce le ceste già costruite. Dopo qualche tempo può
aspirare a qualche mancia; poi, finalmente, si compra gli
attrezzi e diventa anche lui cavagné.
LE
FASI DELLA LAVORAZIONE
Catè
‘r brope – acquistare i pali
Devono
essere pali di castagno con diametro da due fino a sette-otto
centimetri. Di solito vengono comprati d’autunno nella Langa
dove questo tipo di legno acquista caratteristiche di maggiore
flessibilità e resistenza.
Bité
i bastòn a möi – mettere i pali a mollo
Alle
bròpe vengono tagliate le punte, che non solo adatte
all’intreccio perché poco flessibili (e che poi sono vendute
agli ortolani) e anche alcuni centimetri delle parti inferiori (ungén).
I bastòn così ottenuti vengono immersi in acqua per
alcune settimane utilizzando rii, gòrgh, tampe, vasche o
årbi.
Fé
cöse / fé cöse i bastòn – far cuocere i bastoni
Il
forno è alto 100-180 centimetri ed è lungo fino a tre metri in
modo da poter contenere pali di qualsiasi dimensione.
All’interno un piano divide la zona inferiore in cui si fa
fuoco utilizzando fascine, legna o ritagli di lavorazione da
quelle superiore in cui si mettono i bastòn a cuocere.
La cottura (mezz’ora circa) rende i pali più elastici e
permette di spaccarli con più facilità e precisione.
S-ciapé / s-ciapé ra
gura – spaccare le liste
E’
l’operazione più faticosa. Il cavagné si siede,
appoggia sulla coscia destra un palo e, impugnano un apposito
coltello (s-ciapòn) e un pezzo di legno nodoso (batarèl),
incide il bastòn per poterlo dividere in due parti; poi,
utilizzando le mani, un piede e un rudimentale appoggio (s-ciapiröla),
apre il palo in tutta la lunghezza.
Ciascuna
delle due parti ottenute viene ancora sezionata
in modo da ricavare strisce dello spesso re di pochi
millimetri (gure).
L’operazione
deve essere fatta con attenzione, seguendo le venature e i nodi.
Se le liste sono più sottili sarà più facile il successivo
lavoro di intreccio ma la cesta risulterà meno robusta.
Durante
questa fase la corteccia si stacca: sarà utilizzata per far
fuoco nel forno.
Dëstié / dëstié ra
gura – lisciare le liste
Ci
si siede ad un apposito cavalletto (cavål da dëstié
/ banch da dëstié) che permette di fermare le gure
con una leva comandata dal piede destro e, utilizzando un
coltello a due manici (cutèl da dëstié), si
eliminano le irregolarità e si lisciano le liste.
S-ciapé i’òrlu
– spaccare gli orli
I
pali più piccoli vengono sezionati
in quattro con l’uso del solo s-ciapòn e
vengono poi lisciati; serviranno per rifinire e rinforzare i
bordi superiori della cesta. La cottura non è necessaria perché
l’intreccio degli òrlu è più semplice.
Fé
r fund – fare il fondo
Si
intrecciano a terra o su un piano di legno sei travàrs e
nove tåp. I travàrs sono più lunghi in quanto
dovranno essere rivoltati su entrambi i lati mentre i tåp
saranno piegati all’insù da una parte sola (quattro da un
lato e cinque dall’altro).
Finito
l’intreccio si controlla che la dimensione sia giusta
e si battono le liste col far da båte in
modo da comprimerle e dare un aspetto solido e regolare al fondo
che viene poi fissato orizzontalmente al banch da tésse:
appositi ferri (mole) lo bloccano al tavolo agganciando
le sporgenze dei tåp.
Le
liste vengono poi tutte piegate verso l’alto per poter
costruire i lati della cesta.
Tésse
– tessere
Si
costruiscono le parti laterali intrecciando altre liste lunghe e
sottili (fèdu) con i travàrs e i tåp
precedentemente rivoltati. Per iniziare si sagoma la prima lista
a punta (utilizzando un coltello o un puarén) e la si
inserisce in un angolo; si continua poi a spirale fino a
raggiungere l’altezza desiderata.
‘Intërsé
l’òrlu / fé l’òrlu – intrecciare gli orli
Per
rifinire la cesta si usano gli òrlu a tre a tre facendo
due giri di intreccio sul lato superiore della cesta.
Vulté
giù / ciné giù – voltare giù
Le
punte dei tåp e dei travàrs vhe superano gli
orli (pavìde) vengono piegate all’interno della tualéta
e, con l’aiuto dei far da vulté giü, vengono infilate
nell’intreccio.
Pulidé
/fé pulìd – pulire
Si
stacca la tualéta dai banch e, utilizzando un
paio di tesòire da pué e un coltello molto affilato (cutèl
da fé pulìd), si eliminano i nodi, sporgenze e irregolarità.
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S-ciapon e batarèl |
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S-ciapiröla |
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Cutèl da dëstié |
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Far da vulté giü
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Tésoire
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Cutèl da pulidé
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Tampe
per mettere i pali a mollo |
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Il forno |
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Cavalletto per
lisciare le liste |
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Piano di lavoro |
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La cesta finita |
Tipi di ceste
Bastårde,
banåstre, tualéte ‘d prima, tualéte ‘d seconda, tualéte
‘d tersa, quaranta chilu, sparsìnhe, sëston, cavågn, gorbe,
gurbòn da urtulàn, gurbòn për i cucàt, panère.