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La Fiorentina |
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(Fonti: E.Contino in “la chiacchiera” n.1 giugno 1973; V.Riolfo, lettera alla Pro loco di Corneliano, marzo 1984)
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E’ un’antica ballata tradizionale cornelianese, il cui testo veniva cantato e recitato fino agli inizi del ‘900, la sera nelle case durante le “veglie”. Il ruolo dei personaggi era svolto da attori improvvisati e la stessa rappresentazione veniva ripetuta per più sere, facendo il giro delle stalle dove la gente si ritrovava. La narrazione della Fiorentina si collega senza alcun dubbio a quel filone del canto epico-lirico fiorito in Piemonte molti secoli or sono e già ben studiato nell’ 800. E’ un filone che si collega non solo con l’Alta Italia, ma addirittura con tutte le popolazioni celtico-romanze, risalendo al primo millennio. Per quanto riguarda la Fiorentina cornelianese, ad esempio, il nome (talvolta Fiorenza, Fiorensa, Fiorenzina, Anna Fiorenza, ecc.) ed anche alcuni particolari della vicenda, la fanno patrimonio comune con canti popolari della Linguadoca, della Provenza, della Catalogna. |
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La Fiorentina e il pretendente nella interpretazione di Michela Cavagnolo e Franco Micca al carnevale 1984 |
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Tra le “lezioni” finora pubblicate, è più vicina a noi geograficamente e per contenuto, quella raccolta a Valfenera (Asti) da Costantino Nigra (Canti popolari del Piemonte, ediz. 1888) sotto il titolo “Il Moro saracino”; ma nella nostra Fiorentina ci sono anche tracce dell’altro canto: “Moran d’Inghilterra” e di altri ancora. E’ curioso notare come la trama e lo schema narrativo della Fiorentina presentino forti analogie anche con il canto siciliano “Il riscatto della bella” che narra di una ragazza rapita dai pirati turchi, i quali chiedono un riscatto, non pagato dai genitori ma dal pretendente. |
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Gli attori della Fiorentina al carnevale 1970 |
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Si potrebbe anche pensare, addirittura, ad un canto popolare inedito. Ma
analizziamo meglio alcune caratteristica della Fiorentina cornelianese: E’
una storia cantata da alcuni personaggi: la principessa Fiorentina, il
suo innamorato, il re, la regina, un cortigiano, i mercanti della
Turchia (in numero di tre). La
storia narra le vicende di Fiorentina che, contro il volere di suo
padre, vuole sposare un cavaliere. Il
re si oppone al matrimonio perché il pretendente è di basso ceto e
vorrebbe invece che Fiorentina sposasse il re di Brianza, per farsene un
alleato. Siccome
la Fiorentina rifiuta e minaccia di farsi monaca, il re ordina di farle
tagliar la testa; ma poi - su suggerimento di un cortigiano - la vende
ai mercanti della Turchia, che stanno girando il mondo per cercare una
moglie per il Sultano. Successivamente
il re, minacciato dal pretendente, cerca i mercanti della Turchia e
riscatta la Fiorentina, che quindi può ricongiungersi al suo amato. I personaggi cantano la propria parte su una melodia ripetitiva, a tempo di tre quarti, lento e poco ritmato. Ogni strofa è costituita da tre versi decasillabi, abbastanza regolari. Di solito il terzo verso è la ripetizione del secondo. Ad esempio una strofa recita: Il nome mio è
Fiorentina e sono una
principessina e sono una principessina. A
volte invece il terzo verso è diverso dal secondo: Siamo mercanti
della Turchia giruma il mondo
quant chi na sia 'n cerca d'na gran bela fìa. Il
testo è in parte in italiano e in parte in piemontese. Molte canzoni
popolari hanno questa caratteristica o perché l’italiano è stato
trasformato in dialetto o viceversa. Dall'analisi della struttura
generale sembra più probabile che il testo originale fosse in italiano;
successive trasformazioni avrebbero introdotto i termini dialettali. Tra i testi giunti in nostro possesso (tutti con varianti poco apprezzabili), presentiamo quello che la Pro loco di Corneliano ha saltuariamente riproposto in occasione delle manifestazioni carnevalesche, a cominciare dal 1969 fino agli anni ottanta. Il testo con la melodia sono stati ricostruiti da alcuni componenti della Pro loco attraverso interviste a persone anziane del paese. LA MUSICA IL TESTO
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