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Chiesa Confraternita di San Bernardino

LA BOLLA SU PERGAMENA

Testo di Ada Quazza, dal catalogo della mostra: Tesori del Marchesato Paleologo, Fondazione Ferrero - Alba, 19 ott.-8 dic. 2003

 

Data:1612; dimensioni cm. 69 x 48.

Il documento, stampato a Roma  «ex Typographia Camerae Apostolicae - Superiorem permissu - 1612», e controfirmato dal Vescovo di Asti, forse Giuseppe Filippo Felizzano, nella Visita pastorale del 1742, conservato in cornice di legno e sotto vetro, presentava arricciature diffuse, particolarmente evidenti lungo i margini laterali, a danno della superficie miniata. Il restauro ne ha restituito la leggibilità quasi completa: resta di difficile lettura la firma del Vescovo, il cui inchiostro è molto impallidito.

 

Restauri

2003, Nicola Restauri, Aramengo (Asti)

 

Legenda delle figure

In alto:

-a sinistra: San Nicola

-al centro: Madonna della Misericordia

-a destra: San Bernardino

 

Al centro

-a sinistra: Stemma di Papa Paolo V Borghese

-a destra: stemma del Cardinale Aldobrandini

 

La Bolla contiene l'aggregazione della Confraternita di San Bernardino di Corneliano d'Alba, sotto la Diocesi di Asti, all'Arciconfraternita romana del Gonfalone, e la conseguente estensione a essa delle condizioni in cui, nel rispetto delle prescrizioni emanate da Clemente VIII, i fedeli dell'Arciconfraternita possono godere delle indulgenze concesse da papa Paolo V nel 1606, E' datata Roma 6 dicembre 1612, nell'anno VIII del pontificato di Paolo V: l'intestazione è a nome del Referendario pontificio Giulio Sabelli e dei Custodi dell'Arciconfraternita Cesare Rodiano, Paolo Millino e Ottavio Roberto e vi si precisa che l'aggregazione è stata richiesta con insistenza da «Annibale Rubeis causidicus, eiusdem Confraternitatis Confrater et Procurator». L'aggregazione a una delle Arciconfraternite romane corrisponde alle direttive papali post-tridentine, orientate a coordinare la religiosità dei laici e le sue forme locali sotto una direzione centrale, tema particolarmente caro a papa Aldobrandini, Clemente VIII (1592-1605).

E' dunque una sorta di legittimazione, necessaria alle organizzazioni laicali a mantenere la propria autonomia nei confronti delle parrocchie e il proprio prestigio all'interno della società locale. La Confraternita dei Disciplinati di San Bernardino a Corneliano ha, nel 1612, una storia ormai secolare ed è ben radicata nel luogo. L'Oratorio di San Bernardino è fra gli edifici oggetto di visite pastorali e nel 1588 Francesco Panigarola, vescovo di Asti, annota che l'edificio è antico e la sua istituzione risale al 1520, a opera del vescovo di Asti Vasino II Malabaila. L'aggregazione è un passo necessario, tanto più che Corneliano è un centro importante ed è Vicaria della diocesi di Asti, sotto la cui giurisdizione resta fino al 1817.

La bolla, in quanto oggetto, ha i caratteri seriali di un modulo: intestazione, riferimenti esplicativi, e normativi, concessioni e prescrizioni sono espressi nelle consuete formule valide per tutti, lasciando in bianco gli spazi per il nome della Confraternita cui concedere l'aggregazione, il luogo, il richiedente; le prescrizioni di Clemente VIII sono in caratteri più piccoli e fitti del testo dell'aggregazione; solo i caratteri dell'intestazione appaiono importanti. Al contrario la miniatura che inquadra  il testo pare rispondere alle esigenze di solenne riconoscimento atteso dai cornelianesi: è una cornice a volute di foglie e fiori entro due bande color oro spento, che corre su tre lati del foglio, interrotta da tondi figurati, uno a metà dei margini destro e sinistro, tre nel margine superiore, al centro e ai vertici.

Lo schema è quello che si incontra nelle pagine iniziali delle sezioni dei messali o nei frontespizi dei manoscritti di pregio quattrocenteschi e di primo Cinquecento: è largamente diffuso, ma in questa forma particolarmente tra Firenze e Roma. Il contenuto risponde, come in quei modelli, all'argomento del testo: a destra lo stemma Aldobrandini sormontato del cappello cardinalizio; a sinistra lo stemma di Paolo V Borghese, con le chiavi e la tiara papale;

nel margine superiore i santi protettori.  Al centro, la Madonna accoglie sotto il suo manto i confratelli e le consorelle; a destra San Bernardino, a sinistra un santo vescovo, con pastorale e libro, come San Nicola, titolare della parrocchia di Corneliano. Se la Madonna della Misericordia allude all'aggregazione all'Arciconfraternita romana , poiché ripete puntualmente l'immagine intagliata da Ambrogio Bonazzini nel 1568-1569 per il soffitto ligneo dell'Oratorio del Gonfalone, i due santi laterali sono certamente i protettori dei confratelli di  Corneliano. Ci si può chiedere a questo punto se la cornice miniata fu aggiunta alla Bolla una volta pervenuta a destinazione, o fu eseguita a Roma: la seconda ipotesi sembra più verosimile, perché la decorazione fa parte integrante della solennità del documento, come conferma la raffinata cornice miniata dell'analoga Bolla nell'Archivio Capitolare di Fossano datata 1607, e lo schema arcaico è compatibile con il carattere seriale del testo.

In sintonia con la data del documento paiono infatti soltanto le due figure di santi nel margine superiore: campite su un solare fondo giallo, ampie e leggere, sembrano contraddire lo spazio ridotto del tondo e riflettere invece il taglio dilatato e scorciato da basso in alto dei dipinti di tardo Cinquecento, in accordo di cultura, se non forse di qualità, con le esperienza dei numerosi pittori di formazione manierista attivi a Roma negli anni di Sisto V e di Clemente VIII. Tuttavia, vale la pena ricordare che anche i motivi a volute di foglie e fiori di memoria rinascimentale non sono estranei alla cultura romana di quel tempo, se in questo modo sono ornate le fasce che separano i soggetti illustrati per Sisto V sull pareti della Scala Santa tra il 1586 e il 1588 e sulla volta della sala di Salomone nel Palazzo Lateranense, avviati negli stessi anni.

Sopra: chiesa Confraternita di San Bernardino prima delle opere di restauro. Al centro è visibile il luogo dove si trovava il quadro contenente la Bolla.

A destra: la Bolla nella sua cornice