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pel culto e per
l'ordinaria amministrazione di detto Santuario, casa e
beni da esso dipendenti, con avvertenza al suddetto
amministratore contabile di non fare per detto Santuario
spesa di considerazione (va intesa come acquisti o
manutenzione) eccedenti detta manutenzione ordinaria
senza partecipazione ed assenso del Comune"
Nel
rendiconto del 1858 si trovano anche le mille lire versate
al Parroco il 24 gennaio dl 1858 (il conto dell'anno del
santuario andava da novembre all'ottobre dell'anno
successivo) per spedire alla scultore. Tale pagamento,
certamente straordinario, fu infatti autorizzato con
lettera del vicesindaco Torreri, attesa la mancanza del
Sindaco, in data 18 gennaio 1858 che così diceva:"Il
sottoscritto per incarico avutone dal consiglio Municipale
annunzia al sig. Mattei Alessandro amministratore per il
comune e tesoriere della Chiesa comunale denominata la
Madonna di Castellero che il consiglio suddetto assente
ora a che sui fondi di detta chiesa venga pagato il prezzo
della statua rappresentante la Vergine Assunta stata
recentemente accomprata per quel santuario, a ciò perché
il paroco locale avendo ora esplicitamente riconosciuto i
diritti di proprietà del comune su quella chiesa, cessato
sarebbe il motivo per cui si era sospeso il pagamento di
detta statua".
Il
30 ottobre 1858 fu versato al Parroco un altro acconto di
270 lire da inviare in conto allo scultore e al termine
del mese il tesoriere rassegnava le dimissioni che
venivano accettate. Non sappiamo quali altri acconti
versò il Comune negli anni successivi, ma si è ritrovata
la ricevuta del saldo finale datata 19 dicembre 1864 di
questo tenore: "Io sottoscritto dichiaro di aver
ricevuto dal Molto reverendo Sacerdote Don Giò Felice
Violardi, Prevosto di Corneliano, la somma di lire
milletrecento, dico 1300, per intiero saldo della statua
di Maria Assunta e da me somministratoli ed in fede
Mondovì, 19 dicembre 1864. Antonio Rovasio
Scultore".
Si
concludeva così la vicenda per il pagamento della statua".
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In occasione del centenario della statua dell'Assunta a
Corneliano (1957), l'allora rettore del santuario don G.
Sanmartino scriveva tra l'altro: "La statua venne
portata a Corneliano da Mondovì con tanti riguardi e, uno fra i
tanti, si adoperò un carro nuovo tirato da buoi ben puliti e
drappati a cura del nonno del Cav. Dott. Giuseppe Pasquero. Si
impiegarono tre giorni". E ancora don Sanmartino
annota, dai registri di entrata e uscita in suo possesso
relativi all'anno 1857, la seguente notizia: "dato
al minusiero Aria Antò per i cavalletti della statua, messo
bosco e chiodi, lire 13".
Dal bollettino parrocchiale n. 2 agosto 2007a pag.7, in un
servizio sul centocinquantenario della statua, si annota ancora
: "Nel 1919, sotto il rettorato di don Domenico Giordano la
scultura fu sottoposta ad un intervento di restauro. Sono
conservati (nell'archivio parrocchiale) due manoscritti,
datati 21 giugno 1919 e 5 luglio 1919: nel primo (accompagnato
da una nota dei lavori eseguiti a noi non pervenuta) un pittore
in decorazione a Torino, impossibilitato a venire a Corneliano,
invitava don Giordano a consegnare l'importo a sua suocera. Nel
secondo scritto lo stesso professionista ringraziava per la
sollecitudine nel pagamento, eseguito il 24 giugno e rimandava
la sua fattura quietanzata.
Nell'estate
del 1953 il capo della Madonna fu inghirlandato con una corona
di 12 stelle illuminate da piccole lampadine ("et in
capite eius corona stellarum duedecim")".
Nelle
foto sotto: particolare degli
angeli
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Per
l'angelo maggiore (a sinistra), esiste una
testimonianza di Candido (Candìn) Blardone
(classe 1906): Candìn disse che nella sua
adolescenza, accompagnando il padre a Mondovì a
motivo di lavoro conobbe, nel locale ove si erano
recati per il pranzo, una signora molto anziana la
quale, saputo che i due venivano da Corneliano,
riferì di essere al corrente che in quel paese
era conservata una statua dell' Assunta scolpita
da suo padre e che lei aveva posato per l'angelo
maggiore. Per cui l'angelo maggiore avrebbe le
sembianze della figlia di Antonio Roasio. |

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| Anno
2005: durante la tradizionale processione del 15 agosto
per il trasporto dell' Assunta dal santuario di
Castellero alla parrocchiale, uno dei quattro portatori
è inciampato in una buca dell'asfalto all'altezza del
pilone della B.V. del Carmine, provocando una rovinosa
caduta della statua. Il restauro è stato affidato alla ditta "Nicola Restauri"
di Aramengo (At). L'opera del Roasio è tornata nella
sua storica sede il 22 maggio 2006 salutata dal suono
delle campane della parrocchiale e di tutte le chiese e
cappelle del paese.
Nelle
foto a destra:
la
statua vistosamente mutilata tra la costernazione dei
presenti
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