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Santuario della Madonna Assunta di Castellero

L'INTERNO

 

 

La settecentesca struttura del sacro edificio è ad unica navata, con due altari laterali: uno a sinistra, davanti alla nicchia in cui è conservata la statua della Madonna Assunta, opera del Roasio da Mondovì (1857); l'altro sul fronte opposto su cui sovrasta un quadro raffigurante la Madonna del Rosario e, sotto, da sinistra, San Carlo Borromeo, San Luigi dei Francesi e i Santi titolari della parrocchia di Corneliano Gallo e Nicolò (o Nicola o Nicolao). Anche questo quadro, come la secentesca pala dietro l'altare maggiore, si ritiene proveniente dall'antica parrocchiale esistente presso la Confraternita di san Bernardino e demolita, perché pericolante, a metà del XVIII secolo. 

In un'altra tela dipinta, da tempo visibile sulla parete laterale dietro l'altare maggiore, è raffigurato Sant' Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti (1491-1556). Risale probabilmente al 1727, allorché la chiesa viene ricostruita realizzando pure il nuovo altare laterale intitolato a questo Santo. Sul quadro è leggibile la seguente iscrizione: "AD MAIOREM / DEI / GLORIAM / EXERCITIA / D. IGNATIJ". L'altare settecentesco su cui era collocato purtroppo non è più esistente.

Ancora: in una Relazione pastorale del 1828 redatta dal parroco don Giovanni Felice Violardi si attesta l'esistenza, oltre all'altare maggiore dedicato alla Beata Vergine ed a quello di Sant' Ignazio, anche un terzo altare dedicato a Sant' Isidoro.

Quello che era il secentesco pilone campestre (da cui la tradizione attribuisce l'origine del santuario di Castellero), costituisce il considerevole, composito altare maggiore il cui impianto settecentesco è da considerarsi coevo all'erezione della chiesa della Madonna Assunta.

Sovrastante la mensa, tra due angeli in stucco, vi è una pittura murale quadrangolare in cui è raffigurata una Madonna col Bambino, in cielo tra gli angeli; ai suoi piedi, sulla terra, sono raffigurati due Santi: uno è Sant' Antonio abate; l'altro - un Santo Vescovo - è di incerta identificazione essendo denominato diversamente nei vari documenti storici. Nel libro "Santuari in Diocesi di Alba" - Diocesi di Alba, 2004 - è identificato in San Grato. Sullo sfondo, tra queste due figure, è una veduta panoramica di Corneliano.

Quest'opera pittorica, di impostazione e gusto prettamente popolare, risulta purtroppo compromessa da un'improvvida ridipintura del 1954. Il clima votivo, popolaresco di questa pittura, permeava l'austero altare architettonico, barocco, caratterizzato

 

 

da decorazioni, vivaci puttini e dai laterali "angeli-cariatidi". Ora l'effetto di quest'incontro tra stile ed espressione popolare, seppure ancora coglibile, troppo si risolve in contrasto con l'imprudenza di questo intervento.
Pagina aggiunta il 15 giugno 2005