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Santuario
della Madonna Assunta di Castellero
IL
QUADRO DIETRO L'ALTARE
Da:
Virgilio Blardone, "la chiacchiera" n. 3 ottobre 2002 |
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Nel
giugno del 2002, dopo oltre tre anni di permanenza nei laboratori
della ditta Restar Art di Torino, torna a Castellero il grande
quadro con preziosa cornice raffigurante i Santi Stefano, Cosma e
Damiano. Di probabile provenienza dalla vecchia parrocchiale
(demolita a metà del '700), purtroppo ill dipinto, secentesco -
come documentato sullo zoccolo della cornice (1609) - deve aver
subito nei secoli degli ingenti danni con conseguente perdita di
gran parte dell'opera.Nel 1959 ne venne affidato il restauro ad un
pittore della zona (Cagnasso) che, senza eseguire le stuccature
delle lacune ed in maniera del tutto arbitraria, riprese quasi
integralmente il dipinto: in sostanza lo ridipinse.
Dalla
relazione della restauratrice Valentina Barbareschi risulta che,
esaminato il dipinto con idonei strumenti, si è appurato esistere
ancora, al di sotto delle ridipinture, soltanto poche parti della
pittura originale e cioè le aureole dei tre Santi, i visi dei Santi
Cosma e Damiano, la veste viola di Santo Stefano, il calice e il
libro appartenenti alla figura di San Damiano, mentre gli altri
interventi erano stati direttamente eseguiti sulla tela sottostante.
Inoltre sul retro del dipinto era stata data, presumibilmente al
fine di consolidare il supporto, una spessa mano di minio che in
alcuni punti affiorava anche sul davanti con macchie di colore
arancio
L'opera
è stata sottoposta ad un'accurata operazione |
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di
restauro e, in ultimo, sono state rimosse utilizzando solventi
idonei, le ridipinture ma soltanto nelle aree indicate dalla
Soprintendenza, in maniera da rendere visibile - dove possibile -
la pittura originale. Per questo motivo, risultando così
preponderante il lavoro del Cagnasso, si è lasciata la sua firma
in basso a destra.
Originale e
preziosa, si è detto, la cornice che si presentava in buono stato
di conservazione; soltanto in alcune parti la presenza dei tarli
aveva causato la perdita di solidità della struttura e il
distacco di alcune piccole parti. In fase di restauro tali parti
mancanti sono state ricostruite.
Foto
sotto: Particolare della scritta sulla zoccolo della cornice (la
traduzione è di Baldassarre Molino)
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| SANCTIBVS
MARTIRIBVS STEFANO COSMATE ATQUE DAMIANO QVORUM
PRIMVS / LAPIDIBVS OBRVTVS , POSTREMI VNO
PROCREATI VTERO NECNON PARTV, VNOQUE GLADIO PARI
SORTE / SVBLATI DOMINICVS FREA PATRIAE
CORNIGLIANENSIS INCOLA PIVS ANIMI PROPINSIOMEN
(sic, propinsionem) PONENDVM / CVRAVIT
IDIBUS IVNII ANNO AB ORBE REDEMPTO 1609
(Ai
Santi martiri Stefano, Cosma e Damiano, dei quali
il primo oppresso dalle pietre (ossia lapidato),
gli ultimi generati con un solo utero e anche
parto, e con una sola spada soppressi, Domenico
Frea, abitante pio della patria cornelianese,
applicando l'inclinazione dell'animo, curò alle
idi di giugno del 1609) |
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Questa pagina è stata aggiunta il 16 maggio 2005
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