home

   

Cornelianesi illustri

I FRATELLI SISMONDA

 

Dallo studio eseguito da M. Luisa Sclopis di Salerano Botto-Micca nel 1943, su incarico del prof. Pietro Chiodi, titolare della cattedra di storia e filosofia al Liceo Classico di Alba - Pubblicato su "la chiacchiera" n. 4 agosto 1995

 

"Se oggi, malgrado la realizzazione di straordinari incessanti scoperte scientifiche, di continui progressi tecnologici e di giuste conquiste sociali, le meravigliose aspettative del XIX secolo non si sono compiutamente realizzate, la colpa viene dall'aver trascurato e, in alcuni casi, addirittura distrutto quei veri valori che nei secoli ci erano stati tramandati dalle nostre famiglie e che sono l'insostituibile fondamento della civile convivenza e di un effettivo duraturo progresso".

                                                                                          M. Luisa Sclopis di Salerano Botto-Micca

 

Angelo Sismonda: n. a Corneliano d'Alba 20 agosto 1807

                           d. a Torino 20 dicembre 1878

 

Eugenio Sismonda: n. a Corneliano d'Alba 29 aprile 1815

                             d.  a Corneliano d'Alba              1870

Angelo Sismonda:ebbe dal re Carlo Alberto L'incarico di istitutore dei principi per l'insegnamento della mineralogia e geologia.

Fu nominato Senatore del Regno nel 1861 oltre a varie onorificenze e cariche accademiche conferitegli, ed all'appartenenza a vari istituti scientifici italiani e stranieri.

Ad Angelo Sismonda è intitolata una via a Corneliano, suo paese natale, ed un'altra a Torino. Un minerale da lui individuato porta in suo onore il nome di "sismondite"

A sinistra: Angelo Sismonda in un quadro conservato nella sala consiliare del Comune di Corneliano

 

Angelo Sismonda nacque a Corneliano d’Alba il 20 agosto 1807. Fu fisico e studioso di geologia e mineralogia di fama mondiale.

Ebbe costantemente, in tutti i suoi studi e pubblicazioni e nello svolgimento dei numerosi incarichi, il validissimo aiuto del fratello Eugenio (nato anche lui a Corneliano il 29 aprile 1815, professore all’università di Torino), il quale, nell’ultimo decennio della sua vita non poté più allontanarsi dalla sua casa di Corneliano a causa della malferma salute. Qui frequentemente ospitava il fratello Angelo per completare insieme studi e pubblicazioni.

Angelo Sismonda, Già laureato in filosofia e chimica a soli 19 anni, intraprende a Torino con il Borson lo studio della geologia e mineralogia, che completerà alla Sorbona di Parigi sotto la guida del più insigne maestro dell’epoca, il prof. Elie de Beaumont.

A 25 anni succede al Borson nella direzione del Museo di mineralogia e geologia di Torino che, grazie alle cure ad esso dedicate dal fratelli Sismonda, con nuovi apporti frutto delle loro continue ricerche e con un sapiente lavoro di riordino, poté essere annoverato fra i più completi e moderni esistenti allora in Europa..

Fin dal 1835 membro della prestigiosa Accademia delle Scienze di Torino, dal 1869 ne diresse la sezione delle scienze fisiche e matematiche.

Fu autore di numerosissime importanti pubblicazioni (in buona parte conservate all’Accademia delle Scienze di Torino) e di quella “Carta Geologica della Savoia, Piemonte e Liguria” che suscitò, per la sua precisione e chiarezza espositiva, i più favorevoli apprezzamenti dagli studiosi del tempo.

In quell’epoca così ricca di ricerca e di fermenti di rinnovamento scientifico, Angelo Sismonda ebbe un fitto scambio di corrispondenza con tutti i maggiori geologi europei dell’800. Frequenti furono per i fratelli Sismonda le occasioni di applicare le loro vaste conoscenze teoriche alla soluzione di problemi pratici (saline di Volterra, miniere cinabrifere di Iano, ecc.).

Nel 1848 Angelo Sismonda fi inviato dal piccolo Regno di Sardegna in missione in Inghilterra per ottenere la sostituzione di materiali che da quella Nazione erano stati forniti per la costruzione della strada ferrata Torino-Genova e risultati non idonei per insufficiente resistenza ed elasticità del ferro; Angelo Sismonda, dopo aver eseguito uno studio approfondito su tali materiali, riuscì a risolvere con grande diplomazia e fermezza e, soprattutto, con la forza del prestigio di cui godeva in campo scientifico anche all’estero, tutte le controversie con quella potente Nazione.

Ma la gloria maggiore dei fratelli Sismonda nel campo applicativo della geologia e litologia, è certamente quella di aver avuto un  

" Via Sismonda - Portone della Piazza Vittorio Emanuele II ": così è scritto su questa cartolina di fine Ottocento

ruolo fondamentale nella fase preparatoria della galleria del Frejus.

I fratelli Sismonda furono fra i primi entusiasti sostenitori del progetto (fin da quando l’iniziativa del Medail era ancora da tutti considerata una follia), vedendone subito la possibilità di realizzazione dal punto di vista della favorevole composizione litologica di quella zona delle Alpi, da loro così ben conosciuta nel dettaglio. Sostenitori entusiasti, perché ai loro occhi tale opera si presentava come la realizzazione di quell’avvicinamento fra i popoli, non soltanto mercantile (certamente importantissimo), ma anche e soprattutto culturale, che i Pensatori dell’800 auspicavano come mezzo di affratellamento e pacificazione.

Tale era l’autorità del loro sapere, da contribuire a rimuovere timori ed incertezze: fu infatti il parere espresso da Angelo Sismonda al re Carlo Alberto (che aveva per lui grande stima) ad influire in maniera determinante sul consenso del re; ed ancora furono le favorevoli previsioni dei Sismonda (delle quali si avvalse nel suo appassionato intervento il ministro valsusino e, loro buon amico, Luigi Odiare des Ambrois) a vincere le iniziali opposizioni del Parlamento Subalpino.

Superate le enormi difficoltà tecniche  dello scavo (con la geniale messa a punto della perforatrice meccanica  azionata dall’aria compressa, ideata dal Sommeiller e da lui perfezionata con la collaborazione di Grandis e Gattoni) e risolti i problemi del finanziamento (con l’adesione, in un primo momento negativo, della Francia all’impresa), soltanto nel 1857 l’ambizioso progetto poté finalmente prendere l’avvìo.

Ma già in precedenza Angelo Sismonda era stato incaricato di studiare il tracciato migliore dal punto di vista geologico e litologico: ed egli, come sempre avvalendosi del prezioso aiuto del fratello Eugenio, aveva saputo prevedere con tanta esattezza sia la situazione idrogeologica nelle viscere della montagna sia la qualità delle rocce  che si sarebbe incontrate che, durante l’esecuzione dell’opera, nessun imprevisto dovuto alla natura del sottosuolo si presentò ad ostacolarne o anche soltanto a ritardarne la realizzazione. Anzi, l’opera che in origine era stata programmata in ben 25 anni, venne invece sorprendentemente realizzata in soli 13 anni.

E questo non soltanto per l’accelerazione provocata dall’impiego della perforatrice meccanica, ma anche per l’esattezza delle previsioni dei Sismonda.

“Gli studi dei Sismonda resero trasparente la montagna” fu l’efficace commento dei giornali al momento dell’inaugurazione della grandiosa opera.

 

Questa pagina è stata aggiunta il 30 giugno 2005