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Chiesa della Ss. Trinità

ALTARE DI SANTA LUCIA

 

(W.Accigliaro, Rivista “Alba Pompeia”, - Nuova Serie – Anno XII – Fascicolo II – 2° Semestre 1991 – pag. 86- 87) 

 

Il dipinto con l’Angelo custode e S. Lucia ( sec. XVIII - cm. 110 x 160) è collocato sull’altare laterale destro, dedicato alla giovane martire protettrice della vista, dei ciabattini e degli elettricisti, il cui culto è piuttosto diffuso nel Roero.

La rappresentazione devozionale dell’Angelo custode, tipica espressione della Chiesa controriformista, precede in quest’opera l’immagine di una santa «tradizionale», di remota capacità salvifica. D’altra parte lo stesso titolo principale della cappella, alla Ss. Trinità (a cui era pure dedicato un altare nell’antica parrocchiale cornelianese) costituisce uno dei più espliciti simboli del mistero della fede. Tant’è che per Franco Ramella ed Angelo Torre «il culto della Santissima Trinità sembra possedere una maggiore capacità di integrarsi in una devozionalità tradizionale pur profilandosi nettamente i contenuti catechistici». Per quanto riguarda la figura di S. Lucia, già Dante Alighieri ne fece il simbolo della grazia illuminante e si definì «suo fedele». Le due immagini devozionali sono rappresentate nel dipinto cornelianese in posizione eretta, ma con atteggiamenti mossi.  

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L’Angelo inoltre indica al bambino «protetto» lo squarcio di cielo annuvolato, ove compaiono due vivaci puttini alati. Sulle ripartizioni scure del fondo s’accendono visivamente nelle vesti rosse smaglianti, gialli-ocra luminescenti, vari toni bleu e verdi d’inscurimento. L’impronta piuttosto sobria, l’impostazione usuale e taluni ridimensionamenti qualitativi caratterizzano questo dipinto, di cui non è noto l’autore. La datazione è invece riportata da una scritta delineata nel retro, direttamente sul telaio: «1718 A.D.I. XIII. DICEMBRE 1718». Non casualmente il giorno contrassegnato è il 13 dicembre, festa di S. Lucia.

 

 

 

 

Chiesa della Ss. Trinità: l’Angelo custode e S. Lucia ( sec. XVIII - cm. 110 x 160)