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L'ARCO D'INGRESSO DELL'ANTICA VILLA

- stemma di Casa Savoia re di Sardegna -

 

Notizie d’archivio, la prima delle quali risale al 1588, parlano ripetutamente di lavori di dipintura stemmi e di riparazioni effettuate alla porta grande sulla piazza del Fossale (l’attuale piazza Cottolengo).

Nell’ordinato dell’8 maggio 1779 è documentata la proposta fatta dal Sindaco del tempo al Consiglio: “Siccome esistendo sulla pubblica piazza di questo luogo un volto o sia arco con muraglia superiore, essendo ne’ passati giorni rovinata una delle pille, o sia spalloni che sostengono simile arco inserviente di porta per l’introduzione nella contrada della Villa e quartieri superiori, onde essere necessario per la conservazione della porta sudetta riadattarsi tale rovina”.

Il Consiglio deliberò la riparazione e furono pagate lire 9 "al mastro Toselli per giornali e calcina da esso impiegati e provvisti in riparare e ristorare l'arco o sia volto esistente sulla pubblica piazza di questo luogo".

 

Corneliano vantava una storica dedizione verso Casa Savoia: nel 1703 vi si trattenne per diversi giorni il principe Vittorio Amedeo II; il 30 ottobre 1783, in occasione del passaggio dei reali Vittorio Amedeo III e Ferdinanda di Spagna diretti a Govone, furono innalzati due archi trionfali alle estremità della piazza. Si tramanda che per festeggiare il ritorno dall’esilio del re Vittorio Emanuele I dopo l’abdicazione di Napoleone Bonaparte (4 aprile 1814), anche Corneliano volle esternare il suo giubilo e la sua fedeltà al sovrano facendo dipingere sull’arco lo stemma dei Savoia.

Questo stemma, in uso nel momento storico in cui i Savoia erano re di Sardegna e al tempo della restaurazione, è stato ridipinto in occasione del restauro dell’arco nel 1954 dal Cagnasso, sotto la direzione del prof. Augusto Botto Micca.

 

 

DESCRIZIONE DELLO STEMMA

 

Da: Augusto Botto-Micca, bollettino  parrocchiale, marzo 1955

 

Lo stemma si compone di 17 stemmi più piccoli  che si possono riunire in tre gruppi:

di origine: Westfalia, Sassonia ed Angria (ritenendosi i Savoia discendenti dai re sassoni);

di pretesa: Gerusalemme, Cipro, Armenia e Lussemburgo (titoli ricevuti in eredità da Carlotta di Lusignano per il matrimonio con Ludovico di Savoia; tutte sovranità di nome e non di fatto);

di dominio: Sardegna, Savoia, Aosta, Genova, Piemonte, Monferrato, Chiablese, Nizza, Genevese e Saluzzo (sui quali effettivamente i Savoia in quel tempo dominavano).

 

 

Da: Giuseppe Croce, Stemmi a Corneliano, a cura del Comitato di restauro chiesa Ss.Trinità - Corneliano 1994

L'arma è inquartata:il primo Gran quarto (di pretensione) controinquartato; nel 1° d'argento alla croce potenziata d'oro accantonata da quattro crocette dello stesso (Regno di Gerusalemme); nel 2° fasciato d'argento e d'azzurro di otto pezzi, al leone di rosso armato, lampassato e coronato d'oro, attraversante (Lusignano-Regno di Cipro); nel 3° d'oro, al leone di rosso, armato e coronato d'argento (Regno d'Armenia); nel 4° d'argento, al leone di rosso, armato e coronato d'oro, lampassato d'azzurro con la coda biforcata (Lussemburgo).

Il secondo Gran quarto (che richiama le antiche origini germaniche) è partito: nel 1° di porpora, al cavallo inalberato e rivoltato d'argento (Westfalia); nel 2° fasciato d'oro e di nero di otto pezzi, al crancelino di verde posto in banda attraversante (Sassonia), innestato in punta d'argento a tre puntali di spada di rosso (1-2), (Angria).

Il terzo Gran quarto: nel 1° di nero al leone d'argento, armato e lampassato di rosso (Aosta); nel 2° d'argento alla croce di rosso (Genova); nel 3° d'argento seminato di plinti di nero, al leone d'argento (Chiablese); nel 4° d'argento all'aquila di rosso, al volo abbassato, coronata dello stesso, sostenuta da un monte di tre cime di verde, uscente da un mare d'azzurro (Contea di Nizza).

Il quarto Gran quarto: nel 1° di rosso alla croce piena d'argento, attraversata in capo da un lambello d'azzurro (Piemonte); nel 2° d'argento al capo di rosso (Monferrato); nel 3° cinque punti d'oro equipollenti e quattro d'azzurro (Genevese); nel 4° d'argento al capo d'azzurro (Saluzzo).

Sul tutto uno scudetto d'oro all'aquila spiegata di nero, coronata dallo stesso (Savoia antica), caricata nel cuore di uno scudetto ovale di rosso alla croce d'argento (Savoia moderna).

Nel punto d'onore sul tutto: d'argento alla croce di rosso, accantonata da quattro teste di moro attorcigliate d'argento e poste di profilo (Sardegna).

 

Questa pagina è stata aggiornata l'11 luglio 2005