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SANTUARIO DELLA MADONNA ASSUNTA 

DI CASTELLERO

 

 Da: don Gino Corino, "Per il bene" - Bollettino parrocchiale di Corneliano d'Alba n. 8 agosto-9 settembre 1986

 

Luogo di culto molto antico (il sito era interessato dalla strada romana da Asti a Pollenzo), ma le prime notizie documentate risalgono ai primi anni del ‘600. 

 

Nell'archivio parrocchiale è conservato un atto notarile, redatto in data 10.12.1740, che fa riferimento al "testamento del Sig. Giuseppe Gerolamo Bonagiunta - 24 agosto 1707 - in cui fra le altre cose istituisce erede la Sig.ra Anna Margherita Lamberti, di lui Madre, alla quale, venendo a morte, sostituisce la Chiesa Campestre  posta sopra li fini di Cornegliano, detta la Madonna del Castellero...". Nello stesso atto si parla di una proposta fatta nel 1739 dal prev. don Giulio Marchetti, nella qualità di esecutore testamentario, di mettere all'incanto ed alienare al miglior offerente detta eredità.

 

Di poco posteriore è l' "Atto di visita pastorale" di mons. San Martino, Vescovo di Asti, in data 7 giugno 1744. Traduciamo dal latino: "La Cappella campestre M.V. di Castellero è ampia e di forme eleganti, con due altari - il Maggiore e uno dedicata a S.  

Ignazio - ai quali si provvede con le elemosine dei fedeli... Giuseppe Bonagiunta, con testamento rogato notaio Bernardino Germano in data 24.8.1707, assicurò a questa Cappella, che è amministrata dalla Compagnia del SS. Rosario, una cascina con i beni ad essa adiacenti, situata nel territorio del paese...". "Attigua a questa Cappella c'è anche una piccola casa, edificata con le elemosine dei fedeli e il lavoro e la fatica di Giovanni M. Contino, il custode che la abita... Nella parte posteriore della Cappella è stato iniziato anche un edificio per gli esercizi spirituali..."

 

Nei successivi Atti dei Vescovi in visita pastorale si leggono più o meno le stesse cose. Unica variante è il nome del custode. Nel 1830 è testimoniata l'esistenza di un terzo altare, dedicata a S. Isidoro.

Al 1749 risale una "memoria di lire 700 appartenenti alla Chiesa Campestre del Castellero" e imprestate al parroco don Giulio Marchetti per l'edificazione della nuova chiesa parrocchiale.

 

Fonte parallela agli Atti dei Vescovi sono le relazioni stilate di tanto in tanto dai Parroci. In quella del 1828, parroco don Felice Violardi, si legge: "La chiesa del Castellero ha il reddito di lire 25 annue proveniente da una piccola vigna attigua alla chiesa, della quale si dà usufrutto al Romito che la custodisce".

Nel 1837 lo stesso Parroco scrive: "Bellissima è la struttura della chiesa del Castellero, capace di contenere mille persone; i muri sono sani e riparati; non vi sono sculture e dipinture; il pavimento è sano ed eguale... Il sito d'attorno ad essa, parte è della chiesa e parte è della Comunità (= del Comune, n.d.r.) perché faciente parte della Strada Comunale. Il titolare è M. SS.ma Assunta in Cielo. Non si fa la festa, ma solo una novena nei giorni precedenti il 15 agosto. Esiste ab immemorabili".

 

Il 14 agosto 1857  venne collocata all' interno un’artistica statua lignea raffigurante la Madonna Assunta in Cielo, opera del monregalese Antonio Roasio (Bardineto (SV) 1808 - Mondovì (CN) 1886).

Il 2 settembre 1905 il teol. Giavelli, autorizzato da mons. Framcesco Re, benediceva solennemente la nuova campana.

 

Una notizia importante, che riferisce di un pilone antecedente e di cui non si hanno documenti diretti, si trova nella relazione parrocchiale datata 20.12.1929, a firma di mons. Vincenzo Calliano: "La cappella, ampia e bella, in stile barocco, ha tre altari: il Maggiore, in marmo bianco di Carrara, addossato ad un pilone del 1600 su cui sono dipinti a fresco una Madonna fiancheggiata dai SS. Gallo e Nicolò *, patroni della Parrocchia; due altari laterali, uno dedicato a S.Ignazio di Loyola e l'altro alla B.V. Assunta, davanti ad una nicchia in cui si conserva una magnifica statua dell'Assunta in legno, del Rovasio...".

 

Riportiamo, infine, alcune espressioni della relazione parrocchiale per l'anno 1934, redatta ancora da mons. Vincenzo Calliano: “Si celebra ogni anno con devozione straordinaria la novena e la festa della Assunzione. Nel giorno della festa si va processionalmente alla chiesa di Castellero e, dopo la funzione, processionalmente si trasporta nella Chiesa parrocchiale la statua della Madonna.Per due domeniche il simulacro resta esposto nella Parrocchiale alla venerazione dei fedeli, poi nella mattinata della seconda domenica si riporta nella sua chiesa in processione e vi si celebra la messa con i fedeli, i quali alla nostra cara Assunta nutrono una tenerissima divozione”.

 

* N.d.r.: su "Trionfo Eucaristico", numero unico del 3 agosto 1924 in occasione della Quinta Giornata Eucaristica Diocesana celebratasi a Corneliano, mons. Calliano scrive di una Madonna "dipinta a fresco sopra un antico pilone cui è addossato l'altare maggiore, in marmo bianco di Carrara. Rappresenta la Vergine Madre, che porta in grembo Gesù Bambino, ed è fiancheggiata da due venerande figure di santi dalla barba lunga e fluente, S. Agostino e S. Antonio Abate. Non si conosce l'autore dell'affresco, né con precisione l'epoca in cui fu dipinto; ma, stando allo stile del quadro e alle parole che si leggono sul vecchio registro della compagnia del Rosario, non ci allontaniamo dal vero facendolo risalire al 1606. Infatti nella partita spese di quell'anno si legge: "Pagati a Bernardino Parato per far dipingere la cappella della Madonna di Castellero, fiorini 24. 4".

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Il sacro edificio è stato oggetto di numerosi interventi nella seconda metà dell’800. Nel 1889 le volte e le pareti interne sono dipinte dal pittore montatese Mossello e dal braidese Renato Barelli (già attivo con Rodolfo Morgari pure nella parrocchiale cornelianese).

La tradizione della processione è  tuttora più viva che mai: il 15 agosto difficilmente i Cornelianesi, anche coloro che vivono lontano, rinunciano a presenziare  al rito del trasporto - rigorosamente sempre a spalla dai “portatori” (spesso da generazioni) - della statua dell’Assunta dal santuario alla parrocchiale. Negli anni sessanta del Novecento, sull'onda di una malintesa modernità, qualcuno aveva osato proporre di usare un mezzo a ruote per il trasporto della statua da Castellero al paese. Ma l'indignato rifiuto dei portatori aveva immediatamente bloccato sul nascere la proposta.

Alla chiesa è annessa l’abitazione settecentesca dell’eremita che la custodiva. Dietro la chiesa fu inaugurato il 21 settembre 1952 – con la benedizione del vescovo di Alba mons. Paolo Stoppa – un capiente salone per l’accoglienza dei pellegrini. In questo locale si conservano ben 226 quadri votivi, la più vasta raccolta di ex-voto del Roero. L' 8 aprile 2005 si è inaugurato il restauro di tali quadri votivi, effettuato dal pittore Dino Pasquero di Guarene con la sponsorizzazione del Lions club di Canale

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Nella foto a sinista, una veduta del santuario di Castellero in una vecchia cartolina di fine '800. A destra una foto attuale per il confronto.

Da notare che le facciate presentano una linea totalmente diversa, soprattutto nei cornicioni, nei riquadri, nei finestroni e in altri particolari. Evidenti anche le due statue di santi nelle nicchie nella foto d'epoca.

La fotografia d'epoca è stata pubblicata sul bollettino parrocchiale n. 8-9 del 1986; tuttavia, malgrado l'appello, nessun cornelianese ha comunicato di ricordare questa facciata. 

 

Questa pagina ha avuto l'ultima modifica il 29 giugno 2005