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Ignazio
- ai quali si provvede con le elemosine dei fedeli... Giuseppe
Bonagiunta, con testamento rogato notaio Bernardino Germano in data
24.8.1707, assicurò a questa Cappella, che è amministrata dalla
Compagnia del SS. Rosario, una cascina con i beni ad essa adiacenti,
situata nel territorio del paese...". "Attigua a questa
Cappella c'è anche una piccola casa, edificata con le elemosine dei
fedeli e il lavoro e la fatica di Giovanni M. Contino, il custode che
la abita... Nella parte posteriore della Cappella è stato iniziato
anche un edificio per gli esercizi spirituali..."
Nei
successivi Atti dei Vescovi in visita pastorale si leggono più o meno
le stesse cose. Unica variante è il nome del custode. Nel 1830 è
testimoniata l'esistenza di un terzo altare, dedicata a S. Isidoro.
Al
1749 risale una "memoria di lire 700 appartenenti alla Chiesa
Campestre del Castellero" e imprestate al parroco don Giulio
Marchetti per l'edificazione della nuova chiesa parrocchiale.
Fonte
parallela agli Atti dei Vescovi sono le relazioni stilate di tanto in
tanto dai Parroci. In quella del 1828, parroco don Felice Violardi, si
legge: "La chiesa del Castellero ha il reddito di lire 25 annue
proveniente da una piccola vigna attigua alla chiesa, della quale si
dà usufrutto al Romito che la custodisce".
Nel
1837 lo stesso Parroco scrive: "Bellissima è la struttura della
chiesa del Castellero, capace di contenere mille persone; i muri sono
sani e riparati; non vi sono sculture e dipinture; il pavimento è
sano ed eguale... Il sito d'attorno ad essa, parte è della chiesa e
parte è della Comunità (= del Comune, n.d.r.) perché faciente parte
della Strada Comunale. Il titolare è M. SS.ma Assunta in Cielo. Non
si fa la festa, ma solo una novena nei giorni precedenti il 15 agosto.
Esiste ab immemorabili".
Il
14 agosto 1857 venne collocata all'
interno un’artistica statua lignea
raffigurante la
Madonna Assunta
in Cielo, opera del monregalese Antonio Roasio (Bardineto
(SV) 1808 - Mondovì (CN) 1886).
Il
2 settembre 1905 il teol. Giavelli, autorizzato da mons. Framcesco Re,
benediceva solennemente la nuova campana.
Una
notizia importante, che riferisce di un pilone antecedente e di cui
non si hanno documenti diretti, si trova nella relazione parrocchiale
datata 20.12.1929, a firma di mons. Vincenzo Calliano: "La
cappella, ampia e bella, in stile barocco, ha tre altari: il Maggiore,
in marmo bianco di Carrara, addossato ad un pilone del 1600 su cui
sono dipinti a fresco una Madonna fiancheggiata dai SS. Gallo e
Nicolò *, patroni della Parrocchia; due altari laterali, uno
dedicato a S.Ignazio di Loyola e l'altro alla B.V. Assunta, davanti ad
una nicchia in cui si conserva una magnifica statua dell'Assunta in
legno, del Rovasio...".
Riportiamo,
infine, alcune espressioni della relazione parrocchiale per l'anno
1934, redatta ancora da mons. Vincenzo Calliano: “Si
celebra ogni anno con devozione straordinaria la novena e la festa della
Assunzione. Nel giorno della festa si va processionalmente alla chiesa
di Castellero e, dopo la funzione, processionalmente si trasporta nella
Chiesa parrocchiale la statua della Madonna.Per due domeniche il
simulacro resta esposto nella Parrocchiale alla venerazione dei fedeli,
poi nella mattinata della seconda domenica si riporta nella sua chiesa
in processione e vi si celebra la messa con i fedeli, i quali alla
nostra cara Assunta nutrono una tenerissima divozione”.
*
N.d.r.: su "Trionfo Eucaristico", numero unico del 3
agosto 1924 in occasione della Quinta Giornata Eucaristica Diocesana
celebratasi a Corneliano, mons. Calliano scrive di una Madonna
"dipinta a fresco sopra un antico pilone cui è addossato
l'altare maggiore, in marmo bianco di Carrara. Rappresenta la Vergine
Madre, che porta in grembo Gesù Bambino, ed è fiancheggiata da due
venerande figure di santi dalla barba lunga e fluente, S. Agostino
e S. Antonio Abate. Non si conosce l'autore dell'affresco, né con
precisione l'epoca in cui fu dipinto; ma, stando allo stile del quadro
e alle parole che si leggono sul vecchio registro della compagnia del
Rosario, non ci allontaniamo dal vero facendolo risalire al 1606.
Infatti nella partita spese di quell'anno si legge: "Pagati a
Bernardino Parato per far dipingere la cappella della Madonna di
Castellero, fiorini 24. 4".
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Il
sacro edificio è stato oggetto di numerosi interventi nella seconda metà
dell’800. Nel 1889 le volte e le pareti interne sono dipinte
dal pittore montatese Mossello e dal braidese Renato Barelli
(già attivo con Rodolfo Morgari pure nella parrocchiale
cornelianese).
La tradizione della processione è
tuttora più viva che mai: il 15 agosto difficilmente i
Cornelianesi, anche coloro che vivono lontano, rinunciano a presenziare
al rito del trasporto - rigorosamente sempre a spalla dai
“portatori” (spesso da generazioni) - della statua dell’Assunta
dal santuario alla parrocchiale. Negli anni sessanta del Novecento,
sull'onda di una malintesa modernità, qualcuno aveva osato proporre
di usare un mezzo a ruote per il trasporto della statua da Castellero
al paese. Ma l'indignato rifiuto dei portatori aveva immediatamente
bloccato sul nascere la proposta.
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Alla chiesa è annessa
l’abitazione settecentesca dell’eremita che la custodiva. Dietro la
chiesa fu inaugurato il 21 settembre 1952 – con la benedizione del
vescovo di Alba mons. Paolo Stoppa – un capiente salone per
l’accoglienza dei pellegrini. In questo locale si conservano ben 226
quadri votivi, la più vasta raccolta di ex-voto del Roero. L' 8 aprile
2005 si è inaugurato il restauro di tali quadri votivi, effettuato
dal pittore Dino Pasquero di Guarene con la sponsorizzazione del Lions
club di Canale |
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| Nella
foto a sinista, una veduta del
santuario di Castellero in una vecchia cartolina di fine '800.
A destra una foto attuale per il confronto.
Da notare che le
facciate presentano una linea totalmente diversa, soprattutto nei cornicioni, nei riquadri, nei finestroni e in altri particolari. Evidenti anche le due
statue di santi nelle nicchie nella foto d'epoca.
La fotografia
d'epoca è stata pubblicata sul bollettino parrocchiale n. 8-9 del
1986; tuttavia, malgrado l'appello, nessun cornelianese ha
comunicato di ricordare questa facciata. |
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