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IL PALAZZO DEL COMUNE

 Giulio Parusso in "la chiacchiera",  pubblicazione della Pro loco di Corneliano,  n. 6 dic. 1987,  n.1 febbr. 1988 e n. 5 ottobre 2003 

 

 

 

 

 

LA STORIA

Il Palazzo del Comune di Corneliano, o Casa della Comunità come veniva chiamato nel '600 e nel '700, non era in origine situato sulla piazza principale del paese, ma in un altro edificio, forse a metà collina dove si trovava la maggior parte del paese con la chiesa ed il cimitero. Con il passaggio del paese sotto il dominio dei Savoia, si pose il problema della Casa della Comunità e la stessa viene ricordata come esistente  in un documento del 1620. Solo nella seconda metà del 1700 la Casa della Comunità fu trasferita sulla piazza principale e nel 1769 si acquistò una casa dagli eredi del fu Gerolamo Roberti per adibirla a sede del Comune.

Nell'archivio comunale sono conservati due documenti: uno del 1579 e l'altro del 1583 in cui, come sede di atti pubblici, viene indicato il coro della chiesa parrocchiale, quella cioè esistente all'epoca a metà collina presso la Confraternita di San Bernardino.

Quando nel 1748 si pose mano alla costruzione dell'attuale chiesa parrocchiale, che fu ultimata nel 1760, si pose il problema di trasferire sulla piazza principale anche la sede del Comune. Ma la casa acquistata a tale scopo era però malandata e necessitava di restauri consistenti. Pertanto fu incaricato l'architetto Marco Tommaso Bertoglio di Torino, di predisporre un progetto generale di restauro, presentato il 14 agosto 1770.

Il Consiglio comunale, riunito il 5 luglio 1771, approvò l'abbattimento della vecchia casa e la realizzazione di quella nuova: i lavori sarebbero durati tre anni e la spesa sarebbe stata di 6000 lire regie. Ma alcuni proprietari presentarono ricorso presso le competenti autorità, sostenendo che la somma  da spendere era troppo elevata e che nella loro qualità di contribuenti temevano che il Comune avrebbe imposto nuove tasse; sostenevano inoltre che vi era anche la necessità di completare il campanile della nuova chiesa parrocchiale e dotarlo di campane.

Il ricorso fu accettato e la risoluzione del Consiglio fu sospesa; al Sindaco fu ordinato dalla superiore autorità (l'Intendente di Sua Maestà nella città di Alba) di far eseguire entro otto giorni una perizia per stabilire quali parti della casa fossero pericolanti e di far riparare solo queste, sostenendo una spesa massima di 750 lire.

 

Il Consiglio, nella riunione 16 settembre, deliberò un contro-ricorso dove motivò l'assoluta convenienza all'abbattimento e alla nuova costruzione rispondendo punto per punto alle motivazioni contrarie denunciate dai proprietari. Tuttavia, in obbedienza a quanto imposto, fu nominato un perito nella persona dell'ingegner Lorenzo Bergui, misuratore della città di Alba. In tale perizia, redatta in data 18 maggio 1772, il Bergui sostenne le ragioni del Consiglio, affermando che della vecchia casa al massimo poteva essere recuperata una sola sala al piano terreno e che tutto il resto era così fatiscente da minacciare il crollo.

 

Ma la controversia non si sbloccò: tra lettere, proteste, ricorsi e contro-ricorsi, si andò avanti per oltre dieci anni senza nulla concludere.

 

Verso la fine del 1784 il Consiglio diede nuovamente incarico all'architetto Bertoglio di predisporre un progetto definitivo, tenendo conto del precedente ma anche di ulteriori acquisti di nuove case confinanti con quella del Comune nel frattempo intervenuti. Il progetto fu redatto l'11 aprile 1785.

Furono diversi i capimastri che presentarono i loro preventivi per aggiudicarsi la costruzione dell'opera. Finalmente il 19 giugno 1785, sindaco Giuseppe Botto e consiglieri Giovanni Antonio Rossano, Benedetto Bergadano, Giovanni Tommaso Cagna, Francesco Antonio Ciriata con la presenza del notaio Giovanni Sismonda vicepodestà di Piobesi, essendo assente il notaio Pallavanti podestà di Corneliano, deliberò di affidare l'incarico di costruire il nuovo Palazzo Comunale al capomastro Giovanni Pozzio di Cherasco alle condizione poste e cioè: preventivo di lire 6.450 da pagarsi in cinque anni a partire dal momento dell'inizio dei lavori. A norma di contratto stipulato il 6 agosto 1785 in Alba presso l'ufficio dell'Intendente Conte Callandra di San Germano, i lavori dovevano terminare entro il 1787.

 

Malgrado il contratto fosse molto particolareggiato e prevedesse tutta una serie di clausole e tanti impegni da parte del Pozzio, la costruzione della Casa del Comune procedette tra mille difficoltà, contestazioni e liti tra committente e capomastro. Tanto che il 19 giugno 1787 l'appalto fu rilevato dall'impresario Michele Passatore di Corneliano.

 

Il 6 maggio 1790 il Consiglio decise di mettere le "gelosie" alle otto finestre della Casa comunale che davano sulla pubblica piazza  e di colorarle di verde, con vernice ad olio, "da farsi con verderame, biacca e gialdolivo", collocando anche i vetri con la legatura di piombo.

 

Il 16 settembre dello stesso anno l'impresario Passatore comunicò di aver concluso i lavori ed il Consiglio nominò l'architetto Giovanni Battista Luisetto di Alba quale perito collaudatore; il 9 ottobre l'architetto presentò la relazione in cui dichiarava che l'opera era stata eseguita a regola d'arte.

 

Il nuovo Palazzo del Comune fu finalmente inaugurato il 18 novembre 1790 e dalla contabilità finale risulta che il costo totale fu di 6.551 lire e 6 soldi.

 

Il 9 dicembre si spesero ancora 76 lire per comperare l'intera vestimenta al serviente (usciere) comunale, Domenico Bruno, composta di vestito, camicia, calze, calzetti e cappello. Come a dire: Palazzo nuovo, usciere vestito a nuovo, per il decoro della Comunità di Corneliano.

 

 

Questo antico edificio, situato dietro la chiesa parrocchiale, è carico di storia. Fu sede della vecchia scuola e anche della Casa del Comune  prima del trasferimento di entrambe le istituzioni nella nuova Casa sulla piazza detta "del Fossale", l'attuale piazza Cottolengo. 

Dal 1797 fu anche luogo del forno pubblico come si rileva dagli Ordinati del Comune di Corneliano di quell'anno: "il Comune facesse costruire un forno pubblico nei locali della ex Casa comunale posti dietro alla nuova parrocchiale".

Un tempo si affacciava sulla vecchia piazzetta del paese (piazza del Pasquero); la costruzione della nuova parrocchiale cambiò totalmente l'assetto urbanistico. 

Nel contro-ricorso del Consiglio avverso la sospensione della delibera favorevole alla costruzione della nuova Casa del Comune, si legge: "... il luogo ove presentemente si insegna, (è) oscuro e molto umido, di modo che oltre il poterne li figlioli circa la sanità molto patire, occorre più volte, medesime in tempo d'inverno, atteso che si trova presentemente fabbricata in totale vicinanza la muraglia del coro della nuova parrocchiale, doversi desistere dall'insegnare non potendosi più nella medesima scuola, per l'oscurità, né leggere né scrivere".

 

Nel particolare circolato della foto a destra, si nota la zona della facciata dove una lapide in cotto, datata 1583, testimoniava che quella era la casa della scuola. La lapide è stata estratta nel 1993 e collocata sotto il porticato del municipio

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella foto d'epoca sotto, scattata l' 8 luglio 1905, è ripresa la piazza Vittorio Emanuele II (già piazza del Fossale e attualmente piazza Cottolengo). Da notare che sulla facciata del municipio è ancora assente il balcone, costruito nel 1924 (boll. parr. n.4 marzo 1924)