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La cella
campanaria
ed il coronamento del campanile - realizzati tra il 1772 e il
1773 - furono
invece progettati dall’arch. Marco Tommaso Bertoglio di Torino.
Le
opere murarie furono compiute dalle maestranze dei capimastri Pinchetti
e Luganese. La consacrazione avvenne nel 1773 dal vescovo astese Paolo
Maurizio Caisotti. L’architettura
si ispira ai modelli juvarriani (fino a non molti anni fa, prima del
volume di Walter Accigliaro del 1992, si attribuiva il disegno allo
stesso Juvarra) e vittoriani, non senza qualche influenza dell’astigiano
Benedetto Alfieri, successore del Juvarra come architetto regio alla
corte sabauda.
La
pianta della parrocchiale è ad
un’unica navata, con abside “pentagonale” (a lati disomogenei)
piuttosto sviluppata. Vi sono all’interno quattro altari laterali: del
Sacro Cuore di Gesù (già di Sant’Anna) e dei Santi Francesco Saverio
e Rocco a destra dell'altare maggiore; del Sacro Cuore di Maria (già
del S. Rosario) e del Suffragio
(a sinistra). L’altare maggiore - dedicato ai Santi Gallo e Nicolò -
venne realizzato in marmi policromi nel 1770. L’antica e pregevole
acquasantiera pietra
con quattro teste scolpite, risalente alla prima
metà del sec. XIV, è di probabile provenienza dalla precedente
parrocchiale (demolita).
L’attuale decorazione pittorica
nell’interno fu compiuta tra il 1875 e il 1887: le parti d’ornato ad
opera dei fratelli Barelli e le configurazioni del Morgari. Le
settecentesche pale degli altari laterali e quella più grande (1785)
sul coro sono opere del pittore braidese Pietro Paolo Operti. Invece la
statua della Madonna del Sacro Cuore è opera dello scultore Raffi,
eseguita tra il 1875 e il 1880. I due dipinti laterali all’altare
maggiore del 1886, eseguiti da Rodolfo Morgari di Torino, nascondono gli
originali affreschi settecenteschi: il dipinto di Santa Margherita
Alacoque (a sinistra) copre l'Adorazione dei Magi; quello a
destra rappresentante l'Agonia di Gesù nell'orto degli ulivi
copre la Natività. I restauri al sacro edificio, durati
alcuni anni, si sono conclusi nel 1992.
Si segnala ancora che negli anni
1813-14 la Parrocchia di Corneliano ebbe, quale vicecurato, il futuro
San Giuseppe Cottolengo. Un dipinto ad olio dei recenti anni trenta lo
rappresenta nell'atto di soccorrere una povera famiglia con Corneliano
di sfondo.
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Nell'immagine
fotografica d'epoca, tratta da una cartolina degli anni trenta,
si riconosce, in primo piano, parte della settecentesca canonica
(già palazzo Refficiante). Il pregevole edificio parrocchiale
è stato purtroppo abbattuto e sostituito con l'odierna
costruzione tra il 1963-65. |

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