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CHIESA
DI SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA
(Sede
della Confraternita delle donne o "delle Umiliate")
A cura di Virgilio Blardone |
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Fino
al 1686 la Compagnia delle donne (o Umiliate) di Corneliano,
posta sotto la protezione tutelare di Santa Elisabetta
d’Ungheria (o di Turingia), non possedeva un suo proprio luogo di culto
malgrado il costante, tenace interessamento delle maggiorenti
che, negli anni, si avvicendavano alla guida della Compagnia.
Ma
in quell’anno qualcosa finalmente si mosse: negli ordinati del
Comune di Corneliano è documentato che nella seduta consiliare
del 16 aprile, i sindaci Michele Antonio Mathis e Tomaso
Pasquero (in quell’epoca non vi era un solo sindaco ma due e
restavano in carica un anno), perorarono la causa della
Compagnia. Essi fecero presente che da diversi anni erano stati
fatti vari progetti e proposte per la costruzione di una piccola
cappella dalla veneranda Compagnia dell’Humilliate, ma
non si era mai potuto, per quanta diligenza fosse stata usata
dalle signore Priore pro-tempore di detta Compagnia, ritrovare
un luogo in cui edificare la nuova costruzione. |
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Questa
situazione diede causa a Madama Gioanina, moglie di
Michel Antonio Ghiosso – e attuale Priora - di far richiesta
ai sindaci e ai consiglieri per disporre di metà
dell’edificio della vecchia scuola, da usare come cappella. La
perorazione fu accolta dai sindaci e dai consiglieri e tutti
unanimi e concordi decisero di concedere alla veneranda
Compagnia l’uso perpetuo della metà della fabbrica della
suddetta scuola. Ad alcune condizioni: che fosse conservato un
passaggio attraverso il quale si potesse solamente andare in
chiesa; che l’adattamento a chiesa fosse a carico delle
consorelle e che fosse conservata la pittura della Ss. Trinità.
Tale concessione si sarebbe estinta nel caso che detta Compagnia
non avesse continuato nel culto.
La
“scuola vecchia”, già casa della Confrerìa di Santo
Spirito, si trovava ai piedi della cinta muraria che conteneva
il pianoro della vecchia parrocchiale e della Confraternita di
San Bernardino. Veramente si trattava di un edificio piuttosto
malconcio sia per età che per incuria; infatti, finì per
rovinare del tutto nel 1729.
Nel
sito resosi così libero, sorse attorno al 1740 la chiesa di
Santa Elisabetta d’Ungheria, ricordata nella relazione del
1742 e nella visita pastorale del 1744. La relazione
parrocchiale del 1837 vi annotava due quadri: uno della
Santa
titolare
e l’altro dell’Annunziata. Entrambi i quadri sono
tuttora presenti; il secondo tuttavia si trova, purtroppo, in
pessimo stato.
Nel
1987 sono stati realizzati lavori di consolidamento del tetto e
dei muri, rifacimento dell'intonaco e tinteggiatura,
sostituzione del pavimento, pulizia dei quadri, sistemazione
dell'area circostante.
La
nuova Priora della Compagnia delle Umiliate - che resterà in
carica per un anno - viene eletta il 17 novembre, ricorrenza
festiva della patrona S. Elisabetta d'Ungheria
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Sopra:
l'interno della chiesa.
A
sinistra: fino
agli anni sessanta del Novecento, le consorelle
partecipavano alle processioni con la caratteristica
divisa di tela di sacco color écru.
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SANTA ELISABETTA
D'UNGHERIA (o di Turingia)
Brevi
note a cura di Virgilio Blardone |
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Conosciuta
anche come Santa Elisabetta di Turingia, nacque in Ungheria,
probabilmente a Pressburg, nel 1207. Era figlia di Andrea II re
d'Ungheria e della regina Gertrude di Merano
Nel 1211 Ermanno
II di Turingia (regione della Germania), inviò alcuni
ambasciatori in Ungheria allo scopo di combinare un matrimonio
tra il maggiore dei suoi figli, Ludovico, ed Elisabetta che
aveva appena 4 anni. Secondo gli usi del tempo tra le famiglie
principesche, la piccola venne condotta al palazzo di Turingia
perché vi fosse educata assieme al futuro sposo. Là crebbe
rivelando un'evidente inclinazione per la preghiera e per i
piccoli atti di auto-mortificazione.
Il
matrimonio fu celebrato nel 1211, quando lui aveva 21 anni e le
14. La coppia si stabilì nel castello di Wartburg presso
Eisenach. Malgrado quell'unione fosse stata progettata per
ragioni politiche, fu tuttavia un matrimonio davvero felice ed
esemplare: gli sposi si amavano intensamente e si esortavano
l'un l'altro a lodare e servire Dio. Elisabetta aveva appena 15
anni quando ebbe il primo figlio, Ermanno; diciassette quando
arrivò Sofia e 20 quando nacque Gertrude.
Tuttavia
il matrimonio, tenero e affettuoso, durò poco:Ludovico
partecipò alla quinta crociata ma ad Otranto, durante i
preparativi per l'imbarco, morì improvvisamente di peste. Era
l'11 settembre 1227. La notizia raggiunse Elisabetta in ottobre,
venti giorni dopo il suo terzo parto. Le fonti circa la sua
reazione alla ferale notizia sono contrastanti: alcuni affermano
che corse per il castello urlando come pazza; alri che accettò
il destino con dignità e padronanza di sentimenti.
Anche
ciò che seguì non si conosce con certezza; si dice comunemente
che, appena vedova, si scatenarono contro Elisabetta le
cupidigie del cognato Enrico che voleva appropriarsi dei suoi
beni accusandola di dilapidare il patrimonio con la sua carità
verso i poveri. Le tolse i figli e la cacciò dal castello di
Wartburg occupando il posto di Ludovico.
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Nel
1228, nella casa francescana di Eisenach (che nel 1225 i
Francescani costruirono grazie al suo aiuto),
Elisabetta, dopo aver rinunciato a favore dei figli ogni
pretesa sull'eredità del marito, rinunciò formalmente
anche al mondo. Quindi, dopo aver raggiunto il suo
confessore Corrado di Marburg, indossò l'abito del
Terzo Ordine di San Francesco e fu una delle prime
terziarie della Germania.
Costantemente
devota a Dio, lavorò senza sosta nella cura
caritatevole degli ammalati nell'ospedale francescano da
lei costruito a Marburg. Gli ultimi quattro anni della
sua vita furono anni di fatica, di carità ardente, di
grande disponibilità ad accorrere, di giorno e di
notte, al letto di chi aveva bisogno di lei, finché le
forze le vennero a mancare. Morì il 17 novembre 1231 a
soli 24 anni.
Poco
dopo la morte di Elisabetta, avvennero i primi miracoli
presso la sua tomba, nella chiesa dell'ospedale. Nel
giorno della Pentecoste (28 maggio) del 1235, Gregorio
IX celebrò a Perugia la solenne cerimonia di
canonizzazione "del più grande personaggio
femminile di medioevo tedesco". La chiesa di Santa
Elisabetta a Marburg, fondata nel 1235, è un edificio
fra i più belli del gotico germanico. |

Marburg
(Germania), chiesa di Santa Elisabetta: la statua della
santa che regge sulla mano sinistra il modello della
chiesa |
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Pagina aggiornata il 2 marzo 2008 |