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Sul colle che sovrasta
il paese, ultimo notevolissimo simbolo della feudalità medievale, si
scorge già da molta distanza la residua torre del castello.
L’erezione
di questa poderosa fortificazione è probabilmente da collocarsi
storicamente tra l’ultimo quarto del XII secolo e l’inizio del XIII.
Autentico documento architettonico, tra le originali strutture difensive
deve la sua singolarità all’impianto a dieci lati (ogni lato è lungo
circa m. 2,33), realizzato con una
tecnica avanzata e coronato in alto con una cornice di archetti a
quattro ordini.
I primi riferimenti
storici ad un castello si ebbero con i castellani de Montaldo e
gli Uliverio, che per volere del Vescovo di Asti fortificarono
l’area sommitale del promontorio.
Non si trattava tuttavia di un vero e proprio
castello bensì di una fortificazione, atta alla difesa di altri
edifici, siti al suo interno. Nel 1262 il castello entra in possesso del
potente casato albese dei De Braida i quali intraprendono una
complessa serie di interventi edilizi comprendenti non solo possenti
muraglioni ma anche le torri. La tradizione locale tramanda che in
origine le torri erano sette. In realtà, oltre a quella decagonale che
ancora oggi si affaccia sulla sottostante villa, sul pianoro vi sono i
resti di altre due, di dimensioni più contenute, di cui una – di
struttura quadrata - fu adibita a cisterna per la raccolta dell’acqua
piovana e l’altra – di struttura cilindrica - fu distrutta nel 1851
perché pericolante.
Nel
1459 i De Braida procedettero alla vendita di parte del fortilizio ai Mastorgio
ai quali subentrarono nel 1471 i Romagnano di Santa Vittoria.
Le lunghe guerre della prima metà del ‘500 rovinano l’abitato e le
fortificazioni. Già nel 1550 nessun signore abitava più nel
castello, da allora affidato ai soli custodi. Trent’anni dopo e più
precisamente nel 1583 anche gli ultimi guardiani abbandonarono la rocca,
che da allora non venne mai più abitata.
Nel
1604 una rilevazione dei Romagnano elenca la presenza di una abitazione
ormai in rovina ad eccezione di alcune parti di muratura.
Il degrado procede con il tempo fino a trasformare
il castello in una vera e propria fonte di rifornimento di mattoni, e questo per secoli, e non solo per gli abitanti del
luogo: sono, infatti, gli stessi proprietari a rendersi promotori della
cessione dei laterizi.
Oggi, a testimonianza degli antichi fasti è rimasta, con alcuni resti
dei bastioni, la poderosa struttura architettonica della torre di 22,34
metri di altezza: elemento paesaggistico rilevante, questo monumento ha
assunto nel tempo non più segno di potere, bensì emblematicità
tradizionale e civica.
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