Via V.Alfieri (n.32-estratto B)

Via Vittorio Alfieri si trova lateralmente rispetto a via Cavour, raggiunge un agglomerato di abitazioni poste a sud-est della collina di Lemonte; ha due biforcazioni laterali: quella di destra raggiunge il cortile di casa Aria Isidoro, quella di sinistra invece sbuca presso l’abitazione del fu Pasquero Giuseppe e 

superati alcuni gradini converte in Via Manzoni.

 

VITTORIO ALFIERI

(Poeta tragico, Asti 1749–Firenze 1803)

       Rimasto orfano di padre in tenera età, a dieci anni entrò nell'Accademia  Militare di Torino dalla quale uscì a diciassette anni carico di odio e di avversione per la disciplina.

Viaggiò per sei anni attraverso l’Europa, sfogando il suo animo inquieto in sprechi e follie, ma studiando contemporaneamente con profondo interesse  uomini e cose.

Rientrato in Italia nel 1773, si chiuse volontariamente in casa e, per combattere la noia, scrisse alcune scene della Cleopatra, opera che fu portata in scena con molto successo a Torino. Scontento di sé, l’autore ritirò la tragedia dalle scene poi s’impegnò nello studio dei classici, fece un viaggio in Toscana per imparare l’italiano puro quindi scrisse la prima delle diciannove tragedie che sono comprese nell’edizione parigina del 1789.

Nel 1777 lasciò nuovamente l’Italia, si dedicò allo studio del greco giungendo alla comprensione dei maggiori poeti greci nei loro testi originali.

Si trovava a Parigi quando scoppiò la rivoluzione, disgustato dagli eccessi dei giacobini tornò in Italia e si stabilì a Firenze dove morì nel 1803.

La sua opera letteraria comprende liriche, poemetti, satire, prose narrative e politiche, tragedie, commedie ed epigrammi.

In molti testi viene ricordato un suo modo di dire: “Volli, sempre volli, fortissimamente volli” che ben evidenzia la sua ferrea volontà di raggiungere gli obiettivi prefissati non ostante la fatica e la stanchezza.