VITTORIO ALFIERI
(Poeta
tragico, Asti 1749–Firenze
1803)
Rimasto orfano di padre in tenera età, a
dieci anni entrò nell'Accademia
Militare di Torino dalla quale uscì a diciassette anni
carico di odio e di avversione per la disciplina.
Viaggiò
per sei anni attraverso l’Europa, sfogando il suo animo
inquieto in sprechi e follie, ma studiando contemporaneamente
con profondo interesse uomini
e cose.
Rientrato
in Italia nel 1773, si chiuse volontariamente in casa e, per
combattere la noia, scrisse alcune scene della Cleopatra, opera
che fu portata in scena con molto successo a Torino. Scontento
di sé, l’autore ritirò la tragedia dalle scene poi
s’impegnò nello studio dei classici, fece un viaggio in
Toscana per imparare l’italiano puro quindi scrisse la prima
delle diciannove tragedie che sono comprese nell’edizione
parigina del 1789.
Nel
1777 lasciò nuovamente l’Italia, si dedicò allo studio del
greco giungendo alla comprensione dei maggiori poeti greci nei
loro testi originali.
Si
trovava a Parigi quando scoppiò la rivoluzione, disgustato
dagli eccessi dei giacobini tornò in Italia e si stabilì a
Firenze dove morì nel 1803.
La
sua opera letteraria comprende liriche, poemetti, satire, prose
narrative e politiche, tragedie, commedie ed epigrammi.
In
molti testi viene ricordato un suo modo di dire: “Volli,
sempre volli, fortissimamente volli” che ben evidenzia la sua
ferrea volontà di raggiungere gli obiettivi prefissati non
ostante la fatica e la stanchezza.
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