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Nel
1880 nella zona fu istituito una scuola materna per i bambini di età
compresa fra i tre ed i sei anni e nel 1882 tale istituzione poté
fregiarsi del titolo “Asilo infantile Regina Margherita”.
I
soci fondatori furono molti ma l’istituzione sorse per volontà
testamentaria del sacerdote don Domenico Pia (testamento del 5 agosto
1881) ed ebbe sede nella casa, si dice donata pare per tale scopo, da
Paolo Bergesio di Corneliano (classe 1820).
In ogni caso Bergesio, alla sua morte avvenuta il 20 luglio 1896, lasciò una donazione di 6.000
lire (le informazioni sul Bergesio sono state fornite dal Maestro
Cesare Balbo).
L’asilo
aveva norme ben precise e si proponeva di educare in modo sano e con
concetti modernissimi i bimbi della comunità.
L’organico
del personale prevedeva maestre, vigilatrici ed ispettori che si
occupavano dei piccoli con professionalità garantendo a tutti
l’acquisizione dei più importanti elementi di formazione religiosa,
morale, sanitaria e fornendo anche una certa strumentalità idonea ad
affrontare con maggiore profitto la scuola elementare.
Negli
anni successivi alla seconda guerra mondiale l’asilo fu affidato
alle cure delle suore Luigine che se ne occuparono fino agli anni
’70; nel frattempo era stato costruito un nuovo edificio in viale
della Rimembranza, ora via Castellero, che fu intitolato al caduto
Fiorenzo Semini. L'edificio del vecchio asilo come pure gli adiacenti
Ospedale Canavero - Ricovero Bonelli Perrone furono abbattuti e sul
sito venne costruito un condominio denominato "Vittoria"
La storia
dell'Asilo infantile Regina Margherita ha termine solo nel
2009 con la delibera della Giunta comunale del 30 novembre che
recita:
"Esiste agli atti del Comune di Corneliano una IPAB
denominata “Asilo Infantile Regina Margherita” fondata nel 1880 e
dal 15 gennaio 1882 sotto il patronato della regina Margherita di
Savoia. Aveva lo scopo di prestare assistenza ai bambini poveri.
Dalla fine degli anni '50 non è più funzionante in quanto il Comune
costruì un nuovo asilo per il quale aveva contratto un mutuo di L.
8.000.000 con la cassa depositi e prestiti. L'Ente è privo di
patrimonio, non ha personale dipendente ed è privo di organo
amministrativo. La Giunta delibera la sua estinzione". |