Via Mons.Vincenzo Calliano (n.11 - estratto A)

Via Monsignor Vincenzo Calliano si trova a destra di via Torino tra le vie Valeirole e C.A. Dalla Chiesa. E' stata intitolata al Parroco che, per 53 anni (dal 1911 al 1964, anno della morte) ha retto la parrocchia dei SS. Gallo e Nicolò contribuendo  con la cultura e le innate capacità dialettiche a migliorare anche la situazione economiche del territorio.

Mons. Can. Vincenzo Calliano

(Corneliano 1876 - Corneliano 1964)

Nacque a Corneliano  in regione Valeirole da Tommaso Calliano e Lucia Bontempo il 12 dicembre 1876.

Fu ordinato sacerdote il 29-6-1899.

Fu vicecurato del Duomo, fu investito del Beneficio parrocchiale di Corneliano il 31 luglio 1911 e fece il suo solenne ingresso il 24 dicembre.

Nel 1936 fu nominato Canonico Onorario della Cattedrale di Alba. Nel 1959 fu nominato Cameriere Segreto del Papa Giovanni XXIII con il titolo di Monsignore.

Morì a Corneliano il 28 settembre 1964.

Durante il suo mandato si occupò prima di tutto della vita spirituale dei suoi parrocchiani portando loro il messaggio del Vangelo con la semplicità della parola ma anche con fermezza. Convinto che l’uomo frequenta più volentieri la chiesa se questa è bella ed accogliente promosse lavori di restauro, fece erigere due altari in marmo policromi dedicati alla Madonna e al Sacro Cuore di Gesù; fece sostituire i banchi; dotò la parrocchia di preziosi arredi e paramenti sacri; rifece a nuovo tutta la pavimentazione; sostituì le vecchie vetrate con sei artistiche opere dell'insigne scuola d'arte Beato Angelico di Milano. Restaurò l’organo; in occasione delle celebrazioni per il centenario di San G.B. Cottolengo (che fu vicecurato a Corneliano) fece dipingere una tela.del Santo dal pittore Margotti di Torino.

Dotò la chiesa di impianto di amplificazione e di riscaldamento.

Nel 1923 fece costruire un salone parrocchiale per le adunanze e lo svago dei parrocchiani seguito dal cinema parrocchiale.          

Nel 1929 si prodigò perchè alla Reala fosse costruita una nuova chiesa.

Monsignor Vincenzo Calliano era un uomo di cultura, di studio, di meditazione. Aveva una profonda conoscenza della religione ma anche di letteratura, filosofia, storia, poesia, pittura, scultura, musica, architettura. Amava la caccia e le passeggiate nei boschi, la raccolta dei funghi.

Era particolarmente affettuoso con i bambini che lo cercavano per ricevere una carezza e un sorriso e qualche caramella che riusciva sempre a trovare al fondo delle sue profondissime tasche. Era solito intrattenerli disegnando magistralmente con il suo bastone, sulla terra, graziosi animaletti: gatti, cani, ecc.

Si interessava poco di politica anche se era un solerte assertore di un governo democra- tico, fatto di giustizia sociale, di buona e sana amministrazione: dare a ciascuno il suo e non defraudare l'uno per arricchire l'altro.

Conduceva una vita modesta, non amava gli onori e i festeggiamenti rumorosi.

Nonostante le possibilità di trasferirsi come parroco nel duomo di Alba o nella parrocchia di Canale (le due più importanti della diocesi), preferì restare a Corneliano per non lasciare i suoi fedeli.

A volte, specialmente con l'avanzare dell'età, era severo e scontroso, non sopportava l’indolenza, l’indifferenza nei confronti della religione ma sapeva esortare, convincere a vivere una vita più rispettosa dei comandamenti di Dio.

La sua morte ha lasciato un caro ricordo e tanti esempi di fede, coerenza e rettitudine in tutti coloro che lo conobbero.

"Facciamo del bene a tutti finché abbiamo tempo; non c'è che il ben fare che possa durare": questo il testamento spirituale di mons. Vincenzo Calliano ai suoi parrocchiani.