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Mons. Can.
Vincenzo Calliano
(Corneliano
1876 - Corneliano 1964)
Nacque a
Corneliano in regione Valeirole da Tommaso Calliano e Lucia
Bontempo il 12 dicembre 1876.
Fu
ordinato sacerdote il 29-6-1899.
Fu
vicecurato del Duomo, fu investito del Beneficio parrocchiale di
Corneliano il 31 luglio 1911 e fece il suo solenne ingresso il 24
dicembre.
Nel
1936 fu nominato Canonico Onorario della Cattedrale di Alba. Nel 1959 fu
nominato Cameriere Segreto del Papa Giovanni XXIII con il titolo di
Monsignore.
Morì
a Corneliano il 28 settembre 1964.
Durante
il suo mandato si occupò prima di tutto della vita spirituale dei suoi
parrocchiani portando loro il messaggio del Vangelo con la semplicità
della parola ma anche con fermezza. Convinto che l’uomo frequenta più
volentieri la chiesa se questa è bella ed accogliente promosse lavori
di restauro, fece erigere due altari in marmo policromi dedicati alla
Madonna e al Sacro Cuore di Gesù; fece sostituire i banchi; dotò la
parrocchia di preziosi arredi e paramenti sacri; rifece a nuovo tutta la
pavimentazione; sostituì le vecchie vetrate con sei artistiche opere
dell'insigne scuola d'arte Beato Angelico di Milano. Restaurò
l’organo; in occasione delle celebrazioni per il centenario di San
G.B. Cottolengo (che fu vicecurato a Corneliano) fece dipingere una
tela.del Santo dal pittore Margotti di Torino.
Dotò
la chiesa di impianto di amplificazione e di riscaldamento.
Nel
1923 fece costruire un salone parrocchiale per le adunanze e lo svago
dei parrocchiani seguito dal cinema parrocchiale.
Nel
1929 si prodigò perchè alla Reala fosse costruita una nuova chiesa.
Monsignor
Vincenzo Calliano era un uomo di cultura, di studio, di meditazione.
Aveva una profonda conoscenza della religione ma anche di letteratura,
filosofia, storia, poesia, pittura, scultura, musica, architettura.
Amava la caccia e le passeggiate nei boschi, la raccolta dei funghi.
Era
particolarmente affettuoso con i bambini che lo cercavano per ricevere
una carezza e un sorriso e qualche caramella che riusciva sempre a
trovare al fondo delle sue profondissime tasche. Era solito
intrattenerli disegnando magistralmente con il suo bastone, sulla terra,
graziosi animaletti: gatti, cani, ecc.
Si
interessava poco di politica anche se era un solerte assertore di un
governo democra- tico, fatto di giustizia sociale, di buona e sana
amministrazione: dare a ciascuno il suo e non defraudare l'uno per
arricchire l'altro.
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Conduceva
una vita modesta, non amava gli onori e i festeggiamenti rumorosi.
Nonostante
le possibilità di trasferirsi come parroco nel duomo di Alba o nella parrocchia
di Canale (le due più importanti della diocesi), preferì restare a
Corneliano per non lasciare i suoi fedeli.
A
volte, specialmente con l'avanzare dell'età, era severo e scontroso,
non sopportava l’indolenza, l’indifferenza nei confronti della religione
ma sapeva esortare, convincere a vivere una vita più rispettosa dei comandamenti
di Dio.
La
sua morte ha lasciato un caro ricordo e tanti esempi di fede, coerenza e
rettitudine in tutti coloro che lo conobbero.
"Facciamo
del bene a tutti finché abbiamo tempo; non c'è che il ben fare che
possa durare": questo il testamento spirituale di mons.
Vincenzo Calliano ai suoi parrocchiani. |
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