VIA P.CAVAGNOLO

(n. 47 - estratto C)

Ex via Umberto I. Via Pierino  Cavagnolo si trova a est di piazza Cottolengo sulla direttrice per Alba; la sua intitolazione risale agli anni cinquanta.

 

 

PIERINO (PIETRO) CAVAGNOLO

( PARTIGIANO  CORNELIANO D’ALBA 1922 – LA MORRA 1945)

Pierino (Pietro) Cavagnolo era figlio  di Giuseppe e di Maddalena Allasia; abitava nella casa sita in Via Alfieri, che ora è l’abitazione del fratello Giovanni e della sua famiglia. I genitori erano contadini e la mamma Maddalena teneva a balia anche altri bambini tanto che Pierino ed i suoi fratelli erano identificati con il soprannome di “bailòt” che ancora oggi è usato per i suoi nipoti.

Pierino aveva frequentato la scuola elementare di Corneliano con tutti i suoi compagni della leva 1922 che era particolarmente numerosa e vivace ma unita.

Presto aveva cominciato a lavorare in campagna con il padre, i fratelli Giovanni e Francesco e la sorella Caterina; in seguito andò a servizio come garzone presso la famiglia Rosa che gestiva un’ importante azienda di autotrasporti.

Era molto conosciuto per la sua affabilità, la sua disponibilità ed il suo carattere mite.

Nel 1942 fu chiamato a prestare il servizio di leva presso una caserma di Cuneo nel corpo degli Alpini svolgendo la mansione di Guardia di Frontiera. Per tutto il periodo della ferma svolse gli incarichi affidatigli con la serietà che gli era propria ma in cuor suo meditava gli insegnamenti ricevuti dal padre Giuseppe, che era stato decorato dal Ministero della Guerra Francese per il contributo dato nel corso della prima guerra mondiale, sognando un’Italia libera da ogni oppressione.

Terminato il servizio militare tornò a Corneliano, vi restò per qualche tempo poi entrò a far parte delle formazioni Partigiane (179° Brig. Garibaldi 14° Divisione) che operava nelle Langhe: era il 1° gennaio 1945.

Partecipò alle operazioni programmate solo per un mese, infatti a febbraio fu ferito ad un fianco nel territorio di Monforte, soccorso fu trasportato nell’ospedale di La Morra dove si tentò di curare la grave ferita.

Da Monchiero,  una signorina, Erminia Cagnassi che poi incontrò Giovanni Piccino e lo sposò, partì a piedi dirigendosi a Corneliano per portare ai familiari la triste notizia e dar loro modo di rivedere il figlio.

Giuseppe e Maddalena Cavagnolo partirono in fretta,  ma il tempo necessario per raggiungere a piedi il paese langarolo fu troppo e quando arrivarono Pierino era già morto.

La notizia si sparse rapidamente e da Corneliano partì un gruppo di persone,tra cui Maria Piccino, con il compito di recuperare la salma e riportarla in paese.

Era un compito difficile e rischioso: il corpo del giovane fu trasportato fino ad Alba su un “tombarello”, poi presso il fiume Tanaro fu necessario traghettarlo sull’altra sponda perché il ponte era stato bombardato e perciò inutilizzabile. Il corpo del giovane fu sistemato su un carro e portato a Corneliano dove fu sepolto con gli onori dovuti ad un caduto per la libertà alla presenza delle autorità e di alcuni rappresentanti delle Brigate Partigiane: era il 28 febbraio 1945.

Il terreno in cui fu sepolto il giovane fu offerto dal Comune ed ora i suoi resti riposano in un loculo del cimitero di Corneliano che volge verso la strada per Canale.

Con dichiarazione del Ministero dell’Assistenza post-bellica il 22 aprile 1948 fu riconosciuto a Pietro Cavagnolo un periodo di servizio con incarichi di comando ed il grado di sergente, decorrenza 1 gennaio 1945 e termine 27 febbraio 1945.

Il 14 maggio 1964 con la concessione n. 1296 fu inviata alla madre Maddalena una medaglia ed un diploma di gratitudine nazionale.

(Notizie riferite da Stefania Cavagnolo, nipote di Pierino)