PIERINO
(PIETRO) CAVAGNOLO
(
PARTIGIANO CORNELIANO
D’ALBA 1922 – LA MORRA 1945)
Pierino
(Pietro) Cavagnolo era figlio
di Giuseppe e di Maddalena Allasia; abitava nella casa
sita in Via Alfieri, che ora è l’abitazione del fratello
Giovanni e della sua famiglia. I genitori erano contadini e la
mamma Maddalena teneva a balia anche altri bambini tanto che
Pierino ed i suoi fratelli erano identificati con il soprannome
di “bailòt” che ancora oggi è usato per i suoi nipoti.
Pierino
aveva frequentato la scuola elementare di Corneliano con tutti i
suoi compagni della leva 1922 che era particolarmente numerosa e
vivace ma unita.
Presto
aveva cominciato a lavorare in campagna con il padre, i fratelli
Giovanni e Francesco e la sorella Caterina; in seguito andò a
servizio come garzone presso la famiglia Rosa che gestiva un’
importante azienda di autotrasporti.
Era molto
conosciuto per la sua affabilità, la sua disponibilità ed il
suo carattere mite.
Nel 1942
fu chiamato a prestare il servizio di leva presso una caserma di
Cuneo nel corpo degli Alpini svolgendo la mansione di Guardia di
Frontiera. Per tutto il periodo della ferma svolse gli incarichi
affidatigli con la serietà che gli era propria ma in cuor suo
meditava gli insegnamenti ricevuti dal padre Giuseppe, che era
stato decorato dal Ministero della Guerra Francese per il
contributo dato nel corso della prima guerra mondiale, sognando
un’Italia libera da ogni oppressione.
Terminato
il servizio militare tornò a Corneliano, vi restò per qualche
tempo poi entrò a far parte delle formazioni Partigiane (179°
Brig. Garibaldi 14° Divisione) che operava nelle Langhe: era il
1° gennaio 1945.
Partecipò
alle operazioni programmate solo per un mese, infatti a febbraio
fu ferito ad un fianco nel territorio di Monforte, soccorso fu
trasportato nell’ospedale di La Morra dove si tentò di curare
la grave ferita.
Da
Monchiero, una
signorina, Erminia Cagnassi che poi incontrò Giovanni Piccino e
lo sposò, partì a piedi dirigendosi a Corneliano per portare
ai familiari la triste notizia e dar loro modo di rivedere il
figlio.
Giuseppe
e Maddalena Cavagnolo partirono in fretta,
ma il tempo necessario per raggiungere a piedi il paese
langarolo fu troppo e quando arrivarono Pierino era già morto.
La
notizia si sparse rapidamente e da Corneliano partì un gruppo
di persone,tra cui Maria Piccino, con il compito di recuperare
la salma e riportarla in paese.
Era un
compito difficile e rischioso: il corpo del giovane fu
trasportato fino ad Alba su un “tombarello”, poi presso il
fiume Tanaro fu necessario traghettarlo sull’altra sponda
perché il ponte era stato bombardato e perciò inutilizzabile.
Il corpo del giovane fu sistemato su un carro e portato a
Corneliano dove fu sepolto con gli onori dovuti ad un caduto per
la libertà alla presenza delle autorità e di alcuni
rappresentanti delle Brigate Partigiane: era il 28 febbraio
1945.
Il
terreno in cui fu sepolto il giovane fu offerto dal Comune ed
ora i suoi resti riposano in un loculo del cimitero di
Corneliano che volge verso la strada per Canale.
Con
dichiarazione del Ministero dell’Assistenza post-bellica il 22
aprile 1948 fu riconosciuto a Pietro Cavagnolo un periodo di
servizio con incarichi di comando ed il grado di sergente,
decorrenza 1 gennaio 1945 e termine 27 febbraio 1945.
Il 14
maggio 1964 con la concessione n. 1296 fu inviata alla madre
Maddalena una medaglia ed un diploma di gratitudine nazionale.
(Notizie riferite da
Stefania Cavagnolo, nipote di Pierino) |