Via C.Cavour

(n.33-estratto B)

Via Cavour si snoda parallela a Piazza Cottolengo (ex Piazza Vittorio Emanuele II), coincidendo per gran parte con l'antica strada Ruata. Consultando i documenti dell'archivio storico comunale, risulta che con lo stesso nome, un tempo veniva indicato un tratto di via Torino, dall’imbocco di piazza Vittorio

Emanuele II (oggi piazza Cottolengo) verso Sommariva Perno. Osservando la mappa delle strade, si ha l'impressione che gli amministratori abbiamo voluto dare un senso di continuità storica anche intitolando strade vicine a personaggi che hanno avuto stretti rapporti tra loro ed un notevole peso storico per tutti gli Italiani.

 

CAMILLO BENSO CONTE DI CAVOUR

(Statista,   Torino 1810– 1861)

         Figlio minore del marchese Michele Benso e della ginevrina Adele de Sellon, fu avviato alla carriera militare che però fu compromessa dalla sua  insofferenza alla disciplina e dalle sue idee liberali.

Ciò lo portò a dedicarsi con più impegno allo studio degli economisti classici e dei politici francesi, integrò le sue conoscenze teoriche con viaggi e soggiorni in Inghilterra, Francia e Svizzera ed in seguito si interessò dei sistemi di conduzione aziendale e di produzione agricola ed industriale nonché del sistema di governo parlamentare.

Concepì in modo moderno le funzioni economiche della società capitalista, con- solidò il suo patrimonio personale e quello della famiglia dedicandosi all’attività finanziaria ed all’agricoltura.

Gradualmente maturò un impegno politico che lo portò a farsi promotore di iniziative quali l’apertura di scuole, banche, fabbriche, aziende agricole, ferrovie…

Eletto deputato nel 1848, si segnalò per la profondità e l’efficacia dei suoi  interventi; adottò la politica del compromesso che divenne la sua particolare caratteristica.

Nel 1850 fu nominato Ministro dell’Agricoltura, del Commercio e della Marina; concluse trattati con Inghilterra, Francia e Belgio inserendo il Piemonte nella sempre più vasta area europea di libero scambio.

Nel 1852 inviò soldati piemontesi in Crimea come alleati degli Anglo-francesi guadagnandosi il diritto di sedere al tavolo della pace di Parigi e di far presente la grave situazione italiana.

Non potendo contare su un aiuto militare inglese, puntò sulla Francia stipulando con Napoleone III  uno spregiudicato trattato con il quale l’Austria avrebbe dovuto pagare tutte le spese di un' eventuale guerra; ma lo stesso documento sanciva anche più stretti legami tra il Piemonte e la Francia e puntava all’unificazione dell’Italia settentrionale sotto il dominio dei Savoia.

A seguito del voltafaccia di Napoleone III, che aveva stipulato con l’ Austria il Trattato di Villafranca (1859) si dimise ma fu richiamato nel 1860 quando favorì l’impresa di Giuseppe Garibaldi (Spedizione dei Mille).

Consapevole che un attacco allo Stato Pontificio avrebbe provocato la reazione di tutti gli Stati cattolici, stipulò un nuovo accordo con Napoleone III, inviò l’esercito nelle Marche e nell’Umbria, anticipò e controllò le mosse di Garibaldi.

Nel 1861 si riunì a Torino il primo parlamento italiano e, non trovando validi collaboratori, Cavour concentrò il potere nelle sue mani.

Morì improvvisamente il 6 giugno 1861 senza poter risolvere i gravi problemi che il Regno d’Italia, appena nato, imponeva di considerare con estrema attenzione e rispetto per tutti i cittadini che si sarebbero dovuti misurare con un nuovo modo di fare politica, economia e leggi.

Per la sua grande abilità politica nel cercare alleati in grado di aiutarlo a  raggiungere i suoi obiettivi fu chiamato “il Tessitore”.