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LA
DIVISIONE CUNEENSE
La Cuneense era
una delle divisioni del Corpo d’Armata Alpino, le altre sono la
Taurinense e l’Orobica.
Come
consuetudine per la formazione delle Forze Armate di stanza sui confini
italiani, gli alpini della Cuneense furono scelti tra i giovani
residenti nella regione Piemonte ed in particolare nella provincia di
Cuneo, perché la loro conoscenza del territorio e l’abitudine alla
fatica li rendevano particolarmente idonei ai compiti di sorveglianza e
di difesa che la zona di frontiera richiedeva.
Essa fu costituita
nel 1934 quando le brigate alpine diventarono Comandi Superiori Alpini e
le fu assegnato il numero 4 ( gli altri erano Taurinense, Tridentino e
Julio).Verso la fine del 1939, quando la tensione internazionale si
aggravò (si era alla vigilia della seconda guerra mondiale) la divisione
Cuneense e la divisione Taurinense furono schierate a difesa del confine
occidentale e poi furono raggiunte delle altre divisioni.
Le
direttive emanate dal Capo di Stato Maggiore dell’esercito imponevano
di stroncare le offensive nemiche, di effettuare azioni a sorpresa per
occupare posizioni di confine che migliorassero le condizioni della
difesa.
Allo
scoppiare della guerra (10 giugno 1940) alle truppe fu ordinato di non
aprire il fuoco contro i Francesi, i quali però attaccarono di
sorpresa. Dopo il 20 giugno gli alpini ricevettero l’ordine di
attaccare e avanzarono travolgendo gli elementi della difesa più
avanzata.
La
Cuneense dovette operare nel Vallone di Maurin superando gravissime
difficoltà dovute al terreno coperto di neve fresca ed alla resistenza
dei soldati francesi.
Le
operazioni sul fronte francese si conclusero con l’armistizio del 24
giugno.
A
ottobre iniziarono le ostilità contro la Grecia ma la stagione era
avanzata, la conoscenza del terreno su cui si svolgevano le operazioni
molto scarsa e il numero dei militari impegnati troppo esiguo.
I
compiti previsti dalla campagna furono ripartiti tra le divisioni alpine
ed alla Cuneense fu affidato il compito della difensiva delle posizioni
conquistate. Gli alpini lottarono strenuaamente tuttavia nonostante
gli sforzi, l'abnegazione e lo spirito di sacrificio, subirono notevoli
perdite e furono sconfitti.
Nel
1941 la Cuneense partecipò alle operazioni sul fronte russo tra Izyum e
Uspenskaij (Caucaso). Presto si ripiegò verso il Don e per gli alpini
fu una delusione: la grande pianura non era fatta per gli uomini
abituati a muoversi e combattere sulle montagne. La divisioni alpine si
batterono con sprezzo del pericolo riuscendo in più occasioni a fermare
il nemico ma, nel gennaio 1942, si seppe che i Russi stavano per
accerchiare le divisioni alpine e fu autorizzata la ritirata.
Si
iniziò la marcia verso occidente, sugli alpini si abbatté la tragedia.
Il nemico, le avversità del terreno, il freddo, la mancanza di cibo e
di ripari, la stanchezza, la necessità di proseguire annientarono la
divisione Cuneense e Julia, le quali risalivano verso nord-ovest nel
tentativo di eludere l'accerchiamento.
Le
azioni eroiche diventarono la norma ma della Cuneense solo 2.000 dei
15.000 uomini che la componevano raggiunsero Nowokarkowa e proseguirono
la ritirata in condizioni penose.
Gli
alpini marciarono per 12 giorni e 11 notti senza riuscire ad evitare che
i cosacchi li accerchiassero, si batterono all'arma bianca, furono
sopraffatti ma nessuno si arrese: era il 28 gennaio 1943.
I
prigionieri finirono nei campi di concentramento, molti furono uccisi e
sepolti nelle fosse comuni; i superstiti sopportarono sofferenze atroci
ma fornirono prova di grande coraggio, di forza e solidità morale.
Della
Cuneense rientrarono in Italia solo 1.200 uomini e, prima che fosse
ricostituita, le truppe tedesche la sopraffecero (settembre 1943) e
della stessa rimane soltanto il nome che è simbolo di disponibilità,
spirito di sacrificio, lealtà a coraggio.
(Vedere
il libro: Per la Pace e per la Libertà - diari e testimonianze
cornelianesi della seconda guerra mondiale; Pro loco di Corneliano
1982. Vedere anche il filmato (presso Virgilio Blardone) del 1° viaggio
organizzato, promosso dalla Pro loco di Corneliano, nella zona dell'ansa
del Don avvenuto nell'agosto 1985).
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