Via Divisione Cuneense

(n.16 - estratto B)

Via laterale a destra del corso Riddone, tra via C.Colombo e via XXV Aprile. E' raggiungibile - ma soltanto a piedi - da Via Torino costeggiando il lato sinistro del ristorante "La Favorita".

 

LA DIVISIONE CUNEENSE

La Cuneense era una delle divisioni del Corpo d’Armata Alpino, le altre sono la Taurinense e l’Orobica.

Come consuetudine per  la formazione delle Forze Armate di stanza sui confini italiani, gli alpini della Cuneense furono scelti tra i giovani residenti nella regione Piemonte ed in particolare nella provincia di Cuneo, perché la loro conoscenza del territorio e l’abitudine alla fatica li rendevano particolarmente idonei ai compiti di sorveglianza e di difesa che la zona di frontiera richiedeva.

Essa fu costituita nel 1934 quando le brigate alpine diventarono Comandi Superiori Alpini e le fu assegnato il numero 4 ( gli altri erano Taurinense, Tridentino e Julio).Verso la fine del 1939, quando la tensione internazionale si aggravò (si era alla vigilia della seconda guerra mondiale) la divisione Cuneense e la divisione Taurinense furono schierate a difesa del confine occidentale e poi furono raggiunte delle altre divisioni.

Le direttive emanate dal Capo di Stato Maggiore dell’esercito imponevano di stroncare le offensive nemiche, di effettuare azioni a sorpresa per occupare posizioni di confine che migliorassero le condizioni della difesa.

Allo scoppiare della guerra (10 giugno 1940) alle truppe fu ordinato di non aprire il fuoco contro i Francesi, i quali però attaccarono di sorpresa. Dopo il 20 giugno gli alpini  ricevettero l’ordine di attaccare e avanzarono travolgendo gli elementi della difesa più avanzata.

La Cuneense dovette operare nel Vallone di Maurin superando gravissime difficoltà dovute al terreno coperto di neve fresca ed alla resistenza dei soldati francesi.

Le operazioni sul fronte francese si conclusero con l’armistizio del 24 giugno.

A ottobre iniziarono le ostilità contro la Grecia ma la stagione era avanzata, la conoscenza del terreno su cui si svolgevano le operazioni molto scarsa e il numero dei militari  impegnati troppo esiguo.

I compiti previsti dalla campagna furono ripartiti tra le divisioni alpine ed alla Cuneense fu affidato il compito della difensiva delle posizioni conquistate. Gli alpini lottarono  strenuaamente tuttavia nonostante gli sforzi, l'abnegazione e lo spirito di sacrificio, subirono notevoli perdite e furono sconfitti.

Nel 1941 la Cuneense partecipò alle operazioni sul fronte russo tra Izyum e Uspenskaij (Caucaso). Presto si ripiegò verso il Don e per gli alpini fu una delusione: la grande pianura non era fatta per gli uomini abituati a muoversi e combattere sulle montagne. La divisioni alpine si batterono con sprezzo del pericolo riuscendo in più occasioni a fermare il nemico ma, nel gennaio 1942, si seppe che i Russi stavano per accerchiare le divisioni alpine e fu autorizzata la ritirata.

Si iniziò la marcia verso occidente, sugli alpini si abbatté la tragedia. Il nemico, le avversità del terreno, il freddo, la mancanza di cibo e di ripari, la stanchezza, la necessità di proseguire annientarono la divisione Cuneense e Julia, le quali risalivano verso nord-ovest nel tentativo di eludere l'accerchiamento.

Le azioni eroiche diventarono la norma ma della Cuneense solo 2.000 dei 15.000 uomini che la componevano raggiunsero Nowokarkowa e proseguirono la ritirata in condizioni penose.

Gli alpini marciarono per 12 giorni e 11 notti senza riuscire ad evitare che i cosacchi li accerchiassero, si batterono all'arma bianca, furono sopraffatti ma nessuno si arrese: era il 28 gennaio 1943.

I prigionieri finirono nei campi di concentramento, molti furono uccisi e sepolti nelle fosse comuni; i superstiti sopportarono sofferenze atroci ma fornirono prova di grande coraggio, di forza e solidità morale.

Della Cuneense rientrarono in Italia solo 1.200 uomini e, prima che fosse ricostituita, le truppe tedesche la sopraffecero (settembre 1943) e della stessa rimane soltanto il nome che è simbolo di disponibilità, spirito di sacrificio, lealtà a coraggio.

(Vedere il libro: Per la Pace e per la Libertà - diari e testimonianze cornelianesi della seconda guerra mondiale; Pro loco di Corneliano 1982. Vedere anche il filmato (presso Virgilio Blardone) del 1° viaggio organizzato, promosso dalla Pro loco di Corneliano, nella zona dell'ansa del Don avvenuto nell'agosto 1985).