Via C.A. Dalla Chiesa

(n.7 - estratto A)

 

Via Carlo Alberto Dalla Chiesa è una via laterale a destra rispetto a Via Torino, prima di via Levata. La sua istituzione risale al 1990.

 

 

 

CARLO ALBERTO DALLA CHIESA

 GENERALE DEI CARABINERI – PREFETTO DI PALERMO

(SALUZZO / CUNEO 1920PALERMO 1982)

Proveniente da una famiglia di ufficiali dell’arma dei Carabinieri, laureato in legge e scienze politiche iniziò la sua carriera nell’Arma nell’ottobre 1942.

Segnalatosi per le sue capacità organizzative al comando della Compagnia di Casoria (Napoli), nel 1946 nel settore antibrigantaggio e nel 1949 nella repressione del banditismo a Palermo, ricoprì poi importanti incarichi a Firenze, Como, Milano e Roma.

Richiamato a Milano nel 1964 per coordinare il nucleo di polizia giudiziaria presso la Corte d’Appello, fu incaricato poi di unificare e dirigere il nuovo gruppo di Milano.

Nel 1966 tornò a Palermo con il grado di colonnello ottenendo notevoli risultati nella lotta contro la mafia.

Nel 1973, dopo i primi attentati terroristici, fu richiamato in Piemonte come generale di brigate al comando di un reparto operativo speciale che in poco tempo giunse alla cattura del gruppo storico delle “Brigate Rosse”.

Promosso nel 1978 generale di divisione, nell’agosto dello stesso anno, dopo l’uccisione di Aldo Moro, ottenne dal Presidente del Consiglio la nomina di coordinatore di un gruppo operativo incaricato di combattere il terrorismo e di indagare in particolare sulle Brigate Rosse ed il delitto Moro. La nomina ricevuta ed i particolari poteri concessigli causarono accese polemiche  subito sopite dagli immediati  successi ottenuti.

L’intuizione di favorire in tutti i modi le confessioni dei terroristi catturati, successiva- mente regolata da una legge, risulterà di fondamentale importanza ed i numerosi successivi pentimenti consentiranno l’arresto di moltissimi terroristi soprattutto  al  nord ed  al centro  dell’Italia.

Nel dicembre 1981 un’ulteriore promozione lo portò al vicecomando dell’Arma; l’anno dopo (maggio 1982) accettò la carica di prefetto di Palermo nonostante la recrudescenza della violenza e dei delitti mafiosi.

Mentre si accingeva, con il suo abituale rigore, ad affrontare la difficile lotta contro la mafia cercando le basi finanziarie, le complicità e le ramificazioni, gli interessi economici-sociali , veniva assassinato con la moglie nella sua auto mentre transitava in una via centrale di Palermo. Era il 3 settembre 1982.