Via Papa Giovanni XXIII (n. 51-estratto C)

 

Via laterale rispetto a via Cavagnolo, si trova sul lato sinistro seguendo la direzione Corneliano – Alba, raggiunge alcune abitazioni di recente costruzione e non si collega con altre strade. La sua intitolazione risale al 1990.

 

PAPA GIOVANNI XXIII

(Sotto il Monte, Bergamo 1881Roma 1963)

Giovanni Roncalli, futuro Papa con il nome di Giovanni XXIII,  nacque a Sotto il Monte (BG) nel 1881 da una famiglia di contadini, studiò a Roma; fu ordinato sacerdote nel 1904 e si trasferì poi a Bergamo dove fu nominato segretario del Vescovo.

Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale fu chiamato alle armi ed assunse il grado di sergente della sanità e poi quello di tenente cappellano.

Al termine del conflitto gli fu affidato il compito di riorganizzare la “Propaganda Fide” (ente con lo scopo di diffondere la religione cattolica) e di promuovere l’impegno dei laici nell’attività missionaria.

Nel 1925 fu nominato Arcivescovo e Nunzio Apostolico in Bulgaria dove rimase fino al 1935; successivamente ricoprì lo stesso incarico in Turchia ed in Grecia e nel 1944 fu inviato a Parigi.

La sua attività diplomatica si concluse nel 1953 con la nomina a Cardinale e Patriarca di Venezia.

Nel 1958, alla morte di Pio XII, fu nominato Papa non ostante l’età avanzata.

Papa Roncalli assunse il nome di Giovanni XXIII con il deliberato proposito di  ricollegarsi ai particolari rapporti delle chiese orientali con l’evangelista, cercando in questo modo un riavvicinamento con i “fratelli separati”.

Nel 1959 rese pubblica la sua intenzione di convocare un Concilio con il preciso compito di portare il contributo della Chiesa Cattolica alla pacificazione del mondo ed invitare all’unità tutto il popolo cristiano.Contemporaneamente cercò di dare una nuova immagine del Capo della Chiesa visitando ospedali e carceri, cercando di mostrarsi in ogni occasione vicino ai fedeli. Promosse nei Paesi che avevano ottenuto o stavano per ottenere l’indipendenza la formazione di un clero indigeno.

Cercando un rapporto con le Chiese separate promosse l’incontro con l’Arcivescovo ortodosso Jakovos (1959), con l’Arcivescovo anglicano di Canterbury (1960) e con il Presidente della Chiesa Episcopale degli Stati Uniti (1961):

Si prodigò in tutti i modi perché i politici s' impegnassero a favore del processo di distensione internazionale.

Documenti di quest' attività sono le due encicliche: “Matera et Magistra” (1961) nella quale riaffermò la concezione propria dei cattolici per quanto riguarda i rapporti tra i vari settori produttivi e la “Pacem in terris” in cui sottolineò quali fossero, secondo i cri- stiani, i presupposti della convivenza tra uomini e pubblici poteri, battendosi perché in campo internazionale prevalessero la giustizia e l’amore.

Le attività svolte in favore della pace e la forza della sua personalità gli guadagnarono un’immensa popolarità in Italia ed all’estero; gli fu attribuito il premio della Fondazione Eugenio Balzan per la pace. Chi lo conobbe lo ricorda ancora oggi come “il Papa buono” per i suoi modi umili, la semplicità nell’avvicinarsi alla gente, per il suo modo di parlare semplice e comprensibile a tutti, per le sue carezze distribuite con amore a chiunque si trovasse sul suo cammino.

Il Papa suo successore, Paolo VI (Giovanni Battista Montini), iniziò per questo Papa il processo di beatificazione..