PIAZZA S. GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO

(n. 34 - estratto B)

 

 

 

La piazza principale di Corneliano (m 230 x 27) ha una lunga storia che risale al tempo della "villa" medioevale. A quel tempo la piazza attuale non esisteva perché tutto l'abitato era concentrato sulla collina di Lemonte.

Nel XIX secolo il centro abitato contava numerose case e, con la costruzione della nuova chiesa parrocchiale (1748-1760) e di nuove abitazioni sui terreni che costeggiavano il rio Riddone, si rese necessario pensare ad un migliore utilizzo di quella che fino ad allora era stata chiamata "piazza del Fossale" o "piazza Nuova".

Nel 1879 la piazza fu intitolata , in segno di ringraziamento, a Sua Altezza Reale Vittorio Emanuele II, il nuovo re d'Italia; dopo la seconda guerra mondiale, essendo cambiata la situazione politica, la piazza fu rinominata ed intitolata a Giuseppe Benedetto Cottolengo, il futuro Santo che aveva operato nel paese tra il 1813 e il 1814 in qualità di vicecurato.

Nel 1938 il Comune provvide all'acquisto di alcune case situate all'imbocco dell'attuale via Torino ed alla loro successiva demolizione al fine di rendere meno pericoloso l'ingresso alla piazza che, nel frattempo, era diventata un luogo di grande transito e sito idoneo a tenere i mercati delle pesche e delle uve, frutti molto rinomati che attiravano sul  territorio numerosi "forestieri".

GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO

( BRA 1786 -  CHIERI TORINO 1842)

Nato a Bra nel 1786, primo di dodici fratelli, fin da bambino manifestò un particolare interesse per gli ammalati. Vestì l’abito ecclesiastico nel 1802, studiò nel seminario di Asti e nel 1811 fu ordinato sacerdote in Torino.  

I suoi primi incarichi di sacerdote li espletò in comunità rurali tra le quali Corneliano dove restò dal 1813 al 1814, in qualità di coadiutore del prevosto don Giovanni Battista Pia. Un dipinto a olio su tela (foto a sinistra) che rappresenta S. Giuseppe Benedetto Cottolengo che soccorre una povera famiglia con Corneliano sullo sfondo, è conservato nella Parrocchiale. E' opera del pittore P. Margotti che lo dipinse negli anni trenta. Il Cottolengo è pure effigiato in una delle due novecentesche vetrate figurate dell'abside della chiesa; nell'altra vi è l'immagine di S. Giovanni Bosco. Un tondo in gesso raffigurante il Santo braidese è nel pilone del 1935 in via Castellero.

La breve presenza di San Giuseppe Benedetto Cottolengo nella parrocchia cornelianese è pure attestata dalla lapide marmorea, infissa all'esterno dell'odierna canonica, dove è scritto: IL SANTO GIVSEPPE B. COTTOLENGO L'IMMORTALE DELLA CARITA' DIMORO' IN QVESTO PAESE NELL'ANNO 1813 QVALE VICECVRATO DI CORNELIANO.

Ma il desiderio di maggiore cultura sacra lo riportò a Torino dove nel 1816 si laureò e nel 1818 fu nominato canonico della chiesa del Corpus Domini.

Nel 1827 aprì a Torino la casa detta della Volta Rossa che ospitò malati, derelitti orfani.

L’epidemia di colera del 1831 costrinse le autorità ad una temporanea chiusura dell'istituto che fu riaperta poco dopo.

Era però inadeguato alle necessità del periodo e pertanto Giuseppe Cottolengo raccolse i fondi per la costruzione, nel 1832, della Piccola Casa della Provvidenza, nella zona di Valdocco.

Per l’assistenza ai malati nelle case ma anche fuori, istituì l’ordine delle figlie di S.Vincenzo, detta anche Vincenzine o Cottolenghine, e inoltre i fratelli di S.Vincenzo, i frati della S.S.Trinità’ e i Tommasini o aspiranti al sacerdozio, sia per le sue opere sia per i bisogni della Diocesi.

Alla base delle sue svariate imprese il Cottolengo pose la più illimitata fiducia nell’aiuto della Provvidenza, richiesto solo con la preghiera e senza alcuna pressione sulla  generosità dei buoni; egli esortava a ignorare il numero dei ricoverati, onde “non far torto alla Provvidenza” che non scorda chi ha bisogno di aiuto e soccorso.

La preghiera ufficiale e continua che, per desiderio del santo risuona nella Piccola Casa è: "Deo gratias!"  con cui  da tutti incessantemente si ringrazia la generosa bontà di Dio.

Giuseppe Cottolengo morì a Chieri nel 1842; fu beatificato dal Papa Benedetto XV nel 1917 e canonizzato da Pio XI nel 1934.