Via S. Bernardino (n. 28 - estratto B)

Inizio della via dalla piazza Cottolengo

La via all'altezza di via Manzoni

Via San Bernardino inizia dalla piazza Cottolengo tra la parrocchiale e la canonica, collegando la piazza con la chiesa di San Bernardino e proseguendo fino all'altezza della chiesa di Santa Elisabetta. Qui c'è la biforcazione: a sinistra prende il nome di strada Bezouce e, a destra, via Lemonte.

Questa via era già molto importante nel 1300 quando il territorio era feudo dei De Braida; risulta infatti che dopo la pace stipulata con Alba, lungo via S. Bernardino furono edificate nuove case, tutte appartenenti ai notabili del paese: i Mazzucco e poi i Mattei furono proprietari della casa ora abitata dalla famiglia Careglio Carlo e Giuseppe; l’attuale sede della parrocchia era invece abitazione dei Cacherano poi dei Perez Binelli; l’attuale sito della canonica fu casa dei  De Braida e poi dei Nielli.

Lungo questa strada, all'angolo con l'attuale via Cavour ebbe sede la prima Casa della Comunità e la prima scuola (nella foto), che in seguito furono trasferite nell’attuale Palazzo Comunale.

SAN BERNARDINO DA SIENA

(SANTO   MASSA MARITTIMA 1380 – L’AQUILA 1444)

Discendente della nobile famiglia degli Albizzeschi, rimase orfano di entrambi i genitori in tenerissima età e fu allevato dai parenti di Siena, città dove studiò retorica (arte del parlare), filosofia (studio del pensiero) e giurisprudenza.

Approfondì lo studio della Sacra Scrittura e della teologia (= parlo di Dio) dedicandosi anche alle opere di pietà ( aiuto ai poveri).

A 22 anni entrò nell’ordine dei Frati Minori, prese gli ordini sacri e, nel 1405, fu abilitato alla predicazione.

La sua predicazione fu dapprima ristretta alla Toscana e dal 1417 in poi si diffuse nel Centro e nel Nord Italia.

Ovunque riuscì a risvegliare il sentimento religioso, richiamò alla pratica dei Sacramenti, attutì gli odi, conciliò fazioni contrarie, suggerì riforme sociali, promosse opere di carità.

Il successo riportato ovunque fu dovuto alla sua eccezionale capacità di comunicazione ma anche all’attualità degli argomenti predicati e dalla santità della sua vita.

Fu un grande propagatore della devozione al Santissimo Nome di Gesù, che faceva scolpire su tavolette con la sigla JHS ( Jesus Hominum Salvator = Gesù Salvatore degli uomini), fondò molti conventi dei quali fu eletto Vicario Generale nel 1438.

Gli scritti più importanti di Bernardino sono tutte prediche in lingua latina ad eccezione del Quaresimale Fiorentino del 1425 scritto in lingua volgare. Molte delle sue prediche furono stenografate su tavolette di cera o fogli di carta dagli uditori che ne curavano la traduzione dal latino al volgare.

A Corneliano è stata dedicata al santo una chiesa, curata dalla Confraternita del S. S. Sacramento, la quale ebbe una grande importanza sul piano politico a partire dal 1500. Essa era meglio conosciuta come Compagnia dei Battuti Bianchi o Compagnia degli Uomini. Tutti coloro che appartenevano a questa Confraternita partecipavano alle funzioni religiose indossando un saio bianco munito di cappuccio che ricopriva completamente il volto ed aveva due fori per gli occhi. Con il passare del tempo il cappuccio fu eliminato e rimase il saio che fu abbandonato negli anni ’70.