Via Sismonda (n.36 - estratto B)

L'imbocco dalla piazza di via Sismonda. 

In fondo, dopo il ponte, s'inizia via Castellero.

Vista dall'alto di parte della piazza con l'inizio di via Sismonda

 

Via Angelo Sismonda è opposta all’arco della Porta Nuova, collega piazza Cottolengo con il corso Riddone e con via Castellero, che è il suo  prolungamento attraverso il ponte sul rio Riddone.

Anticamente si chiamava Via Riddone perché costeggiava il rio ma, dopo la deviazione avvenuta nel 1882, fu rinominata e dedicata al grande studioso.

In paese questa strada è conosciuta come “ Contra’ di S-gnuri” (Contrada dei signori), perché lungo il suo corso abitavano alcune delle famiglie più abbienti: i Sanmartino, i Pasquero, i Francone, i Marino, gli Zingari …

 

ANGELO SISMONDA

(FISICO, GEOLOGO-MINEROLOGO  /  CORNELIANO 1807 – TORINO 1878)

Nacque a Corneliano il 20 agosto 1807 e morì a Torino il 20 dicembre 1878.

Negli studi , nelle pubblicazioni e nello svolgimento dei numerosi incarichi ebbe sempre l’aiuto del fratello Eugenio, nato a Corneliano nel 1815 e deceduto nel 1870.

Angelo, laureatosi in fisica e chimica a 19 anni, cominciò a Torino, sotto la guida del prof. Borson nella direzione del museo di mineralogia e geologia di Torino, che grazie al suo lavoro ed alle sue ricerche fu considerato tra i più completi e moderni d’Europa.

Nel 1835 fu eletto membro della prestigiosa Accademia delle Scienze di Torino e nel 1869 diresse la sezione delle scienze fisiche e matematiche.

Fu autore di numerose pubblicazioni e della “ Carta Geografica della Savoia, Piemonte e Liguria” che fu molto apprezzata dagli studiosi dell’epoca per la precisione e la chiarezza.

Nel 1848 Angelo Sismonda ricevette da Carlo Alberto l’incarico di recarsi in Inghilterra per ottenere la sostituzione dei materiali ferrosi che si erano rivelati inadatti alla costruzione della ferrovia Genova-Torino.

Lo studioso assolse rapidamente e con successo il compito che gli era stato affidato grazie alle sue conoscenze scientifiche ed alla sua arte diplomatica.

Il successo più eclatante di Angelo ed Eugenio Sismonda è sicuramente dovuto al ruolo avuto nella fase preparatoria del traforo della Galleria del Frejus, opera in cui credevano molto sia per le possibilità economiche e commerciali che essa poteva offrire sia perché poteva essere la strada per instaurare e consolidare l’amicizia e la pace tra due nazioni confinanti.

Carlo Alberto di Savoia - estimatore di Angelo Sismonda - aveva espresso parere favorevole, certo che gli studi del grande scienziato avrebbero consentito di procedere nell’opera in stato di sicurezza e anche il parlamento Subalpino, dopo qualche titubanza, approvò il progetto.

I lavori furono avviati nel 1857 e invece dei 25 anni previsti, il traforo fu completato nel 1870 grazie all’accuratezza degli studi del geologo cornelianese.

Alla festa dell’inaugurazione i giornali commentarono: ”Gli studi di Sismonda resero trasparente la montagna “ e sicuramente fu un apprezzamento molto meritato.

Ad Angelo Sismonda è stata dedicata una via nella città di Torino ed un minerale da lui individuato è stato chiamato “sismondite”.

Nella sala del Consiglio comunale c’è un quadro che ricorda il grande studioso e nell’archivio storico sono presenti alcuni dei suoi libri,  purtroppo pochissimi li conoscono e li sanno apprezzare.

Foto a destra: Angelo Sismonda nel quadro del Comune.