ALESSANDRO VOLTA
Fin da giovane mostrò grande inclinazione per l'indagine e lo
studio dei fenomeni naturali. Ben presto abbandonò gli studi
religiosi e studiò fisica da solo. A 18 anni era già in
contatto con i maggiori elettrologi (studiosi dei fenomeni
elettrici) d’Europa.
Dal
1765 al 1769 aiutato dall’amico Giulio Cesare Gattoni, si
dedicò allo studio dei fenomeni elettrici giungendo a un suo
personale modo di figurazione e rappresentazione degli stessi.
Nel
1775 inventò l’elettroforo e compì mirabili esperimenti sui
gas, scoprendo il “metano” e pensando alle sue applicazioni
della fisica.
Nel
1777 inventò la “pistola ad aria infiammabile” (gas delle
paludi) di cui determinava a distanza lo spazio con una scintilla generata dall’elettroforo.
Vennero poi l’accendi-lume elettrico, l’eudiometro
(strumento per misurare il volume dei gas), il condensatore
elettrico e gli studi sull’aria, il vapore acqueo, la chimica
…
Per
i suoi studi, esperimenti, ricerche ed invenzioni Volta è
considerato il fondatore della meteorologia e della metrologia
elettrica.
Nel
1799 fu nominato professore di fisica presso l'università di
Pavia.
Studiò
le teorie di Galvani, scoprì che lo squilibrio elettrico, causa
contrazioni muscolari nelle rane, era originato dal contatto di
due metalli (zinco e rame) con cariche elettriche opposte, una
positiva (+) e l’altra negativa (-).
Napoleone
Bonaparte lo nominò conte e senatore del nuovo Regno
d’Italia.
|